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È un nuovo giorno alla U.A., la scuola per eroi più famosa in tutto il Giappone. È mattina presto e gli studenti sono intenti a svegliarsi per poter seguire le lezioni. In tutto il dormitorio iniziano a sentirsi brusii di gente ancora mezza addormentata, o almeno quasi tutti.

Infatti, il giovane Midoriya era sveglio da almeno una buona mezz'oretta, aveva fatto i suoi esercizi quotidiani, poi una bella doccia ed infine eccolo li, vestito e pronto a dirigersi a lezione con il suo solito zaino giallo.

Mentre camminava tranquillo, sentii una presenza prendergli di colpo il braccio e si fermò, era Uraraka.

-Buongiorno, Deku!- salutò, tutta pimpante, lei.

-Buongiorno, Uraraka.- rispose il verde. Ripresero a camminare insieme, diretti in classe, parlando del più e del meno.

Come al solito, trovarono già in classe il professor Aizawa, nel suo sacco a pelo giallo fluo, probabilmente non intenzionato ad uscire per altri quindici minuti buoni.

Quando finalmente entrarono tutti e il professore si era deciso ad uscire dal suo comodo nascondiglio, la lezione iniziò.

-Oggi parleremo della potenza dei Quirk.- esordì Aizawa, stiracchiandosi.

Midoriya era già pronto a scrivere tutto quello che sarebbe stato detto di li a poco. E così fu'. Per le seguenti due ore di lezione, il ragazzo non aveva smesso un attimo di prendere appunti e di fare eventuali domande al professore per approfondire il più possibile ciò che stava spiegando.

-Per oggi è tutto, potete tornare ai vostri dormitori.- finì Aizawa, pronto a richiudersi a bruco nel suo amato sacco a pelo.

Tutti prepararono le loro cose e uscirono dall'aula.

-Deku, ti va se pranziamo insieme oggi?- chiese Uraraka, avvicinandosi a Midoriya, ancora intento ad aggiustare le cose nel suo zaino, e sorridendogli.

-Certo, Uraraka! Prima però devo sistemare gli appunti, ci vediamo dopo in sala comune?- rispose lui.

-Certo! A dopo.-

Detto questo, Uraraka uscì dall'aula. Midoriya finì di sistemare le sue cose e uscì pure lui, diretto spedito nella sua stanza. Ansioso di ricopiare in bella gli appunti presi in quelle ore.

Arrivato in camera, nemmeno il tempo di posare lo zaino a terra, che si ritrovò seduto alla sedia della scrivania con la penna in mano. Passarono diversi minuti, quando sentii bussare alla porta.

Leggermente innervosito per essere stato interrotto, si alzò dalla sedia ed andò ad aprire la porta. La persona che si ritrovò davanti era, onestamente, l'ultima che avesse mai potuto pensare.

-Kacchan?- disse confuso il verde, alzando un sopracciglio e inclinando leggermente la testa, come un cagnolino smarrito.

Katzuki, dal canto suo, aveva la solita espressione arcigna sul volto, ma stavolta era accompagnata da un sorrisetto indecifrabile. Tirò un calcio alla porta socchiusa per aprirla del tutto, ottenendo come risultato che finisse in faccia a Midoriya e al suo povero naso, facendogli emettere un verso di puro dolore. Subito la mano del verde corse a tenere il suo naso dolorante, sperando che quel fastidio passi presto.

-Sai, Deku, sono stanco di questa situazione.- esordì il biondo, entrando nella stanza e sbattendo la porta dietro di se.

Midoriya, nel frattempo, aveva rimosso la mano dal suo naso ed aveva iniziato ad indietreggiare, assumendo un'aria spaventata.

-C-che intendi, scusa?- balbettò il verde, andando a sbattere contro la scrivania. Era in trappola fra essa e il corpo possente di Katzuki, che lo stava sovrastando.

BakuDeku - OneshotStories to obsess over. Discover now