Buonasera a tutti, questa è una nuova puntata di FutureIsNow. Presentiamo subito la nostra ospite di oggi. Molti di voi la conosceranno perché balzata prepotentemente agli onori della cronaca.
Immagino sappiate di chi stia parlando: lei si chiama Courtney Dark e le diamo il benvenuto.
Buonasera.
Le faccio subito una prima domanda: nei giorni scorsi si è scritto e detto molto. Perché solo ora ha deciso di dire la sua versione?
Perché fino adesso nessuno me l'ha chiesta.
Sinceramente volevo starmene zitta nel mio dolore. In una stanza a ricevere al massimo pochi intimi. Poi però la macchina mediatica è riuscita a penetrare persino tra le pareti in cui mi ero rinchiusa. E' stato troppo: mi sono decisa a parlare; a dire la mia.
Sono qui per fare tacere le malelingue, per far smettere tutto questo gettare fango sulla memoria di Mary e Timoty.
Vuole iniziare raccontando chi era Mary Lou, oppure aveva intenzione di seguire un altro percorso?
Mary Lou è stato l'amore della mia vita. Ci siamo conosciute intorno all'anno 2070 – quasi dieci anni fa. Al tempo io ero con un'altra compagna, lei con un marito sposato per procura. Ci presentarono amici comuni. Quasi litigammo per un fraintendimento.
Poi?
Poi ci tememmo comunque in contatto. Entrate in confidenza, lei mi raccontò del suo matrimonio infelice mentre io le parlavo della crisi che stavo passando con la mia compagna. Questo fu l'inizio del nostro amore.
L'ufficializzazione quando avvenne?
Pochi anni dopo, nel 2074 ci siamo sposate. Abbiamo acquistato casa, un cane, il desiderio di un figlio.
Cosa avete fatto a questo punto?
Abbiamo fatto come molte altre coppie prima di noi: raggiunta una rassicurante stabilità economica, ci siamo rivolte alla banca mondiale del seme per sapere chi delle due era più idonea all'impianto.
A quanto mi risulta, fu lei a risultare la più idonea.
Si.
Quale fu la reazione di Mary a questa notizia?
Rimase in parte delusa: era stata lei la prima a chiedere di avere un figlio, quindi in un certo senso in lei vi era un più forte desiderio di maternità. Per fortuna un bravissimo esperto riuscì a farle comprendere che in realtà questa scelta era stata fatta per motivi estemporanei. Nel caso un giorno avessimo voluto avere un secondo figlio, ambedue avremmo avuto la medesima probabilità di essere scelte come madri di sangue.
Questo la risollevò?
Si. Per renderla più partecipe, le lasciai la piena libertà nella scelta dell'etnia del bimbo.
Che cosa scelse?
Al tempo si preferiva avere bimbi asiatici. Una moda. Scelse un seme di etnia bantu. Che poi è la moda odierna. Mary ha sempre avuto un fiuto speciale per le tendenze che sarebbero venute.
Lei personalmente ebbe da ridire verso questa sua scelta?
A me bastava che tutto andasse per il verso giusto.
Il bimbo quindi nacque.
Era un maschio. Lo chiamammo Benson; Benson Dodge. Di lui la prima cosa che colpiva erano gli occhi; enormi, talmente grandi, sinceri e desiderosi di vita da mettere quasi in soggezione. Aveva due deliziose mani paffute con cui tentava di afferrare tutto.
Senza ombra di dubbio era il regalo più importante che potessimo chiedere dalla nostra unione.
Come accettò Mary Lou questa nuova presenza?
La accettò totalmente e senza sforzo. Non ha mai nutrito nessuna gelosia verso Timoty. Lo adorava. Se con la sua domanda alludeva al fatto che vi potessero essere attriti, gelosie tra il bimbo e Mary, si sbaglia di grosso.
Non volevo alludere a nulla di tutto questo. Il commissario che segue le indagini però non sembra essere dello stesso suo parere.
Se il commissario mi avesse interrogato in merito – e non domandando qui e là a persone che c'entrano solo marginalmente - gli avrei spiegato che rapporti c'erano tra Mary e nostro figlio.
Quindi anche lei accantona la tesi dell'omicidio per gelosia.
Ma quale gelosia e gelosia! Mary era pazza di Timoty. Lei adorava lui come lui adorava lei. Erano talmente affezionati l'uno all'altro che si cercavano sempre. Provi a domandare alle colleghe di Mary che cosa diceva a proposito del bimbo. Solo parole di affetto.
Solo le supposizioni di una persona non informata dei fatti avrebbe potuto affermare che Mary potesse essere stata in grado di uccidere nostro figlio.
A questo punto vi fu un mutamento nel vostro rapporto?
Con la nascita di Timoty avevamo meno spazio - questo è vero -, ma anche soggette a questo tipo di privazione, riuscivamo a portare avanti il nostro amore. Era un amore certamente mutato; più intimo, privo di scenate di gelosia, di gesti eclatanti; magari fatto di piccoli gesti e carezze meno vibranti, quasi discrete; comunque amore.
Vogliamo parlare di quella sera?
Eravamo in casa io e Mary, Timoty di là a giocare con le costruzioni. Noi due ai fornelli. Ad un certo punto sentiamo dei rumori nella stanza accanto.
Chi andò delle due?
Andai io.
Che cosa trovò?
Il bimbo aveva semplicemente buttato a terra un comando mobile. Ovviamente lo sgridai e gli ordinai di rimetterlo a posto.
Non le disse più nulla?
Nulla. Quel giorno la giornata lavorativa era stata particolarmente stressante, quindi quella sera non ero proprio in vena di essere accondiscendente. Se penso al fatto che quella fu l'ultima volta in cui vidi mio figlio, un nodo mi sale in gola e fatico a proseguire.
Andiamo avanti. Tornò in cucina?
Tornai ma Mary non c'era.
Dov'era andata?
Non potevo saperlo, comunque li per lì non ci pensai troppo. Poteva essere andata in bagno, oppure in dispensa a prendere qualcosa che le mancava.
Quando si accorse che qualcosa non andava?
Dopo qualche minuto mi accorsi che il silenzio si era fatto troppo pressante. In una casa vi sono sempre dei rumori, invece in quel momento ve ne era la totale assenza. Mi accorsi anche di uno strano abbassarsi della temperatura, come se una mano di ghiaccio fosse stata calata direttamente dal soffitto. Molto strano.
A quel punto chiamai Mary ma nessuno rispose. Pensando al fatto che potesse essere andata in garage a prendere qualcosa, aprii la finestra che dà sul portone del box e la chiamai a voce alta.
Qualcuno le rispose?
Nessuna risposta. Spazientita andai a vedere che cosa stesse combinando. La trovai in bagno, stesa morta.
Immagino siano stati degli attimi terribili. Ricorda come reagì in quel momento?
I primi minuti furono di incredibile lucidità. Ricordo perfettamente ogni istante. Pensai subito a Timoty. Tornai di corsa nella sua stanza e lo trovai steso a terra, privo di vita.
A quel punto?
A quel punto tutto mi si fa confuso. Crollai svenuta.
Stando alla cronaca, la squadra di soccorso che ha fatto irruzione, afferma di averla trovata per l'appunto priva di coscienza a terra. Gli agenti però poi affermano di aver ricevuto la chiamata di soccorso da una voce che sembrava essere la sua. Come lo spiega questo fatto?
Non escludo nessuna spiegazione. Può benissimo essere stato un secondo momento di lucidità in cui ho pensato di cercare aiuto. Ripeto: di quei momenti ho un ricordo molto confuso.
Passiamo ai fatti: si ricorda qualcosa del trasporto in ospedale?
Nulla. Quando riaprii gli occhi ero già stesa su un letto con una flebo attaccato al braccio.
Nel tempo trascorso nella camera d'ospedale qualcuno è venuto a fargli visita?
Un agente mi chiese le generalità di Mary e di Timoty, poi più nulla.
Eppure l'indagine andò avanti.
Procedeva a grandi passi. L'aspetto curioso è che ero stata io l'ultima a vederli e nessuno sembrava volermi includere nel novero delle interrogabili.
Eppure lei stessa risulta essere tra le indagate.
Anche questa una follia. Come potevo essere io l'omicida? Avrei dato la mia vita per quelle due persone.
Un'altra ipotesi accreditata afferma che sia stata Mary ad uccidere Timoty e che poi si sia tolta la vita.
Altra ipotesi fuori da ogni logica. A parte il fatto – come già detto – dell'amore reciproco, non ricordo alcun rumore proveniente dalle stanze in cui poi gli avrei trovati morti.
Immagino si sia fatta un'idea.
Certo. E' stato un complotto architettato da qualche collega invidiosa. Mary era un creativo di successo pronta a fare il grande balzo. Nel suo campo è facile farsi dei nemici, anche pericolosi. Non mi sarebbe così difficile dimostrare che qualcuno potesse avere tutto l'interesse di metterle i bastoni tra le ruote.
C'è una bella differenza tra il Mettere i bastoni tra le ruote e l'Uccidere una persona.
Non immagina quanto possano essere spietati e senza scrupoli dei colleghi invidiosi. Soprattutto in alcuni campi lavorativi.
Le viene in mente qualche nome particolare?
Lo dirò alle autorità competenti. Non voglio dare scandalo prima del dovuto.
Si sente in grado di dirci almeno quali siano queste prove che afferma di avere in mano?
Negli ultimi tempi le angherie delle colleghe erano state particolarmente pesanti. Per sfogare tutto lo stress accumulato durante la giornata, Mary aveva iniziato a rincasare a piedi dopo il lavoro. Qualche giorno prima della sua morte, mi confidò di essere stata oggetto di un tentato omicidio.
Può essere più chiara per favore?
Tornò a casa con lo sguardo di terrore di una persona che ha visto in faccia la morte. Calmatasi dall'emozione, mi raccontò di come era riuscito a scansare un bus all'ultimo istante, poco prima che questo la schiacciasse addosso ad una parete.
Perdoni lo scetticismo ma come poteva affermare che quello era stato un tentativo di omicidio?
Anch'io le feci notare l'infondatezza delle ipotesi.
Come fa allora a sostenere adesso che quello fu un tentato omicidio?
Contattammo un nostro caro amico di famiglia che lavora nell'azienda di viabilità nazionale. Lui ci disse chiaramente che da quando il servizio pubblico era stato affidato al controllo automatizzato, questo tipo di malfunzionamenti non si erano mai verificati.
Quello poteva essere stato il primo caso.
Glielo facemmo presente ma lui fu categorico e ci spiegò anche i due motivi principali: il primo si basa sul fatto che i moderni mezzi di trasporto pubblico seguono il percorso di una sorta di rotaia immaginaria, il secondo che a bordo di ogni mezzo di trasporto vi è sempre un controllore pronto ad intervenire nei casi di malfunzionamento. Questo mio amico disse chiaramente che sia nel caso in cui il bus si fosse allontanato dalla rotaia, sia nel caso in cui ad un certo punto si fosse verificato un malfunzionamento – la rottura di un magnete, un cortocircuito interno -, si sarebbe attivata la procedura di emergenza che prevede il blocco totale ed improvviso del veicolo. Quindi è matematicamente impossibile che un mezzo di trasporto pubblico possa deragliare, sino a sbattere contro qualcosa che stia a bordo della strada.
Quale ipotesi le viene in mente?
Più e più colleghi di Mary hanno compagni e compagne nel ramo dei trasporti. Solo persone di questo ramo hanno le capacità di disattivare la procedura di emergenza del trasporto pubblico.
Lei è cosciente di come queste siano solamente supposizioni.
Stabiliamo una commissione d'inchiesta. Scommetto troveranno delle prove.
Qualche altro accadimento?
Il giorno prima, mi raccontò delle strane frasi di cui era stata oggetto in ufficio.
Può dire quali fossero queste frasi?
Frasi del tipo Buona serata, speriamo di vederci domani; oppure Mandaci una cartolina. E tante altre di cui non ricordo.
Ovviamente il movente dell'invidia delle colleghe, capisce bene quanto sia labile se confrontato con l'atto poi scaturito, cioè la morte della sue compagna.
Certamente. Ho dimenticato infatti di dire che nella factory in cui stava lavorando, proprio in quei giorni si sarebbe dovuto scegliere uno dei creativi per occupare una posizione importante. Mary, come già detto, era la più capace e quindi la candidata migliore.
Secondo lei quindi questo complotto è stato congegnato e portato a termine con il tacito consenso e con la partecipazione di tutte le colleghe di Mary.
Quasi tutte. Magari un paio sono rimaste fuori dal complotto. Sarà l'eventuale indagine a stabilirlo.
Lei spera quindi che a seguito di queste sue dichiarazioni, possa essere avviata un'indagine anche sulla pista dell'invidia tra colleghi.
Non avviarla significherebbe non credere nella verità. Significa inoltre affermare che vi sia del marcio, degli interessi – a me sconosciuti – per cui un omicida possa uccidere impunemente.
Queste sono accuse pesanti di cui immagino dovrà rispondere in tribunale.
Si metta nei miei panni: sono una donna che aveva trovato famiglia e felicità. Mi è stata tolta sia una che l'altra. Cosa mi resta da perdere?
Nulla, certo. Posso farle qualche domanda sulle dichiarazioni dei giorni scorsi?
Prego.
La sua vicina per esempio ha affermato che negli ultimi tempi i litigi tra lei e Mary erano aumentati.
La mia vicina è una brava donna ma è anche una terribile impicciona. Negli ultimi tempi può essere che i litigi si fossero intensificati ma sempre nell'ambito della normalità. Ogni coppia litiga.
Certamente. Cosa pensa per esempio delle affermazioni del psicologo di Mary?
Penso che Mary abbia scelto un ottimo psicologo, privo però della capacità di essere obiettivo. Le dichiarazioni date sono fantasie di una persona desiderosa di cogliere l'attimo mediatico.
Il commissario però ha lasciato intendere che la pista più accreditata, al momento, sia proprio quella in cui vede lei come prima imputata.
Ripeto: sono venuto qui anche per chiedere al commissario di ricevermi di persona.
Per esempio hanno tirato fuori dei suoi attestati di abilitazione all'eutanasia.
Strumentalizzazioni da dare in pasto ai giornalisti. L'abilitazione di cui parlate è in realtà un attestato di frequenza ad un corso post-laurea che ho seguito qualche anno fa. Un normalissimo corso, niente di più.
Qual è la risposta da dare allora a chi punta il dito su di lei, proprio perché sui due corpi siano state adottate delle tecniche di morte indolore, tipiche della pratica eutanasica?
Con me in quel corso erano in tanti, come saranno stati in tanti nei corsi degli anni precedenti e negli anni successivi. Immagino poi si trovino informazioni abbastanza dettagliate persino in Rete. Questo per farle capire l'accanimento con cui si stanno gettando sulla mia figura e su quella della mia famiglia.
Come spiega allora la testimonianza dei vicini, i quali affermano di avere sentito dei rumori di collutazione provenienti dal suo appartamento, proprio nell'immediato dell'omicidio?
Un abbaglio, una suggestione molto probabilmente dipesa dall'eccitazione di trovarsi di fronte al proprio quarto d'ora di celebrità.
Eppure vi sono immagini in cui si vedono chiaramente i segni di una colluttazione, così come è appurato vi siano varie ecchimosi ed escoriazioni sui corpi.
Per questo motivo affermo la strada del complotto. I corpi a terra - per come li ricordo - non avevano addosso alcun segno visibile.
Ha per caso altri elementi di cui non abbiamo parlato?
Un ultimo elemento. La posizione dei corpi. Ho visto la ricostruzione ufficiale della scena del delitto. Mettono il corpo di Mary riversa in bagno, mentre Timoty lo collocano in camera nostra.
Cosa non le torna?
Io ho trovato il corpo di Timoty non in camera nostra ma nella sala dei giocattoli. Qualcuno ha contraffatto la scena del crimine.
Per quale motivo potrebbe essere stato necessario una contraffazione?
Questo non riesco a dirglielo. Affermo solo che Timoty non era in bagno ma in sala.
Un ultimo aspetto mi ha lasciato perplessa: giusto dopo il ritrovamento e l'avvio delle indagini, su un articolo veniva citato il fatto come in sala tutto fosse in ordine. Incomprensibile, visto che Timoty stava giocando sino a poco prima, presumibilmente gettando di qui e di là i mattoncini – come faceva di solito.
Inquietante. Cosa pensa possa accadere da adesso in poi?
Voglio la verità. La semplice e pura verità. Sapere il perché hanno voluto rovinarmi la vita mia, di Mary e di nostro figlio. Voglio dare un nome all'omicida. Pretendo che la giustizia segua il corso che le compete.
Poi pretendo che mi si dica dove devo andare a prendere i corpi.
Anche questo fatto inspiegabile.
Per farle comprendere quanto sia forte il sospetto che vi sia qualcosa di oscuro: sono l'unica persona interessata al caso a cui è stato proibita la visione dei corpi. E' incomprensibile, allucinante poi l'ostruzionismo non appena ho chiesto di avere le salme. Perché lo fanno? Perché vogliono impedire una degna crematura di due innocenti? Forse per nascondere qualcosa? Forse per non avviare una perizia legale che sia autonoma dalla loro?
Queste sono le domande a cui voglio rispondere.
Mi dispiace dirle che purtroppo il nostro tempo è finito. A nome mio, della redazione del programma - e penso di tutte le persone in ascolto in questo momento -, le auguriamo di venire a conoscenza della verità sull'intera vicenda.
La ringrazio.
Ci lasciamo quindi in questa serata; piovosa il giusto da rendere ancor più inquietanti le preoccupazioni di Courtney e dei possibili retroscena. Promettendovi che ci impegneremo a rimanere aggiornati sull'intera vicenda, diamo appuntamento a tutti gli ascoltatoti alla prossima di FutureIsNow!
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