Calliope
Tutte le più potenti emozioni vengono dal caos: paura, rabbia, amore. Sopratutto l'amore. L'amore è il caos in sé. Pensateci! L'amore non ha senso. Ti scuote e ti fa girare. E poi alla fine, cade a pezzi.
Kirsten Miller
Non mi sono ancora abituata alla questione di vivere di nuovo assieme ai miei fratelli. Ovvio, fino ai diciotto anni non ci avevo fatto caso, ma una volta arrivata al college mi mancavano. Anche quando sono andata ad abitare con il mio fidanzato, c'era una parte di me che voleva tutto quel baccano. Ma questo non vuol dire che devono avere tutta questa energia di prima mattina. Mi alzo dal letto, prendo i vestiti dal armadio e vado in bagno. Una volta spogliata, guardo il mio riflesso nello specchio, in particolare il fianco destro dove c'è la cicatrice, la quale richiama alla memoria dei bruttissimi ricordi. Dopo essermi fatta la doccia, mi asciugo velocemente, mi metto l'intimo, una maglietta bianca a maniche corte, i soliti jeans neri e le classiche vans. Scendo al piano di sotto, diretta in cucina trovando tutti al bancone mangiando e facendo rumore. Una classica mattinata nella casa Montgomery. I nostri genitori occupandosi dell'azienda famigliare, molto spesso non erano a casa e quindi avevamo la villa tutta per noi. Consisteva di otto camere da letto con bagno privato, due camere per gli ospiti, una biblioteca, un ufficio e due bagni al piano di sopra. Al piano terra c'erano il soggiorno, la cucina e la sala pranzo la quale ospitava un massimo di venti persone. Nel seminterrato avevamo uno studio dove si poteva suonare e registrare, una piccola sala cinema e anche una sala giochi. Molto spesso d'estate, in giardino facevamo la grigliata vicino alla piscina.
<< Giorno sorellina. Dormito bene?>>
<<Ho dormito da dio, ma un branco di pecore mi ha svegliata>> sbotto verso Ethan, il quale ridacchia facendo ridere anche me. I nostri genitori dopo aver avuto la sottoscritta, avevano tentato invano ad avere altri figli ma purtroppo non sono riusciti. Dunque avevano deciso di adottare altri bambini, visto che ho sempre voluto avere dei fratelli e comunque loro volevano una famiglia numerosa. Tecnicamente sarei la sorella più grande ma cronologicamente sono la quarta. Ethan è il fratello più grande, Damien e Dylan sono i gemelli omozigoti, poi ci sarei io, Lexi e Chris hanno la stessa età solo che hanno quattro mesi di differenza e il più piccolo Aaron che va ancora alle superiori. Mamma è papà ci hanno sempre incoraggiato a fare ciò che volevamo. Infatti ognuno di noi insegue i propri sogni, pressappoco. Dopo aver finito di bere il mio caffè e la brioche, presi la borsa con l'intento di andare a lavoro. Mi fermai a metà tragitto dalla voce di Chris.
<<Callie, aspetta. Sia io sia Lexie dobbiamo andare all'università quindi ti do un passaggio.>> Il tragitto da casa fino al posto di lavoro durava una mezz'ora a piedi, ma non c'era motivo per rifiutare un passaggio gratis in auto. Mentre eravamo in macchina abbiamo parlato della loro vita da universitari, dei corsi, delle amicizie e di come si trovavano. Il viaggio è durato troppo poco per i miei gusti, mi piaceva quel atmosfera rilassante e senza pesi.
Una volta arrivata da Frankie's, scendo dalla macchina e auguro una buona giornata a entrambi. Il locale faceva non solo da bar ma anche da ristorante. Era in stile rustico e molto accogliente. Non aveva i soliti trofei con teste di animali appesi ai muri che faceva spaventare la gente. C'era un jukebox con canzoni anni '50, '60, '70, un tavolo da biliardo e sulla parete vicino all'entrata dello staff erano appese varie foto di coloro che hanno o lavorano lì. Mi occupavo principalmente del servizio a tavola. A volte c'erano dei clienti gentili che ti davano persino le mance, altre invece ricevevano loro un schiaffo. Mentre mi cambiavo negli spogliatoi, ero troppo assorta nei miei pensieri per accorgermi che qualcuno mi chiamava.
<<Callie, tutto bene? Ho continuato a chiamarti ma non rispondevi.>>
<<Scusa Alice, ero soprappensieri. C'è qualcosa che posso fare>> chiedo alla moglie del proprietario. Mi spiega che una delle ragazze è malata e se non è un problema fare anche il suo turno. Io accetto volentieri, almeno ho la mente occupata. Il mattino passa più lentamente rispetto al pomeriggio dato che c'era anche la mia migliore amica, nonché collega, Nicky. Tra un servizio e l'altro sento la voce di una bambina che urla. Mi avvicino per capire cosa succede e le chiedo come mai è così arrabbiata.
<<Non è la mia vera mamma! Non può dirmi cosa devo fare. Voglio... la mia... mammina>> spiega la piccola tra le lacrime. Scopro che si chiama Emily e recentemente suo padre si è risposato. L'abbraccio per calmarla un po' e le spiego che non sempre il legame di sangue serve per avere una famiglia.
<<Ad esempio io ho cinque fratelli e una sorella, tutti adottati. Voglio bene ad ognuno di loro anche non avendo i stessi genitori. Ogni tanto mi fanno arrabbiare ma non gli cambierei per nulla al mondo>> le racconto asciugandole le lacrime. La bimba, tutta contenta mi ringrazia e chiede scusa ai suoi genitori.
<<Sei davvero brava con i bambini, principessa>> dice Nicky, dandomi una gomitata leggera nelle costole.
<<Smettila con i nomignoli, sai quanto io gli detesti>> mormorai massaggiandomi il punto dove mi ha colpita. Lei fece il suo sorriso da angelo innocente mentre tornavamo a lavoro.
Dopo quasi nove ore di lavoro, la mia amica mi da un passaggio a casa. Il traffico a quell'ora era insopportabile, sopratutto perché la maggior parte delle persone tornavano a casa dopo una lunga giornata di lavoro. Nel tratto da Frankie's a casa mia, Nicky mi raccontava della sua ultima conquista. Ero contenta per lei, ma sapevo che era solo un episodio passeggero. Si innamorava troppo velocemente e soffriva ogni volta che l'uomo, se così era, di turno le diceva: in quanto lei merita molto di più, lui giustamente non ne era all'altezza. È una ragazza con il cuore d'oro che molto spesso lo donava troppo in fretta alle persone che non lo meritavano. Prima di scendere dalla macchina le chiedo se vuole entrare a bere qualcosa.
<<Non posso, principessa, ho un appuntamento. Magari domani sera>> propone dopo avermi baciata sulla guancia. Approvo subito e ci salutiamo ancora una volta.
Fuori dalla porta di casa si sente tutto il rumore di quelle bestie di satana. Rettifico ciò che ho detto precedentemente, voglio la mia pace e tranquillità di una volta. Prima o poi gli ucciderò nel sonno e nessuno saprà mai che sono stata io.
<<Branco di animali in calore, perché dovete sempre urlare al posto di parlare?!>>
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Heartstrings
RomanceDue anime destinate a incontrarsi nel caos. Calliope e Noah, entrambi distrutti e con i cuori a pezzi, cercano di andare avanti. Lei sempre sorridente e solare, ma tutto ciò ancora una maschera. Lui scorbutico e costantemente con la battuta pronta...
