capitolo quattordicesimo

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Okay, forse iniziava a pensare che non fosse stata poi una così bella idea, accettare la proposta che Alex le aveva fatto.

Ora si ritrovava in un vestito rosso aderente sul petto e morbido fino a poco sopra delle ginocchia, mentre camminava con delle scarpe con il tacco nere, accanto ad Alex verso il suo "posticino"

Alla fine erano passate anche a casa di Alex, per farla cambiare. Sembrava così sicura nel suo abito nero aderente, che al suo fianco Grace sembrava una santarellina che non era mai stata da nessuna parte.

Arrivarono davanti ad un pub, sembrava molto famoso dato che c'erano butta fuori all'ingresso, con una cartellina con dei fogli, e una fila lunghissima. Grace aprì bocca per dire qualcosa ma Alex le prese il polso trascinandola davanti ai buttafuori

«George, come va?» chiese Alex sorridendo

George, un uomo di colore con degli strani capelli ricci, ricambiò il sorriso e si spostò facendoci passare. Grace guardò prima Alex e poi l'uomo, mentre si decideva a seguire la ragazza all'interno del locale.

«è un amico di mio cugino» le spiegò brevemente

Passarono in un corridoio viola fosforescente e si ritrovarono davanti una stanza enorme, piena di gente che ballava e infondo alla sala, su un palco, c'erano tre ragazzi che suonavano. Grace rimase a bocca aperta, le poche luci che c'erano facevano risaltare della tinta fosforescente che ognuno avevo sparso sul tutto il corpo o sul viso. Vide alcune ragazze con dei puntini sopra l'occhio sinistro e delle linee sulle guance, altri ragazzi con dei cerchi sul collo e sulle braccia. Alcuni erano anche a petto nudo mentre si faceva righe e disegni sul petto.

Alex rise per la faccia che aveva assunto Grace e le prese il polso per la seconda volta, guidandola davanti ad un bancone affollato. Si fece spazio e si sporse sul bancone

«ehy Jess! Mi passi le tinte?» urlò per sovrastare il rumore

La ragazza che aveva chiamato si volto e sorrise passandogli dei barattoli neri, quando Alex li aprì vide che avevano a disposizione quattro colori: giallo, rosa, arancione e azzurro.

«faccio io» sorrise Alex, prendendo dell'azzurro e avvicinando il dito al volto di Grace. Disegnò tre linee sulle due guance e fece un puntino sulla punta del naso, facendola assomigliare ad un gatto.

Risero insieme e Grace prese la tinta arancione, facendo due cerchi intorno agli occhi della ragazza, colorandoli in modo che assomigliasse ad un panda, fece anche lei un puntino sulla punta del naso e ripassarono le tinte alla ragazza dietro al bancone.

«e ora andiamo a divertirci» gridò Alex, trascinandola in pista a ballare. Grace amava ballare, anche se non proprio quel tipo di musica, ma si adattò. Voleva solo divertirsi e togliersi dalla testa Cameron per un po'.

Stavano ballando e ridendo senza motivo ma non le importava, si stava divertendo. Andò a sbattere contro qualcuno quando Alex la spinse. Si voltò velocemente per chiedere scusa e si ritrovò davanti Matt. Lui sorrise per i disegni sul volto della ragazza

«Ehy!» l'abbracciò salutandola e Alex si avvicinò velocemente, pensando che il ragazzo la stesse infastidendo

«Alex, lui è Matt» la interruppe prima che potesse dire qualsiasi cosa. Il ragazzo sorrise e alzò la mano in segno di saluto.

«Piacere, Alex» sorrise la ragazza, mordendosi il labbro mentre squadrava il biondo. Solo in quel momento Grace notò che era senza maglia e c'erano delle impronte di una mano sia arancioni che gialle, aveva anche delle linee ondulate sulla guancia destra.

«Maja è andata a prendere da bere, vi unite a noi?»

Grace stava per rifiutare ma Alex si avvicinò maggiormente al biondo annuendo, risero e iniziarono a ballare. Grace guardò Alex impressionata, come riusciva ad avere un rapporto così aperto con ogni ragazzo? Lei a malapena riusciva a chiedere una gomma ad un suo compagno di classe.

«Anche tu qua?» Grace si voltò e vide Maja con un bicchiere in mano, lanciò un'occhiata a Matt che stava ballando con Alex, per poi tornare a guardare Grace.

«mi ci ha trascinata lei» sorrise indicando l'amica

Iniziarono a ballare e verso mezzanotte uscirono tutti e quattro dal pub. Matt si era rimesso la sua maglia e la felpa l'aveva prestata ad Alex, che aveva iniziato ad avere freddo. Grace rabbrividì e non vedeva l'ora di tornarsene a casa. Maja la tenne a braccetto mentre rideva, davanti Matt e Alex stavano chiacchierando.

Grace sospirò, aveva smesso di pensare a Cameron per quelle poche ore in cui era stata con quei tre, ma ora la sua mente era occupata solo da lui.

Quando si divisero, Grace camminò velocemente, con le braccia incrociate al petto. Arrivò davanti a casa sua e sospirò, tutte le luci erano spente. Si abbassò e alzò uno dei vasi che erano sul portico di casa, prendendo la piccola chiave. Ne nascondevano sempre una di riserva, era una vecchia abitudine di sua madre. Ogni due mesi cambiavano il posto della chiave.

Rabbrividì per il freddo.

Si voltò verso la casa di Cameron con sguardo triste, avrebbe tanto voluto un suo abbraccio in quel momento. Quando aveva visto la sua faccia, fuori casa di Nash, aveva maledetto il momento in cui aveva accettato la proposta del suo migliore amico. Era così stupida. Sia lei che la proposta.

Notò la luce di camera di Cameron accesa, mentre lui la guardava dalla finestra. Non riusciva bene a vedere la sua faccia ma aveva il presentimento che fosse ferito. E lo era anche lei. Non voleva ferirlo, avrebbe preferito trasferirsi dall'altra parte del mondo piuttosto che ferirlo in qualche modo.

Provò a salutarlo, alzando la mano ma proprio in quel momento Cameron chiuse la finestra, voltandosi. Lo vide scuotere la testa e chiudere la tenda. Poco dopo anche la luce si spense.

Grace sospirò, voleva solo essere felice.

Ma ora, nella sua idea di felicità, c'era anche lui. 

Change || Cameron Dallas. [change's series #1]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora