Quarto giorno - 5

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Quella sera parlarono del progetto, ma soprattutto scoparono. Due volte.
Sulla scrivania, tra i recipienti vuoti del sushi che avevano ordinato per cena, c'erano i loro indumenti. Christine era appena tornata dal bagno, si stava rivestendo.
Mike si era rimesso davanti al computer.
«Quello screensaver è orribile, te l'ho mai detto?»
Lui non disse nulla.
«Scendiamo?»
«Arrivo subito, Christine.»
Aspettò di rimanere solo, poi controllò il cellulare. Le chiamate perse di Vanessa non si contavano. Lo rimise in tasca. Sullo schermo, un Paul pixelloso si agitava e apriva a scatti la bocca come un pesce sulla sabbia. Era ancora legato alla palma.
Il naufrago pescava come se niente fosse.
Mike allungò il collo. Gli pareva che quel fetente avesse appena fatto l'occhiolino. Ticchettò il dito sul display. «Questo per esserti chiavato la mia signora, Paul.» Spense il computer e uscì.
Nel corridoio c'era un uomo in tuta blu che spingeva un grosso carrello. Mike gli fece un cenno con la testa. L'inserviente delle pulizie, per tutta risposta, si toccò la punta del berretto.

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