Due diamanti e una piuma

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Stesso bar, stessi vestiti e stesso profumo, tutto era ormai monotono: mi svegliavo, facevo colazione e prendevo l'auto.

Ma qualcosa oggi era diverso, l'aria nel locale sembrava essersi rinnovata e inondava le mie narici con una sensazione di freschezza, la stessa di quando apri un oggetto nuovo e lo rimuovi dal suo imballaggio.

Era lei, capelli sottili e di un colore che si sfumava, occhi piccoli e labbra carnose .

Aveva le mani sporche di pittura e continuava a strofinare i polpastrelli sul palmo per togliere i residui della sostanza.

La sua espressione era corrucciata, le sopracciglia che quasi si toccavano e la pelle della fronte aveva delle grinze che molti avrebbero definito rughe d'espressione.

Non era rilassata o a suo agio, lo si poteva notare dal movimento ripetitivo e involontario del suo piede sulle mattonelle bianche.

Il suo sguardo analizzava ciò che la circondava, ogni singolo movimento, e controllava ossessivamente l'orologio costoso che aveva al polso, probabilmente stava aspettando qualcuno.

Ed infatti era proprio così, perché dalla porta, che produceva un acuto scricchiolio, entrò Gerard Butler il suo fidanzato storico.

Mani nella tasca e espressione adirata. La sua lunga figura sembrava brillare tra i comuni mortali come un dio sceso in Terra; classico tipo da orologio da polso costoso e soprabito troppo vistoso per l'occasione.

Gerard Butler era un cliente abituale o meglio la sua segretaria, veniva ogni mattino alle otto in punto e ordinava il solito caffè nero. Tutti in città sapevano delle loro scappatelle e il fatto che lui fosse ancora con Kyle rendeva la loro relazione un pettegolezzo, intinto di commenti sgradevoli e malizia.

Kyle sapeva dei tradimenti, ma continuava a perdonarlo; forse per affezione o forse solo perché non era pronta. L'idea di essere sola non le è mai piaciuta. Ma nessuno lo sapeva e quindi credevano alla storia del "sono troppo innamorata per lasciarlo andare", cosa molto lontana da entrambi; nessuno provava ormai quel sentimento.

Alcuni invece biasimavano Gerard, pensavano che Kyle non avesse niente da offrire, quindi automaticamente vedevano il tradimento come una via di fuga per il ragazzo. (Pensiero molto maschilista a mio parere)

L'istante dopo che Butler è entrato nel bar, è come se l'espressione preoccupata di Kyle si fosse trasformata in una di tristezza mista alla paura.

I due hanno cominciato con calma quasi si stessero ricaricando, per poi sprigionare tutta la loro frustrazione su entrambi.

"E da quando è che non ti senti più libera,eh?" grida lui, facendo leva sulla parola libera.

"Da quando hai trovato lavoro? Non lo so in sei anni sei letteralmente cambiato!"

Da lì in poi è tutto andato in rovina e sono finiti per dirsi cose che forse era meglio dire in privato.

Ma ormai a nessuno importava più, perché finalmente si stavano dicendo qualcosa di vero, per la prima volta non avevano paura di farsi del male.

"Oh scusami allora se mi spacco la schiena dietro un computer, mentre tu perdi tempo con quei quadri"

A quelle parole Kyle si è alzata e ha dato uno schiaffo sul viso al suo ormai ex fidanzato.

Entrambi erano in uno stato di trans; lei si era isolata dal mondo, quasi come per non sentire le piccole vocine che la stavano scrutando disgustate.

"Credo di aver finito il mio lavoro qui, ti voglio fuori dalla mia casa per la prossima settimana"

"Wow Butler, sempre molto gentile" a queste parole Gerard ha alzato gli occhi al cielo ed ha lasciato il locale, sbattendo la porta e sgranchiendosi il collo.

Fuori lo stava aspettando Melissa, la sua segretaria, non stava indossando il suo solito completo da lavoro, ma una tuta e un paio di scarpe da ginnastica. Era intenta a posizionare degli scatoloni nel bagagliaio posteriore finché non lo ha visto arrivare alla sua salvezza.

Chiunque avrebbe potuto capire cosa stava succedendo, insomma c'era anche da aspettarselo.

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⏰ Last updated: Sep 29, 2017 ⏰

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