Capitolo 2

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Pov Ellen

È una calda mattina di settembre qui a Los Angeles, mi volto verso il comodino e allungo il braccio per spegnere la sveglia che mi sta tormentando da circa 5 minuti, dalla finestra entra un piccolo raggio di sole che punta dritto ai miei occhi come se volesse dirmi "dai, è arrivata l'ora di alzarsi" così metto la testa sotto il cuscino infastidita. Prendo il telefono e trovo 8 chiamate perse da Addison, a quanto pare ha da dirmi qualcosa di importante; mentre mi alzo dal letto con molta fatica chiamo la mia amica e dopo nemmeno due squilli risponde.
- "Ma che cavolo stai facendo, perché non mi rispondi?!!" Urla al telefono senza nemmeno darmi il buongiorno, tipico di Addison. Alzo gli occhi al cielo e con un filo di voce riesco a dire -" Cosa c'è?" Giuro che non sto capendo niente, sono ferma a fissare il frigo da non so quanto tempo e il mio cervello ha solo voglia di tornare a letto a dormire. -"Ho scoperto una cosa assurda" continua la mia amica e dal suo tono riesco capire che non sta più nella pelle, intanto cammino per casa con la tazzina del caffè in mano e mi accorgo che non c'è nessuno. Fortunatamente oggi è giornata di riposo, niente college, ma devo studiare lo stesso perché tra qualche settimana devo dare un esame di architettura. Quasi dimenticavo Addison a telefono, sono ancora molto assonnata e dò poco conto alle sue parole, starà parlando da qualche minuto. -"Addi, che ne dici di venire a casa? Studiamo insieme" le dico, così almeno non sarò sola tutta la giornata -"Non hai ascoltato nulla di quello che ho detto vero?" Mi dice e la sento sbuffare -"esatto" dico divertita -"Va bene, allora vengo da te" dice aggiungendo una piccola risata, avrà capito che mi sono appena svegliata, infine le rispondo con un semplice "okay" e chiudo la chiamata.

Mi lavo e mi vesto molto velocemente e mentre aspetto Addison, pulisco un po' la mia camera e inizio a prendere i libri appoggiandoli sulla scrivania. Osservo alcuni miei disegni e progetti, più li guardo più penso di architettare cose molto più belle, tipo ponti, palazzi, grattacieli, case ecc... A interrompere questo momento di riflessione è il suono del campanello, sarà Addi.
Vado ad aprire la porta e me la ritrovo con un'espressione piuttosto strana, un misto tra sorpresa e dispiaciuta, non mi dà neanche il tempo di salutarla che come una lepre entra in casa mia. -" Ma non hai visto il giornale di oggi?" Dice appoggiando un quotidiano sul tavolo -"Ne parlano tutti" continua. Resto imbambolata vicino la porta di casa con una faccia confusa e aguzzo gli occhi per capire di cosa si tratti ma non ci vedo nulla, così mi avvicino per vedere meglio. -"Avengers!?" Dico entusiasta vedendo il titolo del giornale, ma la mia amica non mi fa gioire abbastanza, che mi corregge dicendo -" Tony Stark! Ho una super notizia su Stark", mi siedo al tavolo per capire meglio e inizio a sfogliare le pagine del giornale. Appena inizio a leggere, alzo lo sguardo e lo incrocio con quello di Addi che mi guarda con un sorriso a trentadue denti, mentre io ho la bocca spalancata -" Lui e Pepper si sono lasciati!" A quelle sue parole, non so come reagire, non so se essere dispiaciuta perché in fondo erano una bella coppia o se essere contenta perché a dirla tutta non mi è mai piaciuta quella donna, aveva la puzza sotto il naso. L'unica cosa che riesco a dire è un semplice -" wow" e nient altro. Addi mi guarda con un'aria interrogativa -"Wow? Ma hai capito che adesso Tony è senza un amministratore delegato e ne cercherà sicuramente un altro?" La guardo ancora più confusa e non capisco dove vuole arrivare. Capisce al volo che non riesco a seguirla così prende fiato e cerca di spiegarmi meglio -" Dico che starà cercando qualcuno che prenda il suo posto...una sostituta" dice marcando la A finale e continua dicendo -"Quindi direi che ci sia una piccola possibilità..." la fermo prima che possa continuare il discordo mettendole una mano davanti alla bocca -" Addi...non stare sempre con la testa tra le nuvole. Tony Stark ha migliaia di persone che potrebbero prendere il posto di Pepper...per esempio Happy" dico tutto d'un fiato, Addison abbassa lo sguardo quasi delusa dalle mie parole. Ultimamente sto pensando solo allo studio e sto cercando di mettermi in testa il fatto che gli Avengers non fanno più parte della mia realtà, o meglio della nostra realtà e che non posso fare nulla per tornare a New York.
Dopo qualche secondo di silenzio assoluto, quasi imbarazzante, Addi si alza dalla sedia e prende il giornale -"Ellen, io torno a casa...ho molte cose da fare" mi dice con un tono serio. Faccio per alzarmi ed accompagnarla alla porta dato che oggi non ho voglia di litigare, ma non mi dà nemmeno il tempo che la trovo sull'uscio e sento solo dirmi un lieve -"Ciao"

Non le dò torto, ha tutto il diritto di essere arrabbiata con me, in fondo gli Avengers erano la cosa che ci teneva più unite, ma forse è solamente tempo perso e più parliamo di loro, più cerchiamo delle notizie su di loro, più soffriamo, perché so che entrambe vogliamo la stessa cosa: abitare a New York, affacciarci alla finestra e vedere la base degli Avengers, camminare per strada e alzando lo sguardo vedere Iron man che si dirige alla Stark Tower, forse con un po' di fortuna vedere Cap sfrecciare sulla sua moto e magari un giorno vedere finalmente Nat e Bruce insieme.
Ma purtroppo dopo quel maledetto incidente è cambiato tutto.

Ho trascorso le ultime 4/5 ore sui libri a studiare e ogni tanto guardavo il telefono per vedere se Addison mi avesse scritto qualcosa, ma nulla, non si è fatta sentire per tutto il pomeriggio. Sono le 9 di sera e sono finalmente arrivati i miei, sono a letto e sto leggendo la famosa notizia che mi ha detto oggi Addi...davvero non ci posso credere che Tony e Pepper si siano lasciati, sembravano essere fatti l'uno per l'altra. Improvvisamente sento i miei genitori discutere nella stanza accanto così, da buona ficcanaso, appoggio silenziosamente l'orecchio alla porta ma non riesco a sentire bene.
Mamma:"Non è possibile che arrivano ancora tutte queste lettere...dopo 7 anni"
Papà:"Forse dovremmo dirle la verità"
Mamma:"Non ci pensare nemmeno"
Improvvisamente la mia porta si apre e per poco non ho avuto un infarto, mi ritrovo davanti la faccia divertita di quel moccioso del mio fratellino -" Ehi Ell che fai?" dice ridendo per lo spavento che mi ha fatto prendere -" Sto andando a dormire, dovresti andare anche tu" dico scompigliandogli i capelli e dandogli un bacio sulla fronte -" Si ora vado. Notte Ell" dice e corre a dare la buonanotte ai miei genitori.
Mi metto a letto e non faccio altro che pensare "chissà di cosa stavano parlando", non perdo nemmeno un istante e avviso subito Addison.

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