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Bagna i piedi nudi nell'acqua fredda del fiume, sfiorando di tanto in tanto i sassolini sul fondale, lascia cadere la testa all'indietro verso il cielo limpido, beandosi dei raggi del sole che gli riscaldano il volto.

<<Vieni a correre con noi?>> gli occhi azzurri di Niall lampeggiano di giallo, mentre comincia a togliersi i vestiti.
Quando Harry alza lo sguardo verso di lui, dall'altra parte del fiume c'è un lupo marrone ramato di medie dimensioni che lo fissa.
<<Sai che non mi piace trasformarmi>> mente <<Ci vediamo domani>> lo assicura.

Il lupo uggiola piano verso di lui, per poi sparire nel bosco dietro di se insieme ad altri.

Harry si lascia cadere all'indietro nell'erba alta, con un sospiro mal trattenuto.

Il diciottenne amerebbe correre con i suoi amici in forma di lupo, d'altronde, adora la sensazione del vento freddo che gli scompiglia il manto, i sensi amplificati, la velocità elevata, ma come dice sempre a sua sorella, la sua vita è un cliché continuo, e il suo lupo è l'esatto stereotipo dell'Omega che si trova nei libri di storia: piccolo, gracile, scaltro, con il muso lungo e affilato e con due inequivocabili occhioni blu che brillano come l'oceano colpito dai raggi del sole.

Quasi non sente le zampe attente dell'enorme lupo color crema che gli si sta avvicinando. Quando apre gli occhi, due iridi rosse come la lava sono puntate sulle sue.

<<Ciao Gem>> sorride il più piccolo <<Vuoi andare a correre?>>

La lupa rilascia un ringhio basso che fa rabbrividire Harry fino alle punte dei capelli.

<<Sono stato qua con Niall tutta la mattina, è andato via poco fa>> piagnucola giustificando la sua solitudine.

La lupa gli si avvicina, prendendogli la maglietta fra i denti e tirandola.

<<Va bene va bene!>> dice quindi il più piccolo alzando le mani al cielo in segno di resa <<Torno a casa>> concede, intravedendo l'espressione fiera sul viso lupesco della sorella.

Quando arriva di fronte alla casa grande del branco rabbrividisce appena.
La sua vita è lì dentro da anni ormai, ma lui la odia.
La struttura è enorme, ci abita tutto il consiglio ristretto con le rispettive famiglie e ogni volta che va in calore deve rinchiudersi in un bunker per giorni.
Non c'è privacy, ne contegno.

Quando entra, cercando di essere il più silenzioso possibile, va velocemente verso le scale per dirigersi in camera sua, ma una voce lo blocca.

<<Devi mangiare qualcosa>> il riccio alza gli occhi, girandosi verso la figura bionda.
<<Non ho fame Lottie>> si lamenta quando la ragazza arriva di fronte a lui.
<<La dottoressa ha detto->>
<<Lo so, io ero lì, ma non ho fame>> piagnucola.

Da quando ha scoperto di essere un Omega, le uniche tre persone che lo sanno, Gemma, Lottie e il suo medico, lo trattano come un bambino, e tutti gli altri lo prendono in giro perché dicono che è troppo infantile per essere un Beta di 18 anni, quindi la sua vita è ormai divisa tra persone che, per un motivo o per l'altro, gli stanno addosso e gli dicono come si deve comportare.

<<Haz, sai come la pensa Gemma sul cibo>> lo rimprovera Lottie, illuminando gli occhi di giallo.

Il più piccolo abbassa di poco lo sguardo, piagnucolando per il rimprovero.

Undeniable secret//L.S. OmegaverseDove le storie prendono vita. Scoprilo ora