Ancora nero! Possibile che nei momenti più belli il mio cervello decide di prendersi una vacanza? Sarà la stanchezza o la gioia di essere riusciti in qualcosa nella vita. In questo momento mi sembra di trovarmi nel limbo. Ho paura di scontrarmi con la realtà, poichè temo che sia stato tutto un sogno. Dall'altra voglio riaprire gli occhi per essere sicura che Sam sia lì ad aspettarmi, che mio padre mi possa riabbracciare, che possa rivedere i miei amici e....che, magari, possa rispecchiarmi un'ultima volta in quegli occhi color miele. Il panico mi assale, ora che ripenso a Jadox. E se fosse già andato via? Se, ora che la missione è finita, lui e gli altri dei avessero deciso di andarsene dopo che il buio mi ha circondato nella piazza? Inizio a muovere le braccia, cercando di riprendere sensibilità nel corpo. Forse...forse non è tardi, dopotutto. Gli occhi, devo solo aprirli. Apritevi! La luce colpisce i miei occhi, costringendomi a serrarli di nuovo. Li apro lentamente, cercando di capire dove mi trovo. Le pareti viola, il lettore musicale con la mia montagna di cd accanto e il disegno di Sam sulla parete. È la mia stanza! È la mia vera stanza, non quella di qualcun'altro nel dormitorio. Ma...com'è possibile? Insomma era distrutta, la mia intera casa era distrutta. Poi mi riaffrano nella memoria le parole di Belidor sul fatto che tutto sarebbe tornato come prima della tragica notte. Da una parte la cosa mi entusiasma, ma dall'altra sento una sensazione spiacevole. Come quando capisci di non aver fatto qualcosa e non avrai più un'altra chance per farla. Il ritorno alla normalità può significare solo che gli dei hanno fatto il loro dovere e hanno lasciato la terra per tornare a prendere le redini dell'universo. La cosa sconcertante è che non so quasi nulla su di loro e dubito che si rifaranno vivi. Non avrò modo di conoscere meglio Belidor e ringraziarlo in qualche modo....ma chi prendo in giro? L'unica persona che avrei voluto vedere un'ultima volta è quell'arrogante bestione. Il dio che mi ha fatto impazzire, sia nel senso buono che nel cattivo. Ripenso ai tatuaggi sul suo corpo che io osservavo ipnotizzata e affascinata da tale magia. Devo accertarmi che siano andati...forse non è tardi. Mi alzo a sedere nel letto, presa dalla curiosità, quando la porta si apre e compare l'ultima persona che pensavo avrei visto. "Ben svegliata, bella addormentata." dice, per poi sedersi sulla sedia vicino alla scrivania con alcuni libri che devo ancora riportare alla biblioteca centrale. Io sorrido automaticamente, non solo per come mi ha chiamata, ma anche perchè ora so che non è ancora ripartito. "Non pensavo di rivederti al mio risveglio, Jadox" dico, sincera. Lui fa una risata breve e scuote la testa, facendo cadere dei ciuffi scuri sulla fronte e mostrando i denti perfetti. "Per tua sfortuna sono ancora qui. Ma non temere, partiremo entro breve e potrete riavere la vostra vita." dice con la voce a cui devo ancora abituarmi. Se ne andrà...."Ma ora che sappiamo che esistete, non potete scomparire nel nulla. Insomma, tutto ciò che è successo deve pur aver avuto un effetto..." cerco di dire, forse nel disperato tentativo di farlo restare ancora un'pò. Diamine, non posso far finta che nulla sia successo! "Ginevra, siamo venuti sulla terra per un'unica causa. Ora che la situazione è di nuovo gestibile è indispensabile che lasciamo gli umani alla loro quotidianità." dice in modo formale, ogni traccia del sorriso scomparsa dal suo volto. Rieccolo, l'arrogante essere che ho incontrato per la prima volta. Il dio della guerra, superiore ad ogni umano sulla terra. Superiore a me. Sciocca ragazza. Tu e le tue paranoia per un essere che non potrai mai avere. Era venuto qui perchè è il suo dovere. Allora cosa ci fa nella mia stanza? Continua a guardarmi con i gomiti appoggiati alle ginocchia, una mano stretta nel pugno di un'altra e il volto privo di una definita emozione. In quel momento noto che non indossa i suoi soliti vestiti, ma una maglietta celeste e dei jeans blu. È strano vederlo in quegli abiti, lo fanno sembrare più umano e, decisamente, meno "badboy". A che cavolo pensi in un momento come questo, Gin? Ignoro quei pensieri e gli chiedo "Allora te ne vai come nulla sia mai capitato? In fondo, questa è una missione come molte altre, giusto? Una di quelle di cui ti dimenticherai appena riprenderai la spada dalla guaina, non è così?" sento la collera salire. Non dovrei mostrarla a lui, ma non mi importa. Ho bisogno di sfogarmi. "Nessuno può dimenticare ciò che è accaduto, ciò non significa che le cose debbano cambiare a causa del nostro intervento. Le cose devono tornare come erano prima del nostro arrivo. Tutto." termina, dando conferma alle mie parole, in fondo. Io sorrido, amareggiata e mi alzo dal letto. "Vattene." gli dico, senza guardarlo, ma posso sentire il suo sguardo su di me. "Non credi di essere infantile ora?" si limita a dire. Infantile? È essere infantile voler mantenere un rapporto già instabile di suo? È infantile iniziare a credere che qualcosa di speciale possa migliorare nella tua vita? È infantile sperare che una persona non ti lasci e ti dimentichi? È infantile sperare di rimanere con una persona che prima odiavi e che di cui ora.....ora non puoi fare a meno e solo il pensiero di ciò ti faccia impazzire? Credo che essere infantile sia tutt'altro. Come ad esempio negare che qualcosa sia capitato e che ci abbia completamente cambiati. "Esci dalla mia stanza. Vattene!!" dico con tono fermo. Ora lo guardo dritto negli occhi. Lui si alza dopo attimi interminabili. Gli do la schiena, sperando che non veda quanto io sia ferita, e aspetto di sentire la porta che si chiude alle sue spalle. Non arriva e io mi volto per ritrovarmelo a pochi centimetri. Faccio un passo indietro andando a sbattere contro il letto. Il mio sguardo non lascia il suo. "Jadox, non voglio ripeterlo, vai. Ti prego..." le ultime parole le dico con un filo di voce. Se non va via ora, rischio di crollare di fronte a lui, mostrandogli come mi rende debole con il suo menefreghismo. "Non ti lascio, Ginevra" risponde, secco. Io lo guardo perplessa. Si sta prendendo gioco di me, ancora? Stringo i denti "Smettila! Non dire qualcosa con cui non sarai coerente. Lo hai detto tu stesso che ve ne andate. Ti dimenticherai di me. Quindi, smettila con questa commedia!" le lacrime non danno ascolto alla mia volontà ed escono come essenza della mia sofferenza. "Non mi dimenticherei di te neanche se lo volessi. Tu sei la causa per cui questa partenza sta diventando un inferno, credimi" dice, ora con la tristezza evidente negli occhi. Mette entrambe le mani sulle mie spalle, come volesse levare questo peso su di esse. Allora perchè? Perchè mi deve lasciare? Perchè fa così male? Non lo sopporto più questo male al petto. Non sopporto più l'idea di dover continuare a vivere fingendo che questi occhi non mi abbiano già rubato l'anima. E odio questo. Odio me stessa che ha permesso tutto ciò. "Non mentirmi, Jadox. Smettila di farmi tanto male. Lo sai che non sono come te..non sono neanche lontanamente al tuo livello. Io sono un'umana e tu un dio. Basta così, Jadox...vai. Vattene..ti, ti prego" dico spingendolo via con le braccia. "Gin, smettila. Ginevra...Gin!" dice, cercando di trattenermi. "No, lasciamo. Vattene e me...metti... fine a questa t-tortura. Vai via. Jad..." le parole mi vengono tolte dalla bocca in un respiro all'unisono. Io, persa nel respiro del demone.....divenuto il respiro di un dio. Sono paralizzata, incapace di capire cosa è sta accadendo. La mano di Jadox è stretta sulla mia nuca, impedendo alla mia testa di muoversi. I miei occhi sono sbarrati, ma incontro quelli chiusi dell'uomo che mi ha serrato tra le sue braccia. Cerco di far funzionare il cervello, ma non vuole collaborare. Dio, mi sta rendendo una folle. Basta. Questo non è ciò che ho chiesto. Rende tutto più complicato. Metto le mani sul petto di Jadox, per spingerlo via. Lui di tutta risposta, sposta il braccio sul mio fianco intorno alla mia vita. Inutile agitarsi, non vuole lasciarmi. Lo uccido appena mi libero. Il sangue scorre veloce nelle vene, mentre il cuore sembra un tamburo. Respiro a fatica dal naso, visto che le labbra sono racchiuse tra quelle dell'arrogante bestione. Sento il suo cuore battere all'unisono con il mio, agitato...disperato e perso nel respiro dell'altro. Alla fine mi arrendo e chiudo gli occhi, trascinata dalle mille emozioni e pensieri insensati nella mia testa. Jadox muove la mano sulla mia testa e la porta al mio collo, sotto la mascella, provocandomi un brivido. Porto le mani dal suo petto fino al collo, chiudendo ogni spazio che ci separa. Sembra quasi una melodia, due suoni in perfetta sintonia, privi di ogni forma di finzione o sentimento negativo. Spiega tutto. Il suo gesto spiega tutto. Ciò che verrà sarà doloroso per entrambi, ma è inevitabile. Si può cercare una soluzione, ma per ora basta godersi questi attimi brevi quanto intensi. Ora è come aver ritrovato ciò che si era perso. Come se qualcuno ci avesse dato la possibilità di riprendere a vivere, anche se per poco. Che ne sarà di noi non saprei dirlo al momento. Ora l'unica cosa che mi importa è questo. Muovo la mano tra i suoi capelli morbidi come seta. Quanto io l'abbia desiderato non lo saprei dire. Fa che questo momento non finisca mai, fa che....Sento la porta aprirsi con uno scatto. "Si è svegli....oh...cavolo. Mi..mi spiace. Non sapevo..." Nathalie ci guarda, rossa in viso. Ha un vassoio in mano, con del cibo. Io spingo via Jadox, che non sembrava volesse lasciarmi andare. Che vergogna, apriti suolo e inghiottimi. Porto la mano ai capelli, cercando di sistemarli, imbarazzata. "Vi lascio sole." dice Jadox e lascia la stanza, dopo avermi lanciato un'occhiata. Sul viso l'ombra di un sorriso. Come fa ad essere così tranquillo. La mia migliore amica ci ha appena visto mentre ci baciavamo come se non ci fosse un domani e lui ride. Mi lascio cadere sul letto, cercando di rallentare il battito ed evitando lo sguardo di Nat. "Tu hai un sacco di cose da raccontarmi, signorina" dice, sedendosi accanto a me. Io la guardo e vedendo il ghigno sul suo viso, scoppio a ridere e l'abbraccio forte. Eh si, mi è mancata un sacco. "Va bene, ma intanto mangio. Mi sembra di aver dormito dieci giorni senza mangiare nulla" dico, prendendo un panino alla nutella. Ho tanto, ma tanto da raccontare e lei mi deve spiegare cosa è accaduto mentre io mi facevo il sonnellino....
Il Respiro del Demone
By AngelMusic94
Una vita cambiata dall'arrivo di quegli esseri nella cittá di Seattle. Ginevra, ragazza ribelle nella maggio... More