Naira, figlia di un importante imprenditore della Costa Rica, Iván Idalgo, da quando è nata è una perfetta principessa alle direttive del padre.
Tuttavia, quando lui vuole incastrarla stipulando un accordo che prevede un'unione matrimoniale col figl...
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È passato così tanto tempo da quando, come un bambino incapace di affrontare ciò che provava, tenevo chiunque a distanza. Da quando uscivo, con l'unico scopo di bere fino a stordirmi, e tornavo a casa ubriaco, convinto che fosse il modo più semplice per non pensare. Da quando facevo di tutto per convincere Naira a non vedere in me nient'altro che un amico, ripetendomi continuamente che con qualsiasi altro uomo sarebbe stata più felice. Eppure mi bastava vederla sorridere a qualcun altro perché tutte le certezze che mi ero costruito crollassero una dopo l'altra.
Come dimenticare il periodo in cui tornò a vivere da suo padre? Un giorno ero disposto a fare qualsiasi cosa pur di convincerla a tornare da me, mentre quello dopo cercavo di rassegnarmi all'idea che il suo posto fosse accanto a Jorge. Vivevo in un continuo tira e molla, sospeso tra il desiderio di averla ancora al mio fianco e la convinzione che lasciarla andare fosse la cosa giusta da fare.
Fino a quel momento avevo cercato di convincermi che stessi facendo la cosa giusta. Le ripetevo di resistere, di non dimenticarsi di me, di pensarmi anche quando tutto sembrava spingerla nella direzione opposta e mi aggrappavo all'idea che quelle parole fossero un modo per aiutarla, per darle la forza di aspettare, di non lasciar perdere ciò che avevamo. Quelli erano i messaggi che le inviavo quando cercavo di fare la cosa giusta, ma c'erano anche altri messaggi, che nascevano dalla parte più egoista di me, quella che non riusciva ad accettare l'idea di perderla, quella che aveva paura di vederla andare avanti senza di me. Parole che non avrei mai dovuto scriverle.
«Avanti Cenerentola, non dirmi che ti stai davvero fidando di chi dice che l'amore di Jorge per te è vero». Sapevo di stare esagerando. Sapevo di non poter continuare a spingerla tra le braccia di un altro per poi fare di tutto per riportarla tra le mie.
Da fuori dovevo sembrare solo un uomo incapace di prendere una decisione, ma la verità era un'altra: avevo bisogno che nessuno sospettasse di lei, che nessuno potesse anche solo immaginare che, nonostante tutto, tra noi ci fosse ancora qualcosa che continuava a esistere.
«Lui ti dirà tutto quello che vuoi sentirti dire. Ti darà esattamente ciò di cui credi di aver bisogno... ma sa che, quando si addormenta, è me che chiami?»
Ogni messaggio che le inviavo era un rischio. Ogni parola aveva il potere di esporla, di compromettere tutto quello che stavamo cercando di proteggere. E io, come suo bodyguard, avrei dovuto tenerla al sicuro... Invece, ogni volta che lasciavo parlare la parte più egoista di me, finivo per metterla ancora più in pericolo.
«Sa quante foto nostre conservi ancora? Sa perché ci sono notti in cui non riesci a smettere di piangere?».