Erano a malapena le 16:30 del pomeriggio e dalle larghe vetrate che racchiudevano quel posto, s'intravedeva il calar del sole e a sostituirlo c'era già la luna in procinto a prendere il suo posto.
Amavo l'inverno, lo stare a casa davanti al caminetto, non avere piani per la sera e aspettare di tornare a casa da lavoro per godermi quelle ore in serenità sul divano a contemplare la mia vita difronte alle fiamme che divampano sul legno.
Ma quello spettacolo di luci alle 16:30 del pomeriggio non mi mettevano poi così tanto di buon umore: stava a significare che era ancora troppo presto per chiudere e che la mia giornata lavorativa si era allungata e appesantita involontariamente.
Mentre lascio ghiacciare il tumbler basso do un'occhiata al tavolo 5, Ted fa per avvicinare il bicchiere alla bocca e come immaginavo anche l'ultimo sorso di Jefferson gli era sceso con facilità alla gola, non mi guarda nemmeno, gli basta alzare due dita e mi fa cenno di preparargli l'ennesimo mezzo che si calerà velocemente sperando di dimenticarsi la moglie a letto con l'idraulico .
Che storia vero?
Verso l'amaro nel bicchiere ghiacciato e glielo porto scocciato.
<<Credo dovresti cominciare a drogarti panzone, questo è il decimo che ti porto, non penso funzioni più amico>>
Non aveva una bella cera, gli occhi rossi e l'alito pesante mi nausearono al punto di non riuscire più a mascherare quell'espressione disgustata.
Da quando ho cominciato a lavorare qui, Ted è stato uno dei primi clienti più facili da ricordare.
Siede sempre da solo al tavolo 5 , sempre rigorosamente sporco di lavoro e non si perde un pomeriggio. È un uomo di poche parole, difatti quello che si sa su di lui , e sulla moglie, è grazie alle solite dicerie messe in circolo dai suoi colleghi di lavoro, anche loro clienti del bar. Ted è la classica persona da prendere come esempio sul tipo di persona che proprio non vorrei diventare, sprofondare i miei umori sul fondo di un bicchiere di vetro? Sia mai.
D'altronde non è nemmeno un uomo cattivo, ma trovo sia seccante avercelo fra i piedi dalle 16 alle 18 di ogni santissimo giorno.
Mescolo col barspoon vermouth, campari e gin e mi rendo conto di essermi perso anche io tra i problemi di Ted. Il tizio al bancone non esita a ricordarmi di avere una certa urgenza nello scolarsi il Negroni, ma per via di forza maggiore non pronuncia parola.
Bravo. Mi sarei incazzato.
Procedo con le comande e il mio cervello mi propone una serie di scenari su cui rimuginare nel frattempo. Mi ero ripromesso di non pensarci troppo, il lavoro mi avrebbe portato via tempo e con esso speravo mi tenesse impegnata anche la mente ma a quanto pare non era andata esattamente come immaginavo.
Affondo la pala alla ricerca di cubetti di ghiaccio, un oncia di Martini... due di Whiskey ...e ...poi come cazzo è possibile essere andati avanti in così poco tempo dopo una relazione di tre anni?
Tutto mi sarei immaginato in mia assenza, tranne essere rimpiazzato proprio come quello spettacolo di luci, senza darmi nemmeno il tempo di processare il lutto.
Barbara rappresentava un pilastro nella mia vita, ci siamo conosciuti in età adolescenziale, ha visto i miei lati buoni e quelli meno. Ci siamo messi assieme dopo una serie di fraintendimenti, situazioni complesse e altre frequentazioni di mezzo di poco conto. Ci siamo voluti fino a star male, non sopportavo l'idea di pensarla lontana, odiavo che gli altri le parlassero e più di tutto odiavo il suo vedere sempre il lato buono nelle persone.
Sapeva di essere bella, dio se era bella, colta e dispotica all'occorrenza, l'amavo perché tentava in tutti i modi di correggermi.
Nel nostro essere totalmente diversi eravamo riusciti a scendere a compromessi pur di tenerci in stallo, io mi sarei dato una calmata, glielo promisi, e lei mi avrebbe capito anche quando non meritavo apprensione.
Si litigava spesso, ammetto di essere stato fin troppo geloso, fino a spezzare la....
<<Insomma questo Manhattan??>> Mi interrompe il tizio. Come si permette?
Alzo lo sguardo difronte a me e dopo aver assestato uno sguardo malevolo mi rendo conto di chi ho davanti e mi ci vogliono due minuti di tempo per ricompormi.
<< Se non fossi stato tu, probabilmente ti avrei picchiato>> rispondo seccato strisciando il bicchiere in avanti, lasciando così una scia bagnata che mi innervosisce ancora di più. Questo disturbo ossessivo.
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Inside His Mind
ChickLitCosa accade realmente nella mente malsana di un uomo? È una domanda a cui molte donne farebbe comodo conoscere la risposta. John protagonista ed interlocutore, vi porterà nei meandri più tetri della sua testa, travolgendovi con decisioni impreviste...
