Prologo

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Era come essere in apnea.
Una sensazione che ti logora dentro, passo dopo passo, ora dopo ora.
Ti squarcia il cuore, ti disintegra, ti lascia il vuoto che pensavi nessuno potesse mai più provocarti.

Eppure, Jungkook era lì, sorridente.
La sua bellissima fidanzata accanto a lui. Sorrideva. Ed era il sorriso più luminoso che avessi mai visto in vita mia.

E ne avevo viste tante di spose ridere in quel modo, ma nessuno di quei sorrisi era paragonabile a quello di Sohee.
Era semplicemente felice di averlo accanto, lo toccava. Eccome se lo toccava.
Gli stava accanto fiera, un braccio attorno al suo e i corpi uniti. Più uniti del necessario.

Jungkook annuiva alle mie parole, ma al tempo stesso si avvicinava sempre di più a lei, la guardava, la guardava veramente.

Ma non era lo stesso tipo di sguardo che rivolgeva a me.

O meglio, un tempo era così.

Quando ci siamo amati fino ad odiarci e quando odiarci era diventato l'unico scopo della nostra vita.

Quando mi aveva piantato all'altare.

Quando mi aveva chiesto di essere felice senza di lui.

Nessuna spiegazione. Solo dolore.

Un dolore che mi portavo dentro, custodendolo come se fosse qualcosa di prezioso.
Ma non lo era.

So benissimo che dovrei lasciarlo andare, liberarmi completamente.

E pensavo di averlo fatto, giuro.
Pensavo di essermi liberato di quel dolore e averlo trasformato in passione. Per il mio lavoro, per la mia famiglia...

Avevo dato il massimo, lavorando come un matto per soddisfare i bisogni di tutti.
Mettendo da parte i miei. Per cinque anni.

E adesso...
Adesso lui mi stava guardando. Un'altra volta. Ancora una volta.

Ma non come prima.

Le mie labbra si muovevano, ma il mio cuore restava fermo, immobile.

E andava bene così.
Andava sempre bene per me.

Andava bene per tutti.

"Taehyung, i fiori devono essere più chiari. I colori pastello sono molto più adatti." Sohee aveva interrotto il flusso dei miei pensieri.

Annuii. Appuntai tutto sul quaderno che mi portavo dietro. "Certo! Avrai i tuoi fiori pastello, Sohee. Tutto deve essere perfetto"

Jungkook non diceva niente. Ma la stringeva. Più forte.
Come se potesse fondersi con il suo corpo.

Un nodo mi si trasformò in gola.

I suoi occhi non incontravano mai veramente i miei. Come potevano farlo?
Erano gli stessi occhi che lo guardavano come un tempo.
Come se niente fosse accaduto tra noi.
Come se lui fosse ancora il mio mondo e io il suo.

Sohee riprese a parlare ancora.
"Bene. Domani ritorneremo alla location per gli ultimi dettagli, vero amore?" Chiese rivolgendosi al suo quasi marito.

Amore.

Qualcun altro l'aveva chiamato amore.
Qualcuno che non ero io.

Jungkook si chinò leggermente e strofinò il naso contro il suo. "Certo, amore".

Di muovo quella parola.

Il mio cuore si ribellò.
Il mio corpo fu percorso da tremiti.

Mi forzai di sorridere.
Feci un passo indietro.
Solo uno. Per allontanarmi da tutto quello.

Deglutì prima di parlare.

"Ci vediamo domani, allora" dissi. "Sohee hai la prova del vestito questa sera"

Lei annuì sorridendo. "Oh lo so bene, tesoro." disse ridacchiando. Poi appoggiò una mano sul petto di Jungkook. Lo accarezzò. Lui la strinse in vita.
"Ti chiamo più tardi, Tae!" Poi si voltò verso Jungkook. "Andiamo?"

Lui non disse niente. Si voltò senza salutare.
Come aveva fatto quel giorno.
Tutto era un deja-vu che si ripeteva ancora, ancora e ancora.

Faceva più male di cento spilli conficcati in gola.

Ma andava bene.

Lo era sempre.

~ Angolo autrice ~
Non ho mai scritto qui su wattpad e questa è la mia primissima storia.
I taekook sono la mia vita così come tutti i bts.
Spero che Vows vi piaccia!!

Vows || taekookDove le storie prendono vita. Scoprilo ora