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Si svegliò baciata dal sole mattutino, ma ancora avvolta dal sonno che solo il potere della notte le poteva dare. La voglia di mangiare la fece alzare dal letto e abbandonare il contatto con il cuscino troppo morbido. Raggiunse la cucina ed Emily era già lí con il suo giornale in mano e la tazza di caffè dall'altra. Tipica scena mattutina, no? Arrivò in seguito il padre, liberando il bagno e lasciando possibilità ad Emily di andarci e, come sempre, uscita aveva quel sorriso stampato in volto. Cosa c'era di così bello in bagno che Jade non riusciva a vedere? Oppure, cosa impediva a Jade di vedere? Forse il bagliore del sorriso a 36 denti della madre? E, cosa più importante, dovrei smetterla di fare tutte queste domande? Ok, ho capito... La smetto. Ma i dubbi di Jade non avevano intenzione di smettere di darle fastidio e farle crescere ulteriori domande. Si sentiva come una finestra in balia di un temporale: le gocce (dubbi) che colpiscono senza pietà la superficie liscia e trasparente e continuano, continuano fino a quando non scivolano via incapaci di tenersi in piedi. ''Senti, papà...'' Diede uno sguardo veloce e sfuggente a Jade, per poi concentrarsi dinuovo sul suo cappuccino. ''... È evidente che la mamma nasconde qualcosa... Tu sai dirmi cosa?'' Rob deglutì rumorosamente alla domanda della figlia. Oh, lui sì che lo sapeva e custodiva quel piccolo segreto negli angoli più oscuri e impolverati della sua mente impenetrabile. Però, quegli angoli, ad ogni giorno che passava, venivano accarezzati dal sole e scoperti da quel buio. Quel segreto, in poche parole, stava iniziando a prendere possesso della luce, stava iniziando ad essere reale. Reale soltanto nei pensieri dei genitori, figlia (per ora) esclusa. Mentì con la scusa più banale di questo mondo: ''Jade, proprio non lo so... Scusa ma vado in bagno, ho la vescica che minaccia di scoppiare...''
''Ma in bagno non ci eri andato prima?'' Beccato. Jade l'aveva intrappolato in quella gabbia chiamatosi cucina, e da lì non c'era più nessuna scusa che potesse salvarlo. O semplicemente poteva fare scena muta e uscire dalla soglia come non fosse successo niente, ed è proprio quello che fece, lasciando Jade in compagnia della colazione quasi esaurita. Bevve l'ultimo sorso di latte e finì così la colazione che era solo una piccola tappa della sua giornata: aveva ancora secondi, minuti, ore davanti e li avrebbe affrontati uno ad uno. E poi, c'era Alex. Quella persona speciale comunemente chiamata fidanzato, avrebbe suonato il campanello di casa Smith alle 15.30, avrebbe salito le scale con il suo solito andazzo svelto e seducente, con le mani in tasca, un cappellino messo al contrario (tipico dei ragazzi) e con già metà giornata sulle spalle. E naturalmente (quasi me ne dimenticavo) avrebbe aggiunto al suo modo di fare un atteggiamento scorbutico, un po' acido e, in alcune occasioni, dannatamente ironico. Alla fine era il tipico ragazzo un po' maledetto capace di attirare col suo magnete tutte le ragazzine cadute nel suo incantesimo ancor più maledetto. E tra quelle ragazzine, purtroppo, c'era anche Jade. Purtroppo.

Daddy [Sospesa]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora