1. Back to the past

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Mentre fissava il flacone mezzo vuoto di quello che era stato uno smalto dal colore improponibile, non poteva fare a meno di chiedersi cosa esattamente non andasse in lei.
Avrebbe dovuto essere felice, o almeno emozionata in maniera positiva, visto che stava per tornare a casa dopo quasi tre anni di assenza pressoché assoluta. Invece avrebbe dato qualsiasi cosa perché sua madre, che in quel momento era al piano di sopra a impacchettare le ultime cose, cambiasse idea e decidesse di rinunciare all'opportunità lavorativa del secolo per permetterle di continuare la sua tranquilla vita da normale adolescente a 5200 chilometri da Londra.
Senza avere un'idea precisa di cosa avrebbe fatto, prese il flaconcino e iniziò a rigirarselo tra le dita... Forse se lo avesse scaraventato a terra con forza e fosse andato in mille pezzi avrebbe perso la sua funzionalità. Avrebbe anche potuto farlo passare per un incidente: vista la sua goffaggine sarebbe stato del tutto plausibile.

-Cosa diavolo stai combinando?-

Sua madre era arrivata alle sue spalle senza fare il minimo rumore, facendole prendere un colpo. Per poco non aveva lasciato davvero cadere lo smalto in modo accidentale. Invece si era ritrovata a stringerlo saldamente: stupidi riflessi incondizionati, proprio quando non le servivano dovevano farsi vedere?
Contrasse le guance in quello che sperò potesse sembrare un sorriso innocente, anche se a giudicare dallo sguardo della donna, che la fissava a braccia conserte con il sopracciglio destro sollevato, non doveva essere molto convincente. Stava ancora pensando a una risposta plausibile da dare, quando sua madre, con un sospiro, abbandonò la sua postura rigida avvicinandosi e posandole le mani sulle spalle.

-Tesoro, lo so che non vorresti tornare a casa. Qui hai la tua vita, ti sei fatta degli amici e tutto il resto. Ma anche a Londra ci sono tante persone che ti vogliono bene! Non ti mancano i nonni, gli zii e i tuoi cugini? Non ti manca tuo fratello?-

Esisteva un modo carino per rispondere negativamente, senza sembrare una brutta persona? Fortunatamente sua madre riteneva quelle domande retoriche, perché continuò il suo discorso senza aspettare che lei dicesse qualcosa.

-So che non eri d'accordo, ma per me è davvero una grande occasione. E anche se non avessi avuto questa proposta di lavoro, vista la situazione di tuo padre saremmo comunque dovute tornare...-

Giusto. La situazione di suo padre. Da quando se ne erano andate, cercava di non pensare a lui, perché di solito quando succedeva finiva per perdere il controllo. Non avevano mai avuto un grande rapporto loro due, non ricordava che fossero mai stati vicini. Lei ci aveva provato disperatamente, ma lui non era mai riuscito ad accettarla. Quando poi era nato suo fratello, era stato come se lei avesse smesso di esistere.
Ne aveva sofferto molto, ma alla fine si era rassegnata e aveva iniziato a comportarsi come se lui non esistesse. Cosa per nulla difficile tra l'altro, visto che lui faceva altrettanto nei suoi confronti. Nonostante ciò, la verità era che quando sua madre le aveva detto che aveva avuto un infarto, si era sentita mancare ed era stata assalita dal panico. Per un attimo il timore che potesse succedergli qualcosa di brutto l'aveva sopraffatta e l'inquietudine aveva scatenato una crisi abbastanza pesante.
Quando si era ripresa gli aveva scritto, sinceramente preoccupata, per informarsi delle sue condizioni. Tutto era tornato velocemente alla normalità, visto che lui non si era nemmeno degnato di risponderle.

-Ma a parte tutto questo, Rose... So che per te è difficile, ma dovresti davvero sforzarti di occultare i tuoi pensieri. Non solo quando pensi di combinarne una delle tue, ma in generale. Così sei troppo esposta. E solo a titolo informativo, se anche riuscissi a rompere questa passaporta, otterresti solo di rimandare la partenza di qualche ora. Adesso vai a salutare i tuoi amici, io finisco di sistemare!-

Dopo averle dato un bacio in fronte la lasciò andare e tornò alle sue faccende.
Forse avrebbe dovuto prendersela per il fatto che aveva invaso la sua privacy ascoltando i suoi pensieri, ma sapeva che aveva dannatamente ragione in merito all'occlumanzia. Non era più abituata a schermare la sua mente, anche un legilimens inesperto sarebbe stato in grado di carpire cosa le passava per la testa in quel momento. Se poi avesse dovuto avere a che fare con qualcuno che sapeva il fatto suo in materia, ci avrebbe messo davvero poco a leggere i suoi pensieri più intimi. Era uno dei motivi per cui non voleva tornare a vivere tra i suoi cosiddetti simili: avrebbe dovuto sforzarsi costantemente per evitare che tutti sentissero i suoi pensieri. Se solo avesse potuto continuare a vivere tra i babbani, come faceva a Cambridge, sarebbe stato più semplice. Ma sapeva che a Londra non sarebbe stato possibile.
Pensare a quello che l'aspettava nel suo futuro prossimo la angosciava, così decise di seguire il consiglio della madre. Mandò un messaggio sul gruppo WhatsApp che aveva creato con i suoi amici, dando loro appuntamento nel solito posto.
Si infilò le sue All Star dei Looney Tunes e uscì di casa con un po'di anticipo. Aveva deciso di raggiungere l'Harvard Yard a piedi, così da poter vdere per l'ultima volta tutti i suoi posti preferiti. Le sarebbe mancato quel posto. Non era nulla di speciale, viveva in una semplice villetta identica alle altre del quartiere, nulla di esageratamente vistoso o particolarmente lussuoso. Solo normale. Ma non era il luogo ad aver fatto la differenza nella sua vita. Era stato il fatto che per la prima volta si era sentita a suo agio, sentiva di aver trovato un posto in cui non c'erano le aspettative di nessuno a schiacciarla. Poteva essere semplicemente sé stessa e nessuno la biasimava o la guardava come se fosse un difettoso scherzo della natura.
Questo le sarebbe mancato. Non i suoi zii, che la trattavano come se avesse una malattia terribile, non i suoi cugini che l'avevano sempre derisa con cattiveria.
Quando raggiunse lo Starbucks di Massachusetts Ave in cui si incontrava di solito con i suoi amici, i capelli rosa acceso di Holly attirarono immediatamente la sua attenzione. Era seduta al solito tavolo e come sempre aveva già ordinato per tutti. La raggiunse e si lasciò cadere nel posto vuoto alla sua destra, prendendo il bicchiere di frappuccino al caramello su cui era scribacchiato il suo nome.

To be or not to beStories to obsess over. Discover now