Stamattina ho parlato con mia madre, mi ha detto che entro la giornata di oggi mi sarebbe dovuto arrivare un pacco da parte sua indirizzato per me. E adesso ho la cosa che mi ha spedito tra le mani.
È arrivata verso le prime ore del pomeriggio e mai, in tutta la mia vita, avrei pensato che avesse tenuto quest'oggetto nascosto, o forse dimenticato, da qualche parte in casa sua. Magari l'ha trovato in un comodino della mia vecchia stanza ormai pieno di polvere, dietro un pilastro di libri che tiene da anni in soggiorno, oppure in una parte segreta dello sgabuzzino. Non riesco a immaginare come abbia fatto a ricordare che quell'oggetto fosse mio, anche perché al posto suo, lo avrei gettato da un bel po' di tempo in un cassonetto, o lasciato abbandonato chissà dove in casa. Invece lei ha deciso di restituirmelo, e in teoria non doveva nemmeno essere a conoscenza di questa cosa. Mi sono veramente stupita, e la cosa mi ha un po' turbata e un po' divertita. Sono passati quasi cinquant'anni da quando scrissi la prima pagina. Mia madre ha riportato a me il mio vecchio diario, e se vogliamo chiamarla così, la mia vecchia autobiografia.
E rileggere le mie parole da bambina, da ragazzina, mi ha dato molta nostalgia; com'ero buona e com'ero cattiva, quanti eventi e quanti pensieri, sono riportati fatti che non ricordavo e altri invece che non ho mai scordato.
L'ho sfogliato con delicatezza, come se un solo movimento brusco potesse infrangere tutti quei ricordi e disconnetterli per sempre, e toccare le pagine lisce e inchiostrate mi ha trasmesso soddisfazione. È un piccolo libricino, consunto dal tempo, i bordi delle pagine si sono ingialliti e le parole fatte prima di un nero intenso, ora sono sbiadite. Questo mi dispiace, è un segno del tempo che passa, anche la copertina di cartoncino marrone presenta piccole macchie di muffa. Ricordo che avevo deciso di fabbricarlo io quel diario, i miei genitori non volevano comprarmelo.
In questo preciso istante sto riscrivendo al computer tutto quello che è scritto nel mio diario, forse perché quello che sono oggi, la persona che poi diventiamo, scaturisce da tutte le cose che abbiamo pensato, pensieri fatti inizialmente da un io ancora non formato, un io che non ha ancora idee definitive.
Quindi, ora, ho voluto rivivere un pezzo della mia vita, elaborato però dal mio punto di vista da adulta. I miei sessant'anni non mi permettono di fare altrimenti, non riuscirei a riscrivere il racconto al presente, non ricordo abbastanza. Quindi perché non rifare tutto daccapo? È stato difficile sistemare alcuni concetti, fatti che avevo meditato e vissuto. Il motivo è che avevo messo tutti quei frammenti della mia vita in modo scomposto, su una pagina era scritta una cosa e nella pagina seguente un'altra, solo che tra questi fogli passava qualche giorno o settimana, e in quel breve lasso di tempo che succedeva? Avevo scritto tutto? I miei pensieri più segreti? No. Quei fogli formavano un diario, un diario segretissimo, e io, per paura che qualcun altro riuscisse a leggere quello che tenevo dentro, semplicemente non scrivevo quello che tacevo, e così nemmeno io riuscivo a decifrare i miei silenzi. Per colpa di una mia viltà, quel diario si può ridurre a un lungo racconto, formato solo da avvenimenti, litigi o pettegolezzi. Nemmeno una volta provai a descrivere, ad esempio, la mia rabbia, la mia tristezza, le mie gioie. Così ho deciso di farlo ora, in modo tale che la narratrice sia la me di adesso. Perché no? Dopotutto da piccola, avrei sempre voluto sfogarmi; massì, diamo di nuovo vita ad una parte di me che ormai è cresciuta, che si è dissolta nel mio essere, si è trasformata, ha deciso di cambiare forma. Anche se ho dovuto riscrivere, cancellare, rileggere nuovamente più e più volte, alla fine sono riuscita a descrivere quegli anni della mia esistenza, e nel concentrarsi della lettura, ho rivisto la me da giovane. E come esageravo, come ingigantivo ogni piccolo problema, tutto sembrava un'impresa impossibile. Mi sto divertendo a farla rinascere almeno per il tempo in cui chissà chi leggerà queste parole. Per ora mi limiterò a scrivere la mia storia fino alla mia adolescenza.
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Il Diario
General FictionUna donna, adulta ormai da tempo, ritrova il suo diario di adolescente, e cercherà di rivivere ogni istante della sua vita ricominciando dal suo scritto.
