Dopo gli eventi di "Justice League" e la sconfitta di Steppenwolf, sembrerebbe che la Justice League sia indispensabile per l'intero pianeta. Tuttavia, qualcosa (o qualcuno) la metterà costantemente in discussione, in particolar modo il ruolo di Sup...
Il potente Steppenwolf era stato sistemato una volta per tutte, lui e le sue legioni erano state annientate una volta per tutte: la Justice League, la squadra di emarginati che Bruce Wayne era riuscito a mettere su con non poche difficoltà, si era finalmente dimostrata valida sul campo di battaglia. Degli emarginati, isolati, paranoici esseri umani e non, ognuno con una propria dote, erano stati in grado di unire le forze e, agendo come una vera e propria squadra, riuscire ad annichilire una minaccia vera e propria come quella rappresentata dal pericoloso Steppenwolf. È incredibile ma vero, quella non fu soltanto l'unica buona notizia: Dio era finalmente rinato, risorto dalle ceneri dopo aver perso la vita nel violento scontro contro il mostro denominato Doomsday. Tutto il mondo ora era a conoscenza del fatto che Superman fosse tornato tra i vivi: alcuni erano ancora scettici sullo stato del kryptoniano mentre altri, invece, erano rasserenati a vederlo volare nuovamente nei cieli di tutto il mondo, sentendosi protetti persino dalle peggiori intemperie. Clark Joseph Kent aveva finalmente riavuto la vita che si era costruito con fatica: lavorava nuovamente al Daily Planet, si era nuovamente ricongiunto con la sua amata Lois, aveva persino riottenuto la fattoria di sua madre che la banca aveva pignorato alla donna grazie a Bruce Wayne il quale, per dare un tetto ad entrambi, comprò direttamente la banca stessa. Eppure, malgrado la situazione sembrava essersi parzialmente sistemata, malgrado il mondo era pronto a mettersi alle spalle ciò che era successo con Doomsday prima e Steppenwolf poi c'era qualcosa che, nell'ombra, ancora si muoveva.
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In uno yacht, nel mare aperto, Lex Luthor attendeva impaziente che il suo ospite cortesemente invitato a presenziare facesse la sua comparsa: aveva faticato così tanto per uscire da quella fredda prigione in cui Batman lo aveva spedito dentro con la forza, aveva faticato così tanto a fare in modo che il kryptoniano e il pipistrello si uccidessero tra loro affinché potesse dimostrare la propria superiorità su entrambi ma, ogni volta, finiva sempre col fallire. Dov'è che sbagliava? Cosa aveva quel dannato Dio che lui non aveva? Se nemmeno mettergli contro il noto pipistrello di Gotham era servito a distruggere una volta per tutte l'alieno, che cosa avrebbe dovuto fare? Ma fu proprio udì la nascita della Justice League da dietro quelle fredde sbarre, che la sua mente geniale tanto quanto malata partorì un' altra delle sue idee: se Superman adesso aveva la sua squadra con cui divertirsi e giocare a fare Dio, allora anche lui l'avrebbe avuta! I suoi polpastrelli trasudavano, sulla sua testa ormai priva della sua folta chioma vi erano goccioline di sudore che scendevano come se fossero piovute dal cielo: malgrado fosse esternamente calmo, Luthor dentro di sé temeva come non mai che il suo invitato speciale avesse rigettato la proposta. Egli, infatti, era un tipo che difficilmente gradiva un "No" come risposta. Ma proprio quando le sue speranze ormai sembravano esser giunte al capolinea, il rumore di uno scafo vicino rasserenò il suo animo turbato: non vi erano ulteriori dubbi, era finalmente arrivato! Passarono pochi minuti prima che l'alta e robusta figura salisse sul veliero del fanatico il quale, compiaciuto dal fatto che l'altro fosse lì, gli diede il suo benvenuto.
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< Oh, eccoti qui. Sai, mi stavo giusto chiedendo quando saresti arrivato. Dobbiamo festeggiare: il Dio è tornato, risorto dalle sue ceneri! Ha salvato il mondo! >