Cuore criptato- Capitolo 1

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L'estate, una stagione amata da tutti quanti: bambini, adolescenti, lavoratori e mamme stressate dai propri figli, ma non per tutti è così entusiasmante il suo arrivo.

Ether la odiava, odiava come le strade della sua città si affollassero con l'arrivo imminente dei turisti, come il caos disturbava la sua quiete, ma soprattutto detestava dover trascorrere le vacanze con i suoi genitori.

Il rapporto con sua madre e suo padre non era mai stato facile, c'erano sempre dei litigi, anche per le cose più stupide. Entrambi i suoi genitori gestivano un'azienda molto conosciuta a Detroit: SkyForge, azienda che nel settore della tecnologia e innovazione ,aveva contribuito molto al bene dei cittadini.

Nonostante ciò, la giovane Ether non voleva essere come i suoi genitori che lei stessa definiva: "macchinosi e moderni", non che fosse una cosa negativa ma lei si sentiva molto più tradizionalista, una ragazza con sani principi, che aveva ereditato dai nonni paterni.

Questo era uno dei tanti motivi del loro cattivo rapporto, per questo Ether decise di trascorrere le vacanze estive a casa dei nonni, nella periferia di Detroit.

Era nel tardo pomeriggio che suo nonno Tobey, un uomo vestito con una camicia blu a quadri, con capelli perfettamente sistemati e non troppo bianchi, a bordo di una Cadillac grigia del sessantasette ,si fermò difronte alla casa della nipote, impaziente che la giovane uscisse. Nel mentre Ether ,indaffarata nel sistemare la valigia discuteva già con sua madre Annie: "Dovresti veramente essere grata a me e a tuo padre per tutto ciò che facciamo per te Ether, e invece ci ripaghi così" disse sua madre, nel suo tono di voce traspariva un misto di rabbia e frustrazione, Ether lo percepì subito, nonostante ormai fosse abituata a quell'atteggiamento: "Di cosa dovrei ringraziarvi esattamente?" chiese la ragazza con un tono ancora più freddo di quello della madre, di colpo smise di sistemare le sue cose. Guardò la madre negli occhi con disprezzo e irritazione, strinse i pugni cercando di mantenere la calma e il controllo, sentiva crescere dentro di sè delle emozioni difficili da contrastare.

Aveva gli occhi lucidi e il respiro che si faceva sempre più affannoso: "Siete sempre stati così duri con me, voi non capite affatto come mi sento e credo proprio che non lo capirete mai". Il suo tono nell'affermare quelle parole divenne meno freddo, quasi rassegnato. Sua madre la guardò per l'ultima volta prima di uscire dalla stanza, lasciandola lì, da sola immersa nei suoi pensieri.

Ether finì di sistemare le sue cose, scese le scale velocemente trascinando con sè la sua valigia, quasi come se stesse cercando di scappare da quella "realtà" di cui si sentiva prigioniera. Aprì la porta e non appena vide suo nonno fuori dalla macchina che la stava aspettando, corse verso di lui fiondandosi quasi tra le sue braccia, il nonno preoccupato la strinse forte, accarezzandole i capelli con una mano per rassicurarla. Ether si sentiva già molto meglio. Il nonno la aiutò a caricare le sue cose nel bagagliaio, salirono in macchina e insieme partirono verso la casa di campagna dove i nonni vivevano.

Cuore criptatoWhere stories live. Discover now