Lucertole al sole

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Il cielo era azzurro e la sabbia gialla.

Aprì gli occhi e li richiuse qualche volta per abituarsi. Si mise a sedere e vide l'alone di sudore sul telo. Lei aveva ancora gli occhi chiusi. Chissà come faceva a non sudare. Lui voleva buttarsi in acqua, ma non da solo.

Prese dallo zaino una bottiglietta e bevve: l'acqua si era scaldata, lì dentro. La famiglia che se ne stava lì accanto aveva un ombrellone e una borsa frigo. Li aveva visti sul pullman. Erano in cinque ed erano neri come la pece e il padre era pieno di roba tra le mani. Ma ne era valsa la pena, credo. Ora stava seduto su una sdraio a bersi acqua fresca.

Dietro di loro c'era un bar che aveva dei tavoli sulla sabbia, ma senza ombrelloni. Per il resto, nada. Quella spiaggia era selvaggia – ci avevano messo due ore. C'era solo un'altra casa sopra una duna, ma sembrava abbandonata. Anche se sul filo del bucato veleggiava un vestito.

Quel vento era l'unica cosa che non ti faceva cuocere al sole. Ma il mare era una lastra. Chissà qual è il sentimento che li lega. Sono due mostri che a volte fanno paura. Però adesso il mare se ne stava per le sue; si ignoravano. Forse avevano discusso.

Sentì le spalle bruciare e si decise a chiamarla.

Che c'è, rispose lei. Non stava dormendo.

Ti va un bagno?

L'acqua è alta?

E che ne so, disse. Non sono ancora andato a vedere.

Allora vai e torna a dirmelo.

Lui guardò il mare: non poteva essere granché profondo, lì. A un bambino che stava a largo mi pare che l'acqua arrivasse al petto. Allora insistette perché venisse anche lei.

Volevo prendere ancora un po' di sole. Tu vai, io ti raggiungo.

Non era vero, perché lei aveva paura dell'acqua. Non sapeva nuotare e il mare la spaventava.

Alla fine la convinse e zampettarono fino alla battigia.

Li vedi quei due, laggiù, disse lui.

Sì.

Stanno scopando e fanno finta di niente.

Lei guardò meglio. Aveva ragione.

Devi averli guardati per un po' per essertene accorto, gli disse.

Non è questo che intendevo. Voglio dire, se se ne stanno laggiù a scopare non sarà così alta l'acqua, no?

Già, disse lei. Direi che si può fare.

Dici scopare?

Cominciamo coll'entrare in acqua. Al resto pensiamo dopo.

Lui la prese per mano ed entrarono in acqua.

È fredda, gli disse. Ma non era vero. Lui se la trascinò dietro finché l'acqua non gli arrivò all'ombelico. Non sembrava neppure mare, a dirla tutta. Si voltarono e si accorsero di aver camminato per un po'. Il fondale si inabissava lento.

Lei si legò i capelli in uno chignon e gli riprese subito la mano.

Vuoi andare avanti?

Ce la posso fare.

Il mare le piaceva. La spaventava, ma avrebbe preferito di no. Andarono fin dove lui si trovò con l'acqua sulle spalle e lì la prese in braccio.

Non farti strane idee: ora me la sto facendo sotto.

Tranquilla. Non ti lascio andare.

Sì, ma attento a non scivolare.

Si può scivolare in acqua?

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