Capitolo 1 - L'Oscurità che Respira (Parte 1)

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La notte in cui tutto ebbe inizio, il cielo era coperto da una coltre di nuvole così spessa da sembrare dipinta con fuliggine. Il vento non soffiava, gli animali tacevano, e perfino la luna sembrava essersi voltata dall'altra parte. In quella quiete irreale, nel fitto della foresta di Hollowpine, un'ombra si muoveva leggera tra gli alberi come una promessa dimenticata.

Erik Darnell, diciannove anni da centinaia di lune, camminava scalzo sul muschio umido. Ogni passo era silenzioso, misurato. Il suo volto, scolpito come porcellana e gelido come la pietra, non tradiva emozioni. Ma dentro... dentro si agitava qualcosa.

Erik era un vampiro. Nato dalla stirpe degli antichi, allevato nel rispetto delle regole di sangue, eppure diverso. Da sempre.

Il suo petto si sollevava lentamente, più per abitudine che per necessità. L'aria notturna gli portava profumi familiari: corteccia bagnata, linfa di betulla, odore di cervi a centinaia di metri. Eppure, non era fame quella che lo aveva condotto lì, sotto quella volta di rami intrecciati come le dita di una creatura invisibile. Era qualcosa di più profondo, di più oscuro e luminoso al tempo stesso. Una mancanza. Un richiamo.

Ogni notte usciva dalla villa in cui era cresciuto, sfidando gli sguardi silenziosi dei ritratti appesi alle pareti, i bisbigli dei morti nelle sale fredde. Usciva per ricordarsi che il mondo esisteva ancora, anche se non era più suo.

Viveva in esilio, sì, ma non imposto dagli umani.

Era un esilio scelto.

La sua famiglia – i Darnell – era una delle ultime dinastie immortali a scegliere il difficile cammino del rispetto. Da generazioni avevano abbandonato il sangue umano, scegliendo di nutrirsi soltanto di creature animali. Era una forma di ribellione, una resistenza silenziosa contro l'istinto più feroce della loro razza. Ma soprattutto, era un atto di condanna verso colui che li aveva guidati per secoli: Azrael, il vampiro puro sangue, colui che aveva trasformato la sete in religione, il massacro in filosofia.

Azrael... quel nome scivolava ancora sulle labbra di Erik come veleno.

Su di lui si raccontavano storie che sembravano più incubi che cronache: aveva distrutto interi villaggi per vendicarsi di un tradimento, aveva assoggettato vampiri minori al suo volere con la sola forza dello sguardo, e si diceva che dormisse in una cripta di vetro, in attesa del momento giusto per tornare. Erik era cresciuto con la minaccia costante di Azrael appesa sopra la testa, come una spada invisibile. Ma ciò che temeva più di tutto... era che un giorno lo avrebbe incontrato.

Eppure, quella notte non era Azrael a popolare i suoi pensieri.

Era un volto. Un ricordo impalpabile. Una sensazione.

Un sogno.

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