Amore tra il gun J e il figlio di una delle funzionarie della dinastia delle "ossa sacre", anche lui J, due ragazzi che per discendenza e provenienza sociale non possono amarsi, nonostante siano la coppia più sensuale e amorevole mai vista prima.
Ji Min, nome completo: Park Ji Min Sejong, apparteneva alla famiglia più nobile di Busan, infatti il padre era il re, Park Sejong Yuri, colui che aveva resistito all'occupazione Giapponese.
Ji Min era un Gun, un principe originario della classe delle "ossa sacre", eleggibile quindi a successione reale.
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Jeon invece era figlio di una matrona di corte, Ui, addetta proprio al padiglione del principe ereditario, funzionaria di corte appartenente al 6° rango superiore, il rango cielo una sorta di capo dama di palazzo. Guidava la crescita dei figli del re, in modo particolare del principe ereditario, ancora prima che nascesse Jeon, nato anche lui a palazzo, un anno e 11 mesi dopo Ji Min, per questo erano cresciuti insieme. Ui, la mamma di Jeon, per comodità lo portava sempre con sé, quando Ji Min doveva fare il bagno <Vieni figlio mio andiamo a fare il bagno con il principe>, quando Ji Min doveva studiare, Jeon studiava con lui, mangiavano insieme, quando Ji Min faceva equitazione, Jeon montava Principessa, la puledra da domare, aveva imparato tutte le arti e gli riuscivano alla perfezione.
Jeon era bravissimo a domare i puledri e amava, in particolare modo, Principessa, che sembrava docile e mansueta, ma in realtà all'improvviso s'imbizzarriva e iniziava a scalciare, nel tentativo di disarcionare il proprio cavaliere. Ji Min si divertiva a guardare Jeon domare la cavalla, era tranquillo perché consapevole che Jeon sapeva cadere, in quello era il numero 1. Lo aveva visto altre volte salire ed essere disarcionato. E risalire. Era lui a tranquillizzare la mamma di Jeon:
<Ui non essere preoccupata! Jeon cade ma poi risale e non si fa mai male>.
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Jeon era uno spettacolo. Capelli corvini, occhi neri e profondi, dal taglio a mandorla con ciglia lunghissime, languidi e ammalianti occhi da cerbiatto. Quando era piccolo aveva un fisico minuto, magro e alto, crescendo ogni mattina si esercitava con le flessioni, correva e spesso faceva a pugni con i suoi coetanei, figli della servitù, soprattutto perché solo lui voleva essere il compagno di amicizia di Ji Min. Stava sviluppando una corporatura tonica, oltre che una gelosia verso il principe, profonda e radicata, estesa a tutti.
Il Wang l'apprezzava, scambiandola per una forma di protezione: <Bravo Jeon, saresti un Cavaliere di fioritura perfetto!>. <Mettimi alla prova, mio Wang> e ridevano insieme.
Jeon voleva diventare forte, pronto a proteggere l'amato amico in ogni occasione.
Vedere Jeon cavalcare era affascinante e divertente, aveva stile ed eleganza e un'energia esplosiva che partiva dagli occhi e si estendeva a tutto il corpo. Teneva le braccia piegate, attaccate ai fianchi, anche le gambe erano serrate, difficilmente sedeva, era sempre teso, verso la corsa, talvolta aveva l'istinto di allargare le braccia ma non rilassava mai i muscoli e teneva sempre i gomiti lungo il corpo, così era più difficile rompersi un braccio, nelle possibili cadute.
Ji Min gli gridava: "Ricordati di non cadere sul fondoschiena! Atterra in piedi Jeon, ah ah ah ah..." E rideva. E rideva anche Jeon. Cresciuti insieme in ogni aspetto della vita erano più di due fratelli. Più di due amici.