Parma, 22 febbraio 2010 - LETTERA 2
Accettare le cose così come sono.
Dolce Tu, oggi ti racconterò di mia cugina Susanna. Susanna, chiamata da tutti Susi, per me era la sorella che non ho mai avuto, la confidente più elastica e allo stesso tempo la persona che riusciva meglio di chiunque altro a farmi ragionare. È successo solo due anni fa, quando un ragazzo ubriaco, uscito da una discoteca con i suoi amici, ebbe la magnifica idea di guidare la macchina fino a casa sua e, contemporaneamente, Susi tornava dopo aver studiato con un'amica, per un esame che avrebbe dovuto avere l'indomani. Fu un gravissimo lutto, per me. Le prime settimane dopo l'accaduto, il solo pensiero che tutte noi, persone che volevamo del bene a Susanna, dovessimo subire le conseguenze dell'errore di un ragazzino incosciente, non riusciva a darmi pace. Poi, però, provavo a mettermi nei panni di questo giovane e pensavo che al posto suo, io proverei un senso di colpa enorme. Ho sempre desiderato di parlare con lui, solamente per conoscerlo.
A presto,
Egle.
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Egle come splendore
General FictionMi chiamo Egle, adoro il mio nome perché deriva dal greco, "splendore", quindi il suo significato viene solitamente interpretato come "splendente". Ho 16 anni e vivo a Parma, in Emilia-Romagna. In queste pagine ti racconterò degli avvenimenti che mi...
