È così strano, la mattina svegliarsi e sentire di essersi persi,eccomi qui alle cinque del mattino di ritorno da alcune vacanze. Mentre tornavo a casa avevo un presentimento strano, in auto avevo pensieri che mi rendevano nervoso..
Sapevo che una volta tornato a casa avrei trovato i miei sul divano,con la veranda vuota,che mi aspettavano mano nella mano fissando i fiori nel giardino dalla finestra in cucina da dove si intravedeva anche il vialetto di casa; Gli sarò mancato?!
Ma poi mi ripresi,e realizzai che era solo la mia mente.. Ma tornato a casa era tutto come avevo pensato,mi facevo molte domande ma alla fine non ci feci caso,era un po' d'abitudine trovarli così.
mi svegliai, perso nella mia mente, era tutto così strano.. Cosa mi stava accadendo, era come se non mi sentissi a casa, insomma! Era la mia solita camera, quella che aveva una bruciatura sul pavimento quando in prima media provai a fumare con il mio migliore amico, la mia camera con la solita cassettiera in legno.. con una finestra dalla quale si vedeva l'albero di limone che d'inverno fioriva e profumava l'aria della mia camera al mattino, quella con il mio pianoforte che ho sempre suonato.. lì mi sfogavo, era un po' come scrivere sul diario, ma io lo facevo con la musica. Insomma! La mia camera.. Ma in tutto ciò io mi sentivo perso. Ripensavo continuamente a come avevo trovato i miei il giorno prima, avevo continuamente impressa nella mente la loro immagine mano nella mano,e ripensandoci,quasi,mi deprimevo,come se mi mancasse qualcosa.
Uscì di casa, il fruscio degli alberi con le foglie secche svolazzanti fra le strade e l'odore di erba bagnata al mattino mi inebriavano le narici, in quel modo io mi risentivo a casa, la strada del quartiere era spesso vuota al mattino, poiché c'era ancora aria notturna e faceva molto freddo, avevo i piedi intorpiditi..quasi non riuscivo a camminare. Ma tutto ciò mi piaceva!.
D'un tratto,da quella strada fredda e vuota incontrai un ragazzo, incappucciato vestito con una felpa nera e jeans,aveva anche una mascherina,gli rendeva visibili solo gli occhi,erano di un lieve azzurro, mi fecero pensare al ghiaccio,ci scambiammo uno sguardo,da parte sua freddo e serio, ma dall'aria incuriosita, *e non avrei mai immaginato che da quel giorno la mia vita sarebbe cambiata.*
Continuai a camminare verso il locale dove lavoravo. Lì c'era anche il mio migliore amico,Yeojun con lui mi trovavo molto bene,mi comprendeva,riusciva a capirmi,e mi sosteneva sempre.
Nel locale arrivai mattina presto per pulirlo prima dell'arrivo dei clienti e del mio capo. Essendo un night club doveva essere un locale frequentato solo di sera, ma dopo che feci ritorno dalle vacanze scoprì che gli era stato aggiunto un doppio svolgimento,quindi di giorno era un normalissimo bar.
Arrivò sera, ero al bancone a servire alcolici ai clienti, arrivò un ragazzo un po' presuntuoso, voleva esser servito subito anche se era arrivato per ultimo, mi chiese un amaro, lo prese e si allontanò dal bancone sedendosi in fondo al locale fissandomi stranamente, d'un tratto guardò dietro di me e mi fece cenno di girarmi, pensai che ci fosse qualche mio collega che voleva parlarmi o mi stava chiamando,ma non c'era nessuno, "la mia maglia. Merda, e adesso?!! Tu. Aiutami" era lui,gli era caduto il bicchiere sulla camicia, gli dissi di andare in bagno che gli avrei dato del detersivo per smacchiarsi meglio, ma dopo pochi secondi arrivò infuriato dicendomi che i bagni erano tutti occupati, così lo portai in quello riservato al personale e iniziai a pulirle la camicia. Mentre ero in quel bagno mi sentivo strano e in ansia, lui mi fissava insistentemente, pensai di parlarle un po' così da rendere la situazione meno imbarazzante, ma preferì non dire niente. Mi teneva leggermente la testa con la mano vicino al suo corpo,era così agghiacciante, aveva la pelle fredda, il suo respiro profondo, un po' mi inquietava.
Quando ebbi finito mi alzai, aprì la porta del bagno per uscire e ritornare fra il personale,quando lui con aria curiosa e voce cupa mi chiese il mio nome, dall'ansia non risposi e finsi di non sentirlo.
Ritornato al bancone,lo persi di vista, e ripensandoci mi era sembrato familiare, come quel ragazzo che avevo incontrato quella stessa mattina. Il volto del ragazzo mi rimase impresso per tutta la giornata, aveva quelle labbra invitanti.. un colore tipo fragola, spalle larghe, occhi azzurro ghiaccio dall'aria molto seria, in un certo senso ne ero attratto ma preferivo evitarlo.
Quella sera il compito di chiudere il locale era mio, quindi aspettai che si svuotò per chiuderlo e andarmene. Finì la serata, chiusi il locale e mi diressi verso la strada di casa, però ero molto stanco e decisi di tirarmi su con un caffè al bar, poiché era sempre sullo stesso corso di casa mia, entrai e rividi il volto del ragazzo, "lui. Ma perché è sempre in mezzo!" pensai. Lo incrociai molto spesso per tutta la settimana, era sempre dove ero io,inizia a pensare che mi stesse seguendo, ma poteva anche essere un caso, quando lo vidi nel bar mi girai dall'altra parte per non incrociare lo sguardo, aspettavo che lui uscisse. Poco dopo uscì e mi riavvia verso casa, dopo qualche minuto di strada sentì dei passi venirmi dietro, mi guardai nelle vetrine dei negozi lungo la strada per vedere chi fosse, ma quando mi girai non c'era nessuno, d'un tratto un'ombra mi trascinò in un angolo di muro fra due palazzi, l'ignoto mi mise la mano dietro la schiena avvicinandomi al suo corpo, capì che era un ragazzo e spaventato,gli chiesi chi fosse,non mi fece parola,mi poggiò la mano sul viso sfiorandomi il labbro facendo un respiro profondo, si avvicinò e sentì un lieve bacio sulle labbra ripetendosi. Passò una macchina,che con i suoi fari illuminò il volto del ragazzo, erano azzurri,era lui. Gli sfilai il cappuccio,rimasi incantato dal suo viso,gli chiesi cosa volesse da me, ma lui mi ignorò e continuò a baciarmi, onestamente non volevo allontanarlo, volevo continuasse . Si staccò, mi disse "vieni" ero confuso non lo conoscevo non sapevo che intenzioni avesse ma volevo andare con lui.
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Fate of a look
RomanceJimin ritorna nella sua città dopo alcune vacanze. Il ragazzo appena tornato è strano e confuso,come perso dentro di sé come se gli mancasse qualcosa. Aveva un vuoto sentimentale, e non sa che un ragazzo che ha casualmente incontrato una mattina and...
