Ricordo bene quella notte, io ero presente.
Era mezzanotte passata, la Luna alta nel cielo avvolta da un manto stellato.
Il cielo era tinto da un blu turchese scuro.
Sapete, non tutti apprezzano la bellezza della Luna.
Sì, la guardano okay, ma non si sono mai suffermati e impegnati per notare la sua bellezza interiore, la bellezza grezza che l'occhio umano di rado è in grado di cogliere.
Secondo me leggendo queste parole vi starete annoiando.
"Cosa ci sarà di tanto interessante o di affascinante in una sfera grigia situata in mezzo ad uno scuro cielo coperto di puntini?". Sono le domande che mi vengono fatte più spesso.
Si vede che l'uomo è stupido, non supera mai le superficialità.
Se aguzzi lo sguardo però, vedrai che quel cielo buio con una sfera grigia non è altro che un modo diverso di vedere un cielo sereno con un sole splendente.
La Luna non è grigia, è argentea e ogni volta che fa il suo ingresso viene accompagnata dal suo mantello stellato.
L'unica, non dico donna, signora o ragazza, ma, l'unica 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑎 che è in grado di mettere da parte la superficialità e guardare la scena con tutta se stessa era in questo momento in una stanza buia, fredda, con delle sbarre per l'aria, due brandine senza uno straccio come coperta o un materasso per dormire e pavimenti freddi come il ghiaccio.
Due bambine, una abbracciata all'altra, nel disperato tentativo di farsi calore, erano ancora ben sveglie.
La pelle sporca con graffi in tutto il corpo, capelli a zero, una camicia da notte che sembrava quella di un manicomio.
Una scena che personalmente non avrei mai voluto vedere.
Due visi pallidi, ricoperti da segni di lacrime, che pregavano affinché qualcuno li salvasse.....
L'unico rumore che si senteva era quello di passi che si avvicinavano sempre di più e il tintinnio delle chiavi sempre più forte. Lo sbattere di una porta che svegliò le due bambine, finalmente addormentate, dallo spavento.
Cercarono di nascondersi il più possibile nell'angolino più buio, ma questo ormai era un trucco vecchio....
Il cuore batteva a mille ed era difficile trattenere il respiro con quella paura che scorreva per tutto il corpo.
L'unico rumore che ruppe un silenzio piatto era quello delle chiavi entrate nella serratura, tre giri e il cancello fu aperto...
-Dove siete?- una voce grossa, profonda, cupa pronunciò queste parole.
Era sempre più difficile trattenere il respiro
-Avete voglia di giocare? Nascondino? Bene giochiamo.- continuò la guardia.
-dovreste iniziare a cambiare posti per nascondervi bambine.... Altrimenti il gioco non ha sfizio se so dove siete...-
Scarponi grossi si avvicinarono sempre di più alle bambine.
Per un braccio prese la bambina dai capelli rosso fuoco.
L'altra bambina, quella dai capelli nero corvino, prese dall'altro braccio la sorella.
Sappiamo già tutti com'è andata a finire.
Come voleva una bambina di quattro anni battere un gigante in persona? Ci voleva un miracolo, una magia.....
Già, perché questa storia racconta anche di magia, ma questo non è ancora il momento.
Entrambe piangevano, urlavano.
-Lasciala in pace ti prego!- urlava la bambina dai capelli nero corvino.
Lo scimmione che era costretta ad avere davanti la sua vista la spinse via.
Non ci voleva molto data la sua statura e forza e data l'età della bambina....
-Selene!- urlava la bambina dai capelli infuocati.
La piccola ragazza corvina era stesa a terra svenuta, aveva preso un duro colpo alla testa.
-Selene!- continuava a urlare, ma non la sentiva...
-Ora basta, chiudi la bocca!- le mise una benda in viso, fino alle narici, e la portò al piano di sopra.
Erano passate quante? Due ore? Mezz'ora? Un quarto d'ora? Non lo so, ho perso la condizione del tempo. So solo che l'unico essere vivente ancora chiuso in quelle celle, l'unica bambina ancora stesa a terra su quel pavimento freddo e sporco, non si era ancora svegliata....
Tutto taceva, la giovane Selene non era triste, spaventata. Era felice.
Non avete mai provato quella sensazione di tristezza o solitudine dove però c'è un punto di salvezza? Un punto di felicità.
Una felicità strana, astratta, ma felicità.
A me capitava la notte, le luci spente, la gente quiete a dormire, ed io a passeggiare tranquillamente, osservando tutto.
Mi piace ascoltare il leggero fruscio del vento che trasporta le foglie.
Le gocce d'acqua che cadono sul terreno con un tintinnio talmente soave.
Ero lì, ferma, ad ammirare l'immenso panorama e ad ascoltare quella melodia che solo io mi godevo in quei attimi notturni.
Ammiravo il cielo che mi circondava, tanti puntini brillanti illuminavano un blu misterioso che il cielo aveva come abito da indossare.
È proprio in questi momenti che si è totalmente a contatto con ciò che li circonda, dimenticandosi di ogni cosa.
Nei momenti più bui questa estasi ti porta in una felicità sovrannaturale, astratta, ma bella.
E questa felicità aveva colpito questa piccola bambina che sinceramente ne aveva molto bisogno....
Non so cosa stesse provando, cosa stesse pensando per provare emozioni tali ma l'importante è che per un attimo dimenticò ciò che stava passando, immersa nel silenzio più totale.
Ma si sa, nessun silenzio dura allungo....
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Eclipse
ParanormalSole, Luna. Bene, Male. Luce, Buio Fuoco, Ghiaccio due ragazze, un poliziotto e una storia fatta di.... magia! Se così la si vuole definire. Una cella, una casa, una foresta. Giorno e Notte. Selene e Ileana
