Roma, Ottobre 2025.
L'azienda immobiliare dove da pochi mesi ero stata assunta, oggi era in subbuglio. A breve si sarebbe tenuto un convegno in cui tutti i dirigenti inclusa la sottoscritta, avrebbero conosciuto il direttore straniero che anni prima aveva acquistato la società.
Ci riunimmo tutti nell'enorme sala conferenze attenddendo curiosi il direttore, che non tardò ad arrivare seguito da due uomini in nero.
Si presentò a noi col nome di Dmitrij Kozlov, l'inequivocabile accento marcava le sue parole mentre ascoltavamo attenti. Capelli corvini ben pettinati, il completo nero metteva in risalto il corpo muscoloso mentre gli occhi di ghiaccio scrutavano i presenti dalla sua altezza di almeno 1.90 cm.
Tornammo a fine riunione alle nostre postazioni mentre sottovoce discutevamo dei nuovi cambiamenti che il direttore avrebbe apportato al personale. Finimmo l'orario lavorativo e mi dicessi verso l'uscita sovrappensiero... Kozlov, perché quel cognome mi dava tanto da pensare?
Tornai al mio appartamento cercando le chiavi nella borsa, ricordandomi di averle lasciare nel cassetto della mia scrivania in azienda, guardai l'ora nel mio telefono. Le 21:06, l'azienda sarebbe stata ancora aperta a quell'ora?
Torna in azienda ma le porte erano chiuse e le luci spente, il mio ufficio aveva una finestra che avevo lasciato semi aperta erroneamente, anche se le telecamere mi avessero vista intrufolarmi avrei spiegato il motivo scusandomi per la dimenticanza. Mi intrufolai recuperando le chiavi quando venni distratta da delle voci. Pensai fosse il sorvegliante, chiusi la finestra dirigendomi verso le voci in modo da farmi aprire le porte dal sorvegliante stesso. Le voci provenivano dal sottoscala, un vecchio magazzino si trovava lì, mi avvicinai e ciò che vidi mi fece tremare le ossa, il vicedirettore steso a terra col viso livido e pieno di sangue, in piedi vicino a lui il direttore che lo osservava, uno degli uomini in nero si tolse un tirapugni impregnato di sangue. Gli occhi del direttore si piantarono sui miei.
"Abbiamo visite, lo spettacolo è finito però."
Sgranai gli occhi correndo su per le scale diretta all'uscita intanto che gli uomini mi inseguivano, cercai di aprire le porte ma erano chiuse, ripensai alla finestra del mio studio ma era tardi, quando mi voltai gli uomini in nero erano alle mie spalle seguiti dal direttore. Un sorriso freddo e crudele appare sul suo volto mentre si avvicina con una lentezza intenzionale.
"La tua fuga termina qui, molodaya devushka." -giovane ragazza-
Uno dei due uomini estrae dalla tasca un panno afferrandomi con fermezza e tappandomi la bocca e il naso, il panno umido di una forte sostanza mi fa perdere i sensi.
Mi svegliai in un'auto, con un sacco sulla testa. Le voci dei due uomini sui sedili anteriori mi fanno rabbrividire, ma sentii anche una presenza al mio fianco mentre capivo di avere i polsi legati.
"Sei sveglia."
Non era una domanda, ma un'affermazione sicura.
"Cosa volete da me?"
Con un gesto secco l'uomo mi strappa il sacco dalla testa, mi osserva con occhi freddi e penetranti mentre un leggero sorriso si disegna sul suo volto.
"Cosa vogliamo?"
Ripete divertito, la sua voce è profonda accentuata dal marcato accento russo.
"Rifletti, non credi di aver visto troppo?"
Una fitta fredda colpì la mia spina dorsale, ero davvero in pericolo... ero la testimone dell'assassinio del vicepresidente. Si sporge verso di me, la camicia sbottonata semi-aperta lasciando intravedere il tatuaggio di una croce al centro del petto.
"Ti dirò cosa farò. Ti ucciderò una volta scesi da quest'auto, perché non voglio macchiare la tappezzeria. Poi avvolgerò il tuo corpo nella plastica e ci leggerò un peso lasciando che il tuo corpo venga trascinato in fondo al mare."
Gli diedi una testata quando si avvicinò troppo, cogliendolo di sorpresa. Per un momento c'è un silenzio assordante nell'auto. Gli uomini davanti si voltano allarmati, portando le mani alle armi. Il presidente si tocca il labbro dove scende un rivolo di sangue, poi scoppia in una risata inquietante.
"Hai del fegato!"
Dice divertito ma con tono pericoloso, asciugandosi il sangue con il pollice e facendo saltare il suo sguardo tra il pollice e i miei occhi. Mi afferra la gola senza stringere.
"È un vero peccato che vada sprecato, se continui di questo passo la tua situazione potrebbe diventare più...personale."
Mi morsi il labbro inferiore per l'agitazione, notò il mio gesto nervoso e sorrise, interpretandolo come un segno di debolezza.
"Il silenzio non salverà la tua vita, glupaya devchonka. -Stupida ragazza-
"Svoloch' lasciami andare!"-Bastardo-
Era l'unico insulto che riuscivo a ricordare del mio passato, e lo usai contro di lui come un'arma.
Le sue labbra si incurvarono in un sorriso predatorio mentre mi sentí usare l'insulto russo.
"Svoloch'?"
Ripete con tono beffardo.
"Sei così vulnerabile e selvaggia al tempo stesso. Mi piace questo fuoco che brucia nei tuoi occhi, ma ti consiglio di domarlo rapidamente. Come ti chiami ragazza, e come conosci la nostra lingua?"
I suoi occhi attenti scrutavano ogni mia reazione, la sua mano teneva ancora la mia gola. Scelsi di non rispondere e voltai intenzionalmente lo sguardo.
"Ti stai scavando la fossa da sola."
L'auto si ferma davanti un magazzino abbandonato in via del Mandrione, gli uomini aprono le porte.
"Benvenuta. Ora dimmi, come sai il russo e chi sei? Ti conviene collaborare, o te ne pentirai amaramente."
"Vuoi già uccidermi, cosa ti fa credere che collaborerò con te?!"
Mi trascina fuori dall'auto con forza, stringendomi il braccio in una morsa d'acciaio. Il magazzino è buio e umido.
"Ucciderti?"
Ripete con una risata cupa.
"oh piccola sciocca, pensi che morire sia la cosa peggiore? Non hai idea di cosa significhi trovarsi sulla mia strada. Ma stai tranquilla non ti ucciderò."
Mi spinge su una sedia.
"Prima scoprirò il tuo nome, e ogni tuo segreto. Poi ti potrei fare prostituire in uno dei miei club, che ne dici,?"
Gli sputai sul volto dopo aver udito le sue parole. La saliva gli cola lentamente lungo la guancia. Nel magazzino piomba un silenzio mortale. I suoi uomini si irrigidiscono, portando istintivamente le mani alle armi. Dmitrij rimane immobile, gli occhi azzurri che si trasformano in una voragine di ghiaccio puro.
Con calma inquietante si pulisce il viso estraendo un fazzoletto dalla giacca nera, poi con un movimento fulmineo mi afferra per i capelli, tirandomi la testa all'indietro.
"Hai appena firmato la tua condanna, shlyukha."-Puttana-
Sibila con voce letale.
"Nessun mi manca di rispetto davanti ai miei uomini e vive per raccontarlo."
Si volta verso i due uomini.
"Lasciateci soli. Questa italiana ha bisogno di una lezione privata su come comportarsi."
Dalla camicia semi-aperta e dai suoi movimenti intravedo una stella a otto punte tatuata sotto la clavicola destra. Rabbrividisco non potendo dimenticare mai ciò che voleva dire quel tatuaggio.
"Vory v zakone." Sussurrai.
Dmitrij mi circonda lentamente, come un predatore che studia la sua preda. La sua voce diventa bassa e minacciosa.
"Sai troppo per essere una normale ragazza. Dimmi il tuo nome, e come conosci queste informazioni?"
Disse a pochi centimetri dal mio viso con voce tagliente. Si allontana accendendo una sigaretta, il bagliore arancione illumina il suo volto duro. Si china nuovamente, lasciando che il fumo inondi il mio viso.
"Allora, krolik, sei pronta a collaborare?"-Coniglietta-
"Non collaboro con i Vory v zakone."
Un sorriso crudele si disegna sul volto di Dmitrij mentre spegne la sigaretta sotto una scarpa. Si toglie lentamente la giacca, rivelando completamente il tatuaggio della croce sul petto muscoloso.
"Testarda fino alla fine, vero?"
Sibila con voce pericolosamente bassa arrotolandosi le maniche della camicia.
Si avvicina con un cavo elettrico in mano, facendolo scattare nell'aria producendo un suono sinistro.
"Ultima possibilità prima che inizi davvero. Come ti chiami e chi ti ha parlato del codice Vory v zakone?"
Rivedo nuovamente la stella a otto punte. Dmitrij nota il mio sguardo fisso sulla stella, il simbolo sacro dei Vory v zakone che indica in suo rango supremo nell'organizzazione. Si ferma improvvisamente, studiandomi con rinnovato interesse.
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Destinata al Pakhan.
RomanceNel territorio Sovietico iniziarono man mano a comparire piccoli gruppi criminali, che rapinavano e uccidevano impuniti. Col passare degli anni questi gruppi sempre più grandi e spietati si fusero, formando potenti organizzazioni dettate da un solo...
