Ma buongiornooooooooo! (No, non è questo Il risveglio particolare di cui parla il titolo)
Tengo a precisare che, se volete saltare questa intro potete farlo, non lo vieto a nessuno, e cominciare a leggere la parte sotto.
Se sei arrivato (o arrivata) fino a qui vuol dire che, nonostante la pessima descrizione, il titolo disgustoso e la foto che non è da meno, sei curioso (o curiosa).
Bene, questa è la mia prima storia, la sto scrivendo da circa una settimana ma l'ho pubblicata ora perché ho finito l'esame di terza media (si, lo so che non ve ne frega niente) eeeeeeeeee.... non mi aspetto che venga letta da qualcuno, solo che, se veramente là fuori c'è qualcuno a cui piace questa storia, una stellina o due, qualche commentino mi farebbero proprio comodo.
Anche se leggete solo per pietà, eh, non si butta nulla.
Se avete qualcosa da dire, qualunque cosa, potete, i commenti esistono per quello. Accetto anche critiche, possibilmente se non ce n'è bisogno no, grazie. E, si, sono un po' dispersiva, ma spero che la storia vi piaccia
Adesso comincia, non vi preoccupate
Ero sola, al buio, con il mio solito zaino sulle spalle, in uno spazio ampio, da come circolava l'aria. O almeno credevo di essere sola. Sentii un sibilo alle mie spalle, ma non mi voltai. Non potevo. Ero bloccata, incatenata al soffitto con una catena che mi ricadeva sulla spalla. Con un brivido mi accorsi che quel sibilo continuo mi si stava avvicinando. Non uscirai viva di qui, il tuo sangue ha molti usi, vedrai che non ne mancheremo nessuno. Di solito a quel punto urlavo. Stavolta no. Ero stufa di fare la ragazzina in pericolo, lo avevo fatto per un anno intero, adesso dovevo cambiare qualcosa. Registrai vari suoni mentre la mia rabbia per quei miei insulsi quattordici anni di vita esplodeva, uno scroscio d'acqua che aumentava, un rumore come di legno che sbatte sul legno. Liberai una mano con la forza, sganciando gli anelli attaccati al soffitto. Quella che ormai avevo capito fosse una caverna tremò, e cominciarono a cadermi sassi addosso. Liberai anche l'altra mano e, strofinandomi i polsi, corsi nella direzione in cui sentivo lo scroscio dell'acqua. Poi vidi l'acqua scura venirmi in contro, io mi ci tuffai dentro e poi tutto si fece buio, ancora più di prima.
- GINEVRA BIANCHI SE NON TI ALZI DA QUEL LETTO GIURO CHE TI BUTTO UN SECCHIO D'ACQUA IN TESTA!!
-Mm?- alzai lentamente la testa, senza capire. Mi stropicciai gli occhi, e mi alzai. - STO SALENDO E HO IL SECCHIO!!-
Ah, ecco chi era. Bene, vedo che avete fatto conoscenza con mia madre. Non vi preoccupate, di solito è più gentile, è che ultimamente non riesco ad alzarmi ad un'ora decente e faccio sempre ritardo per andare a scuola. - Sono sveglia, va bene?!- le urlai contro, affacciandomi dalla porta.
Mentre prendevo a caso una maglietta, una felpa e un paio di pantaloni, ripensai al sogno che avevo fatto. Ancora quello. Sempre lo stesso. Da oltre un anno. Tutto è cominciato con una strana visita. Dovete sapere che io vivo con mia madre, il mio patrigno e il mio fratellastro. Mio padre non l'ho mai incontrato. O meglio, credo, perché non so chi possa essere.
Flashback
Un giorno, il giorno del mio compleanno di tredici anni, suonarono il campanello. Con mio fratello in braccio andai ad aprire e mi ritrovai uno sconosciuto che però in qualche modo mi era familiare: era alto, in forma, la barba scura era corta, i capelli neri scarmigliati quasi quanto i miei, ma più lisci, gli occhi verdi erano spettacolari, ma non verde normale, magari verde prato, no. Quell'uomo aveva gli occhi color del mare. Poi mi scrollai: ero rimasta a fissarlo e non mi rendevo conto che mi chiedeva di entrare.
Quando mamma venne a vedere chi fosse, diventò bianca, degna del suo cognome (Eh sì, ho il cognome di mia madre, ma credo che voi questo già ve lo aspettavate😏).
-E... entra.- disse, riprendendosi. -E tu chi saresti?- chiese il mio patrigno, un po' acido. L'uomo fece una breve risata, io volevo che continuasse... anche la sua risata era rassicurante, oltre la sua presenza. - Io sono un ... conoscente di quella che presumo sia tua moglie.
L'altro esitò, molto in imbarazzo - Non esattamente, no, non ancora.- Mamma lo salvò- Lui è un mio collega d'ufficio, caro.
Io risi sommessamente. È chiaro che non mi sarei mai aspettata che un collega d'ufficio di mamma si presentasse a casa sua in ... una camicia hawaiana e dei bermuda (che detta sinceramente sembravano un costume) rosso acceso.
Quell'uomo a quanto pare se ne accorse e si rivolse verso di me.
- Ginevra, giusto?- Annuii - Bene, buon compleanno!
Detto questo, lasciò una busta strana, azzurra, sul divano, accanto a me, mi fece l'occhiolino, diede un buffetto al mio fratellastro, salutò con un cenno i due adulti e se ne andò.
Sospirai, scendendo le scale con il mio zaino su una spalla. Da quel giorno cominciai ad avere questo incubo ricorrente. Da quel giorno, nello zaino, porto sempre una vecchia busta da lettere, mai aperta.
-Alla buon'ora, tesoro!- Mia madre mi sorrise amorevolmente, con il pancione che cominciava a diventare sempre più rotondo, in netto contrasto con la donna che voleva affogarmi per farmi alzare... Mi affrettai e cominciai a bere il mio succo.
- Accompagneresti Mattia a scuola? Te ne sarei grato, Gin.-
Mi disse un uomo affannato, mentre cercava la sua giacca. Lui non mi chiamava mai con il nome intero, sempre solo Gin o ragazza. Troppo italiano, forse, o semplicemente gli costava troppo fiato. Era un uomo gentile, ma non riuscivo a farmelo andare giù. Forse per il fatto che mia madre l'aveva sostituito a mio padre, forse perché mi trattava come se fossi un'incomoda in quel suo ideale di famigliola perfetta.
Sbuffai - Andiamo Mattia, muoviti, mettiti le scarpe!
- Noooo! Voglio vedere i cartoniiiiii!
Dopo qualche insistenza riuscii a scollarlo dalla televisione e, ovviamente, ero in ritardo. - Ci vediamo dopo!- dissi sull'uscio di casa mia, rivolta ai miei genitori.
Ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo.
DU LIEST GERADE
Con il Mare Nelle Vene [SOSPESA]
AbenteuerE se Percy non fosse l'unico figlio di Poseidone? E se una ragazzina potesse ribaltare la situazione tra Bene e Male? E se una Spada potesse distruggere il mondo così come lo conosciamo? SPOILERONE!! Non leggete oltre se non avete letto Eroi dell'O...
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