Da lontano sentivo l'odore del mare...
Ma i miei sensi continuano ad essere oscurati.
Un senso di angoscia
Un senso di vuoto.
«Sveglia, pigrona! Tra due ore abbiamo la partenza, su su, sveglia!» dice mamma, allegra, come se nulla potesse intaccarle l'umore.
Mi ruzzolo nel letto, svogliata all'idea di affrontare l'ennesimo volo. Almeno mi dico questa volta sarà una vacanza.
Mi alzo lentamente. La porta si spalanca di colpo. Mia sorella piomba in camera, apre un cassetto e afferra qualcosa. Sta già per uscire quando la blocco per il polso.
«Intanto buongiorno. Mamma non ti ha fatto le manine per bussare e la bocca per chiedere?» le dico, scocciata.
Lei risponde, con tono insolente: «Mamma mia... già di prima mattina fai così? Ho solo preso in prestito una cosa...»
Mi irrigidisco.
«Magari la cosa in prestito è la collana di perle?» dico imitandola, carica di ironia.
Giuro: odio questa bambina viziata.
Controbatte subito: «Questa collana è mia. Mamma la doveva dare a me... ma qualcuno ha deciso di prendergliela di mano» mi guarda con aria di sfida.
Le rispondo, trattenendo a stento la pazienza: «Senti, mocciosa. La collana è mia. E ricordati che stai parlando con tua sorella maggiore.»
La tensione cresce, le parole diventano più dure, finché mamma entra in camera.
«Allora? Avete ancora intenzione di discutere per una collana? Io e papà ve ne compriamo a palate.»
Le spiego in fretta cosa è successo. Lei sospira, e con tono dolce ,troppo dolce, dice:
«E dai... lasciala stare. Te ne posso comprare altre cento. È ancora piccola, tua sorella.»
Mi soffermo a guardarla stringere a sé «la piccola di casa». Ha dieci anni e la trattano ancora come se ne avesse tre.
Chiudo la porta. Finisco di preparare le borse e le valigie.
Scendo le scale: stanno aspettando solo me.
Mamma, impaziente, incalza: «Dai, signorina, ci muoviamo? Non abbiamo tutta la giornata. Papà è già in macchina che aspetta te.»
Wow. Che coincidenza. Aspetta proprio me... quell'uomo di merda.
«Che bella notizia... wow. Sarà una vacanza fantastica, soprattutto in sua compagnia» dico con sarcasmo.
Ci dirigiamo all'aeroporto. Saliamo sul nostro jet.
Mi accomodo, metto le cuffie, apro un libro. Provo a leggere. A distrarmi. Ma una voce rompe la calma.
Mamma e mia sorella dormono.
Papà, invece, parla animatamente con qualcuno. Un certo Domenico.
Con la mano in tasca, il sigaro tra le labbra, dice:
«È abbastanza tranquilla. Non dovrebbe dare troppi problemi... sarà rapido e indolore.»
Mi blocco. Lo fisso.
Lui incrocia il mio sguardo.
Smette di parlare.
Si chiude in cabina.
Continua la conversazione... ma lontano da me.
Quanto lo odio.
Non ho mai avuto un buon rapporto con lui. La mia infanzia è un labirinto di ricordi sporchi di sangue. Ricordi suoi.
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Gangsta love.
Fanfiction[in corso..] Sicilia, anni '70. Una delle famiglie più influenti del Nord Italia si trasferisce temporaneamente sull'isola, ufficialmente per una vacanza, ma in realtà con l'intento di stringere nuovi accordi e consolidare il proprio potere. In un p...
