Prologo

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*Flashback*

Oggi è uno di quei giorni in cui devo dire addio. Odio farlo. Come è già successo devo trasferirmi ancora in un'altra città con i miei genitori a causa del loro lavoro. Dovrò cambiare scuola, amicizie, casa e abitudini un'altra volta. Anzi, non ho intenzione di fare amicizia con nessuno, non stavolta, promesso.

Il giorno dopo.

Arrivata nella nuova casa, realizzo che mi piace molto. Milano è enorme e ho intenzione di girarla tutta, magari prima di trasferirmi nuovamente in un'altra città. Domani è il mio primo giorno di quinta elementare nella nuova scuola e ovviamente non conosco nessuno. Spero di sentirmi a mio agio, anche se come ho detto prima, non ho intenzione di affezionarmi ai nuovi compagni.

Il primo giorno di scuola.

Mamma e papà mi accompagnano a scuola e si presenta davanti a noi una donna di mezza età che porta i capelli biondi e lunghi raccolti in una treccia laterale. È vestita di un giallo troppo acceso per i miei gusti. Nonostante questo, mi ispira fiducia. Ci metto un po' a capire che è la preside, poco dopo mi accompagna davanti alla mia aula, una volta arrivate, con un sorriso smagliante mi rassicura dicendomi che andrà tutto bene. Appena varcata la soglia la mia timidezza prende il sopravvento e tanto per cambiare faccio una brutta figura. Non è la prima volta che succede. La maestra continua a chiamarmi, ma è come se non riuscissi a sentire la sua voce. Dopo vari richiami, mi presento alla classe balbettando:
-Ciao a tutti, mi chiamo Emily e... ho dieci anni... ehm... ho origini americane e sono nata a Miami, mamma e papà si sono trasferiti qui in Italia quando avevo quattro anni e abbiamo vissuto in varie città, l'ultima è stata Napoli dove ho vissuto per un anno, giusto ieri mi sono trasferita qui perché i miei genitori sono stilisti. Per questo viaggiamo molto.- dico tutto d'un fiato. Poi mi fisso i piedi perché mi sento a disagio.
-E per quanto tempo resterete qui a Milano?- indaga la maestra.
Questa domanda mi innervosisce. Sospiro prima di rispondere.
-Non per molto.- mi affretto a dire. Sono cinque minuti che sto in piedi davanti a venticinque bambini che mi guardano confusi e divertiti, alcuni ridono di me, e non so quanto sia positiva la cosa. Ho voglia di sedermi subito da qualche parte in un angolo della classe e star da sola, ma non faccio in tempo a pensarlo che la maestra mi spinge leggermente dalla schiena e mi accompagna a quello che sarà il mio posto fino alla fine dell'anno.
-Lei è Bianca, spero che vi troverete bene insieme.- La velocità con cui pronuncia queste parole mi provoca un vuoto in petto che non mi so spiegare, mi è sembrata dispiaciuta, ma forse è solo un'impressione.
Mi siedo con ansia. Fisso il banco perché Bianca mi sta guardando con un'espressione corrucciata... sicuramente non gradisce la mia presenza. Mi accorgo presto che distoglie lo sguardo verso la finestra e mi ignora completamente, ne approfitto per girarmi ad osservarla, e mi accorgo con stupore che ha così tante lentiggini che sembrano stelle di una galassia sconosciuta. Le ricoprono il viso che è di un pallore spettrale, e anche le mani sono tempestate di macchioline arancioni. La montagna di capelli ricci e rossi copre quasi del tutto il suo volto, che ancora non ho visto del tutto. Improvvisamente si gira con uno scatto e mi osserva con gli occhi socchiusi, come se fossi un'insetto fastidioso, e la cosa mi mette a disagio. Scosta per un attimo i capelli dal viso con un sorrisetto beffardo e mi accorgo con orrore che ha un livido viola proprio sullo zigomo. L'orrore svanisce e prende posto il pensiero che sicuramente si è picchiata con un altro bambino, data la sua ostilità nei confronti di chiunque. Ora capisco perché stava al banco da sola, e capisco anche perché fin ora non mi abbia rivolto parola.

*Fine Flashback*

Passarono i giorni, i mesi, gli anni e, Bianca ed io diventammo una cosa sola. Diventammo migliori amiche. Passavamo pomeriggi interi insieme, condividevamo qualsiasi cosa. Dopo sei anni sono ancora qui a Milano. Sempre insieme. È la prima volta che ho infranto una promessa. A quel tempo ancora non sapevo che quella ragazzina scontrosa ed io saremmo diventate sorelle per scelta.

♧NOTA AUTRICI♧
Ciao piccolo lettore, questa storia è stata scritta da me ed una mia amica, e abbiamo deciso di condividerla con te.
Speriamo che possa piacerti.
Proveremo a mantenere l'impegno di pubblicare un capitolo alla settimana.
Buona lettura.
Se è stato di tuo gradimento lascia un commento o un voto per farci sapere cosa ne pensi.
Grazie per esserti fermato su questa storia, speriamo che tu rimanga con noi!
-Glo e Lau

Sorelle Per SceltaWhere stories live. Discover now