Gruvia - Immortal

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L'odore acre del sangue che aleggiava nell'aria cominciava a dargli la nausea, eppure Gray non riusciva ad allontanarsi dal corpo inerme, freddo e pallido della ragazza. Il cielo plumbeo minacciante pioggia tendeva ad un colore sempre più scuro, riflettente il suo animo spezzato.

Sfiorò distrattamente la guancia morbida, con i polpastrelli, quasi temesse che il suo corpo potesse andare in frantumi, rompersi in migliaia di schegge di ghiaccio a causa del suo umore instabile. Con quel tocco impresse sull'epidermide una scia scarlatta che deturpò quell'agghiacciante candore.

Osservò la maga con attenzione, bellissima.

Non poteva definirla altrimenti.

Eppure, non poté non notare come l'abbraccio della Morte avesse reso il volto della donna ancora più bello ai suoi occhi, quasi immortale.

Delineò con dolcezza la linea del mento, le labbra piene, cianotiche, spaccate. Risalì sul piccolo naso, fino agli zigomi arrossati, tagliati dall'aria gelida che la sua magia aveva generato. Si soffermò ad osservare col respiro affannoso e irregolare gli occhi azzurri di lei, vacui, spenti, decorati da lunghe ciglia scure. Uno sguardo felino che quando si appoggiava su di lui, aveva il potere di scuotergli le membra.

Le sue dita scesero lungo il collo, lì dove poco prima vi era la spessa catena che l'aveva legata a lui. Sulla pelle vi era ancora il segno, rossastro in alcuni punti e dove le aveva fatto più male, violaceo. Accarezzò ogni livido con delicatezza.

Com'era ridicolo, lei non poteva più percepire nulla. Non doveva avere timore di arrecarle dolore.

"Lluvia... vivrà dentro di te, Gray-sama."

Se si avvicinava poteva ancora percepire lievemente il profumo dolce dei suoi capelli azzurri.

"Non c'è motivo di essere tristi."

Era senza fiato, era come se una mano lunga, scheletrica, nerastra, dotata di lunghi artigli stesse stringendo i suoi precordi, con forza, malvagità. Percepiva il proprio respiro diventare sempre più corto.

"Perché la vita di Lluvia... apparterrà sempre e solo a te, Gray-sama."

Un attimo di debolezza, percepì le sue labbra tremare e una lacrima solcargli l'epidermide della guancia, un goccia salata che si raffreddò velocemente, fino a cristallizzarsi lungo il collo. Con delicatezza le abbassò le palpebre, prima di godersi appieno e per l'ultima volta il colore profondo delle sue iridi.

In quanti occhi color glauco avrebbe cercato i suoi?

Quando la catena aveva ingabbiato le loro due anime, qualcosa era scattato all'interno dell'Alchimista del ghiaccio. E spostando lo sguardo in quello della sua compagna aveva percepito qualcosa crescere dentro di sé. Una rabbia cieca, profonda, antica e soprattutto del tutto immotivata. Gray doveva uccidere la donna della pioggia. E prima ancora che il suo cervello potesse registrare i suoi movimenti, era già scattato. Il suo corpo, un unico fascio di muscoli e nervi.

Immediatamente venne rilasciata la sua magia, l'aria raggelò rapidamente, con l'intenzione di colpire la ragazza dai mossi capelli azzurri.

Il suo pugno si era scontrato contro il suo viso.

Imperdonabile.

Ora la guancia, morbida e vellutata, era segnata da un livido violaceo. Tutto questo a causa sua. Era riuscito a farle del male.

Era come se quel colpo gli fosse tornato indietro. Ma non lo aveva colpito nello stesso punto in cui lui invece aveva mirato, il dolore si era espanso all'interno di lui. Ma non superficialmente. Qualcosa al suo interno si era squarciato, lacerato, bucato. Un dolore che riuscì ad arrivargli al cervello ed oscurargli momentaneamente la vista, tanto lo aveva trovato doloroso.

Raccolta di One-Shot || Fairy Tail Stories to obsess over. Discover now