Capitolo Uno

1.9K 146 216
                                    

Gemma, probabilmente perché è di famiglia ed è cresciuta con il nonno quanto lui, ha capito il suo bisogno spasmodico di fare un viaggio verso Westempthon, fino a quando non lo sa; Ed, il suo migliore amico, pare abbia qualche domanda.

La sua testolina rossa sbuca dallo schermo, con sullo sfondo uno studio di registrazione. Vuole quasi chiedere come stia andando il suo ultimo album, ma sa che Ed Sheeran è uno scaramantico, quindi se ne sta buono e zitto mentre raduna le ultime cose.

''Non ho capito dove te ne vai'' dice ancora, pulendosi gli occhiali. Harry si alza.

''Westempthon, dove viveva nonno Edward. C'è il castello omonimo. E' North Yorkshire, un posto tranquillo, isolato, lontano e dove non mi conosce nessuno'' conclude, arrotolando una sciarpa e ficcandola in valigia. Il rosso rilassa le spalle.

''H, questo è fantastico. Finalmente ti fai una vacanza dopo quello che hai passato, amico.''

''Non è esattamente una vacanza'' corregge, prendendo il telefono dopo aver gettato il trolley chiuso giù dal letto e messo in piedi. Inizia a trascinarlo mentre dice ancora ''E' un viaggio di lavoro, formalmente. Mi rinchiuderò tra la locanda e il castello e scriverò il nuovo libro per Hemingway Abbey, troverò un modo per far tornare in vita quell'idiota di Winston e tutto tornerà alla normalità. Sarò di nuovo a Londra prima che tu possa anche iniziare a pensare che me ne sia andato sul serio.''

''Okay, ma, Harry'' inizia, basso, e lo scrittore lo guarda mentre cerca le chiavi di casa, usando la coda dell'occhio ''Promettimi che vedrai sul serio quel castello. Tuo nonno ci teneva.''

Harry si mordicchia il labbro, prova a sorridere. ''Promesso.''

***

Manchester è a un'ora e dodici di macchina da Westempthon, Yorkshire, e dato che Harry non aveva idea di come poter affittare una macchina senza far sapere a tutti dov'era e dove sarebbe arrivato, ha dovuto chiedere l'enorme cortesia alla locanda, la Spring Inn, di fargli avere un passaggio. Quando avevano acconsentito, Harry era stato a un passo dal piangere al telefono.

Il passaggio è un minivan grigio guidato da quello che sembra un folletto, più basso di lui e con un zazzera di capelli castani, sorriso enorme e occhi azzurri. Lo abbraccia di slancio ed Harry ha un attimo di perdita di equilibrio, prima di ricambiare e ridere alla risata fragorosa che tintinna nel suo orecchio. La giacca a vento del ragazzo sa di camino e spezie.

''Harry Styles, a quanto pare'' saluta, e ha un forte accento irlandese, che scivola bene sulle parole, rendendo tutto allegro e frizzante, come un idromele ''Scusa se non avevo cartellini alzati o cose del genere, ma conosco la tua faccia. Sono Niall, Niall Horan. E' un piacere. Vuoi una mano con quella?''

Ora, Harry ha un tono di voce abbastanza basso, non esattamente lento, forse un po', fatto sta che crede di essere appena stato investito da un treno in corsa. Eppure, sorride contento, perché Niall non vuole o pretende assolutamente nulla, da lui, e sembra la persona simpatica con cui vorresti fare un'ora di macchina. Quindi: ''Sì, grazie. Io tengo il borsone.''

Aveva ragione: per tutto il viaggio, che passa dal serpente di persone che è Manchester fino alla campagna e poi, solo alla fine, ai centocinquantatré abitanti di Westempthon, parlano, ridono, scherzano e cantano le stesse canzoni alla radio. Quando sente che il suo migliore amico è Ed Sheeran, Niall va quasi fuori strada prima di ridere e dire che è la cosa 'più fottutamente pazzesca di sempre'. Harry, ogni tanto, si lascia distrarre dai castelli che vedono da lontano, dalla loro ombra imponente, e fantastica su quello di Westempthon, senza poter evitare un sorrisino e gli occhi lucidi. Niall gli chiede se va tutto bene, Harry fa un cenno con la mano inanellata e gli chiede di non preoccuparsi mentre prendono una curva e scendono dolcemente verso il paese. Ne attraversano le porte ed Harry drizza la schiena: quelle strade semplici, di mattoni marroni, muri bianchi e strade lastricate, hanno visto suo nonno piccolo correre e raccontare storie. Lo sente dietro di lui, tranquillo e sereno, più di quanto l'abbia mai sentito a Londra da quando è morto. Non può evitare di far tremare appena il labbro.

A Castle For Christmas ||L.S.||Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora