Prologo

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Ci sono tanti modi per uccidere un uomo, e in questa storia ve ne raccontiamo qualcuno.

Non spaventatevi. Davvero, non c'è motivo. Non siete in pericolo di vita. Tutto quello che è successo a loro non potrebbe mai, in alcun modo, capitare a voi. Sul serio. Sarebbe assurdo.

Perché gli uomini si uccidono con la fame, con la miseria, con l'ignoranza.
Gli uomini si uccidono rinchiudendoli, torturandoli, e privandoli della libertà.
Gli uomini si uccidono dentro e fuori, nel corpo e nello spirito; e in mezzo ci sono miriadi di piccole sfumature, gocce di veleno che si accumulano man mano nel cuore dei morti che camminano.

La parte divertente di questa storia - se ce n'è una - è che ci sono vittime, e ci sono carnefici. E a volte sono la stessa persona.

Questa non è una storia d'amore.
Perché? Perché l'amore è riduttivo.
Questa non è nemmeno la storia di una rivoluzione. Questa è la storia di tutto ciò che viene prima, tutto ciò che ha contribuito ad unire i tasselli, tutto ciò che ci ha condotto al momento esatto in cui sono state gettate le basi.
Questa è la storia di come non tutti gli uomini sono uguali, come per i fiori: alcuni basta reciderli, mentre altri devi estirparli, bruciarli, annaffiarli con il diserbante e calpestarli, e ancora non muoiono.
Perchè certe idee sono dure a morire, anche se non sai perché, come i personaggi di questa storia, che sono morti ma ancora non muoiono.
Questa non è una bella storia. È infarcita di follia, di prigionia, di sentimenti non corrisposti, di pupazzi difettosi. È così carica di dolore, che i momenti brutti superano di gran lunga quelli belli.

Eppure.

Non si vive forse per questo?
Per quei pochi diamanti nascosti in mezzo alla cenere?
Loro pensano di sì. Ma non fidatevi troppo. Sono completamente pazzi.

Potere ai pazzi.

How to kill a manWhere stories live. Discover now