Il mio nome è (T/n) Nakamura.
Sono la figlia di due famosissimi hunter, i miei genitori si erano proprio conosciuti durante l'esame. La loro bravura è conosciuta ovunque al giorno d'oggi. Hanno sempre lavorato insieme, senza mai separarsi. Quando nacqui io, mi affidarono alle cure del nonno ogni volta che mancavano per un lavoro. Cercavano di assentarsi sempre meno, per non gravare su di me la loro assenza. Ma un giorno mancarono al loro dovere. Alla mia tenera età di dieci anni, non tornarono più.
Morti durante un lavoro piuttosto pericoloso.
Non ero mai a conoscenza delle loro missioni, per questioni di sicurezza, ma da quel giorno io e il nonno ci trasferimmo in un piccolo villaggio piuttosto isolato.
Ne soffrì molto della loro decaduta, nonostante non li vedessi spesso, la loro assenza si faceva sentire troppo. Non riuscivo a colmare quel vuoto che avevo dentro.
Ero ancora troppo giovane per conoscere le ragioni della loro morte, diceva mio nonno. Mi aveva assicurato che erano morti con onore, per la mia salvezza e quella di tanti altri bambini. Mi raccontava che esistevano tante persone cattive al mondo e che loro erano stati in grado di sterminarne una buona parte, ma non i peggiori a quanto pare.
Pensate alla persona più cattiva del mondo. Ecco, quella persona aveva ucciso i miei genitori. Mi aveva privato della felicità di avere una mamma e un papà. Aveva privato loro di veder crescere la loro unica figlia.
Mi rimanevano solo dei frammenti di ricordi e le storie che mi raccontavano delle loro avventure. Ad oggi, non so se fossero del tutto uguali alla realtà, ma una cosa era certa: avrei voluto intraprendere il loro stesso cammino.
Se mio nonno non voleva parlare, allora avrei cercato le risposte da sola.
Già dall'età di undici anni iniziai ad allenarmi duramente per poter passare l'esame da hunter. Mio nonno era contrario ovviamente, ma finchè mi allenavo soltanto, non aveva nulla da ridire. Penso che il fatto che io sapessi maneggiare delle armi e conoscessi diverse tecniche di difesa lo rassicurasse. Non era tanto anziano quando i miei vennero a mancare, ma lo diventò man mano negli anni. Ad una certa età, un anno in più si sente anche troppo. Ed io lo notavo. Notavo il modo in cui vedevo la sua pelle rinsecchire e vedevo i suoi riflessi peggiorare. A differenza della mamma, lui non era mai diventato un hunter, ma sapeva il fatto suo.
Ogni anno che passava, cercavo di ottenere il suo permesso per partecipare all'esame, ma purtroppo mi veniva sempre negato. Io mi arrabbiavo puntualmente e finivo per piangere giornate intere nella mia stanza.
Penso che lui si sentisse in colpa, ma probabilmente aveva solo paura di perdere la sua unica nipote. Non lo biasimavo più di tanto, dato che aveva già perso la sua unica figlia, ma volevo conoscere almeno le motivazioni. Pensavo di essere già abbastanza grande per conoscere la verità, ma lui non era della stessa idea.
Quando stava per avvicinarsi il mio sedicesimo compleanno, decisi di fare una pazzia: scappare per affrontare l'esame da hunter. Mi sentivo pronta, più che mai. Ma sapevo anche che mio nonno me lo avrebbe proibito ancora una volta. Non potevo lasciarmi sfuggire un'altra occasione. Il vuoto dentro di me era diventato così grande e incolmabile che avevo bisogno di quelle risposte per continuare a vivere.
"Dove credi di andare, signorina?" Mi bloccai sull'uscio della porta. Eppure avevo preso tutte le precauzioni possibili ed immaginabili. Mi ero anche accertata che lui stesse dormendo.
"Ritorna a letto, tu non uscirai da quella porta." Non era severo, ma quando si arrabbiava, lo diventava.
"No." Dissi con tono secco e mi girai lentamente verso di lui. Questa volta ero determinata e lui non mi avrebbe fermato.
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Killua x Reader
Science Fiction"Che cos'è il vero amore se non questo? Consegnarsi all'altro senza aspettarsi niente in cambio." La storia non seguirà l'anime o il manga, prenderò solo qualche spunto, quindi molte cose sono inventate dalla sottoscritta. Spero vi piaccia! Magari...
