CAPITOLO 1
Un'altra goccia di pioggia riga il finestrino su cui ho la testa appoggiata, sento il mio viso ghiacciarsi dal freddo e ho le mani intorpidite. Purtroppo la macchina di mio padre non ha più il riscaldamento da un mese e lui non voleva cambiarla prima di partire per il trasferimento. Odio la pioggia sopratutto quando viaggio, mi piace solo quando sono in casa a guardare un film con le mie amiche o con mio fratello minore. Mentre mio padre prende l'imbocco per l'aeroporto sento che sto per lasciare tutta la mia vita: i miei amici, la mia casa, la mia scuola, tutto quello che più amo eccetto la mia famiglia con cui mi sto trasferendo a Los Angeles.
Non ci ero mai andata prima d' ora ma l'avevo immaginata come la città con tutti i famosi e dei più vip.<Come ti senti tesoro?> mi chiede mia madre mentre si sgancia la cintura di sicurezza ed esce dall'auto. Non mi ero nemmeno resa conto che fossimo già arrivati. <Tutto bene> mento e lei lo capisce subito ma non mi chiede nulla, suppongo perché ha capito che non ho voglia di parlarne, in fondo cosa avrei potuto dire?
Voglio tornare a casa? Sapevo benissimo che non era possibile: ci stavamo trasferendo per il bene di tutta la famiglia. Mia madre aveva trovato finalmente un lavoro come avvocato e mio padre avrebbe trovato un posto come insegnante in una scuola vicina a quella in cui mi sarei dovuta iscrivere io. Dopo circa quaranta minuti saliamo sull'aereo, per fortuna il mio posto è accanto al finestrino e affianco a mio fratello.
Dopo che la hostess di volo ci ha spiegato tutte le norme di sicurezza, l'aereo inizia a muoversi. Non mi è mai piaciuto andare sugli aerei, non che l'altezza mi dia noia ma ho il terrore di precipitare e di non poter dire addio a tutte le persone a cui voglio bene. Mentre ci alziamo di quota, per poi affrontare un viaggio di cinque ore e mezza dentro di me dico addio a Miami e a tutto ciò che lascio lì. Le prime due ore passano in fretta, mi ero messa a parlare con mio fratello di tutti i posti che visiteremo e delle nuove amicizie che faremo. Mio fratello, Louis, ha solo nove anni quindi per lui sarà più semplice fare amicizia, mentre per me, nonostante mi ritenga una persona estroversa, so benissimo che sarà difficile. Le tre ore successive le passo a leggere uno dei miei soliti romanzi in cui mi nascondo per non pensare a nulla tranne che alla lettura, una cosa che amo.
< Julie svegliati....Julie dai svegliati!> mi dice Louis,quando finalmente apro gli occhi capisco che non mi ero resa conto che mi fossi addormentata e che stavamo per atterrare, era passato così in fretta il tempo avrei voluto scrivere una lista di cose da fare o di cose da comprare appena sarei arrivata in città, ma probabilmente la lettura mi ha stancata più di quanto non lo fossi già.
Usciti dall'aeroporto sento un brivido percorrermi tutto il corpo, a Los Angeles fa molto più freddo rispetto al clima caldo e rilassante di Miami, mi mancherà andare in spiaggia con gli amici, anche se non ho mai imparato a fare surf. Mi ricordo che Melissa, la mia migliore amica, mi diceva sempre che mi avrebbe insegnato lei ma ogni volta che ci provava finivo per affogare. Senza rendermene conto sul mio viso è comparso un sorriso a quel ricordo e, mia madre, probabilmente se ne è accorta perché mi sta guardando un po' curiosa e poi mi fa un sorriso di consolazione.
<Come è andato il viaggio? Lo hai trovato stancante?> mi domanda mio padre mentre prendo le valige dal taxi che ci ha accompagnati fino alla nuova casa.
<è andato bene e non è stato molto stancante> gli rispondo con tutta sincerità.
Mio fratello con un grande sorriso dice <ci credo hai russato per quasi tutto il tempo.> A quelle parole scoppiamo tutti e quattro a ridere, e io divento tutta rossa in viso per l'imbarazzo, chi sa se i passeggeri intorno a me se ne erano resi conto? Spero proprio di no.
Ero così concentrata a prendere le valige e a parlare del viaggio con mia madre che non mi ero resa conto che la nuova casa che avevo davanti sarebbe diventata la mia casa.<È gigante!!> urla mio fratello con un sorriso enorme sulla faccia poi va correndo verso mio padre che sta aprendo la casa con le nuove chiavi. In effetti è davvero molto grande almeno il doppio di quella che avevamo prima, ha un grande giardino ben curato con una serra e un piccolo gazebo, a destra dell'abitazione c'è una piscina interrata di medie grandezze con un piccolo trampolino, da fuori la casa è di un colore roseo ed è piena di finestre. Nel frattempo mia madre e mio padre sono già entrati a posare le valige e a scegliere le camere, mentre Louis si è avvicinato a me silenziosamente rivolgendomi un sorriso di conforto, all'inizio non avevo capito il motivo del suo gesto solo dopo qualche secondo mi sono resa conto che sto piangendo.
<Non devi essere triste, so che ti mancherà casa e i tuoi amici ma ci sono io con te e mamma e papà.> poi continuando a guardarmi fa un sospiro e dice <Sono sicuro che ti farai tanti amici, e se le persone non vorranno essere tuoi amici lo farò io>. In quel momento mi ritorna in mente di quando alle scuole medie tornai un giorno a casa in lacrime perché mi avevano distrutto del materiale scolastico, che avevo comprato nuovo, e mio fratello dispiaciuto aveva detto che potevo prendere le sue matite, era stato così gentile con me. A quel tempo non avevo molti amici, passavo i pomeriggi in casa, non uscivo quasi mai tranne che con melissa, solo quando arrivai al primo anno di liceo iniziai a instaurare dei veri rapporti di amicizia, con persone che non mi prendevano in giro, persone che mi volevano bene per quello che ero.<Ti voglio bene Louis.> dico, risvegliandomi da i miei pensieri, lui mi guarda per qualche secondo e poi mi abbraccia forte, quasi non riesco a respirare ma so che è un abbraccio vero e non voglio distaccarlo da me, poi mi dice <Anche io ti voglio bene> poi tutto di un fiato continua <ma la stanza più grande è mia> e inizia a correre verso l'entrata dell'abitazione.
Anche dentro la casa è molto bella e grande, ha un salone enorme e una sala da pranzo collocata vicino alla cucina altrettanto grande e moderna. Osservando le varie stanze decido che la mia sarà quella al pianterreno, è poco più grande di quella mia vecchia ma a differenza della vecchia ha una finestra enorme che fa entrare molta luce, e illumina così tutta la stanza.
I mobili sono già tutti posizionati manca solo da disporre i miei effetti personali.
<Julie svegliati è ora di cena, abbiamo ordinato la pizza vieni in cucina prima che tua madre e tuo fratello la finiscano> dice mio padre per svegliarmi, ma quando ho aperto gli occhi lui sta già uscendo dalla stanza ridacchiando. Non mi ero resa conto che mi ero addormentata, ho già messo in ordine tutti i miei vestiti nell'armadio e i miei libri nella libreria, manca solo da posizionare le fotografie che avevo fatto stampare prima di partire.
<Almeno la pizza è buona qui, a Miami fa schifo sembra cartone> afferma mia madre mentre morde un altro pezzo di pizza, in effetti non ha torno a Miami la pizza non è per niente buona sa davvero di cartone, non saprei nemmeno se definirla pizza. Finita la cena mi metto subito a letto ma non vado a dormire subito preferisco continuare a leggere il nuovo romanzo che ho comprato "After".
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La città degli angeli
ChickLitUn nuovo inizio, un'amore complicato e inaspettato, vera amiciza, segriti che sorgono a galla, una storia drammatica,un finale strappa lacrime. Ecco di cosa parla "la città degli angeli". Cari lettori se non siete amanti delle storie romantiche vi s...
