Se arrivare in ritardo fosse considerata un'abilità, fidatevi che Sakura Haruno avrebbe vinto una medaglia al valore.
Nelle favole le belle fanciulle vengono ridestate dal canto di usignoli e profumo di fresco, ma nella realtà, per la bella dottoressa, la prassi era svegliarsi tra manate alla porta e bestemmie altrui, accompagnate da bronci di vecchie avvizzite e preoccupazioni falsissime dei ragazzini speranzosi di accaparrarsi la sua simpatia.
Quella mattina la sveglia era stata rimandata talmente tante volte da convincere i vicini a suonare allarmati al suo appartamento, con la paura, o forse la speranza, che fosse morta nel sonno.
Dopo aver spiegato alle "tenere" vecchiette che neanche quella mattina avrebbero scovato il suo cadavere a galleggiare nel letto e dopo aver congedato una serie di adolescenti dagli ormoni infiammati, ebbe la brillante idea di controllare l'ora, impallidendo di fronte alla triste verità.
4:45
MERDA
Se fosse arrivata in ritardo anche questa volta la sua capa le avrebbe direttamente staccato le gambe a suon di cazzotti .
scappò in bagno decisa a prendere lo stretto necessario per sistemarsi in ospedale, anche se col senno di poi decise che sarebbe stato opportuno quantomeno lavarsi faccia, denti e ascelle, il tanto per non essere confusa dai colleghi per una paziente moribonda.
Fiondandosi in strada come un uragano quasi si dimenticò le ciabatte ai piedi, costringendosi a tornare indietro a recuperare un paio di scarpe umane.
Arrivò nel suo studio quasi in orario, Tsunade, la donna immensa e formosa che era al capo della struttura sanitaria, non la rimproverò nemmeno, e quindi potè iniziare la sua giornata infinita fatta di cartelle cliniche e visite ai pazienti.
Per quanto nella vita di tutti i giorni potesse essere goffa e distratta, quando metteva piede in ospedale diveniva all' improvviso una diligente dottoressa dedita anima e corpo nel suo appassionante lavoro. Vedendola all'opera sembrava quasi un'uccellino rosa , svolazzante e pieno di energia, capace di fiondarsi da una parte all'altra del reparto in un battito d'ali per curare i malati e consolare i bambini desiderosi di un contatto umano e materno.
Era questa la sua missione, il motivo per cui era nata: aiutare il prossimo con tutte le sue forze, al costo di rimetterci le penne per quanto fosse inverosimile.
Non si lasciò scoraggiare mai, neppure quando cinque anni prima la persona da lei più amata , ma apparentemente non corrisposta, partì in missione, mandando in frantumi il suo cuore ogni volta che mandava il suo fottuto piccione viaggiatore a Naruto, il suo migliore amico, mantenendo una corrispondenza sterile caratterizzata da monosillabi che significavano tutto e niente, lo faceva più che altro per far sapere che era vivo ma nulla di più.
Non nominava mai nessuno, un pò per la sicurezza di non essere intercettato, un pò perchè il menefreghismo faceva parte del suo carattere di merda .
Si stupì parecchio quando quella stessa sera ,quando oramai si era abbandonata di peso su una poltroncina tarlata del suo studio, sentì un fastidioso gracchiare alla finestra.
Il famoso piccione viaggiatore, che in realtà era uno splendido esemplare di falco pellegrino che la rosa aveva preso in antipatia dopo un doloroso morso di cinque anni prima, grattava con impazienza sul davanzale, scrutandola coi suoi fottuti occhietti color ambra che alla fine riuscivano a fargli ottenere, malgrado l'antipatia, un qualche biscotto ammuffito che lui ben si godeva.
si alzò di scatto, col cuore in tumulto e si avvicinò con cautela , come se quella creatura potesse volar via per farle un dispetto, e aprì uno spiraglio abbastanza grande da farlo volare dentro.
dopo aver fatto librare in aria tutti i fogli che fino all'attimo prima erano ben riordinati sulla scrivania, decise che come punizione per l'attesa poteva bastare e si appollaiò quindi sulla lampada da tavolo, porgendole una zampa come se volesse un baciamano, anche se in realtà voleva solo liberarsi di quell' ingombrante foglietto legato alla bell' e meglio.
dopo averlo distratto con un pezzo di cracker , sicura che non l'avrebbe azzannata come in altre occasioni, sfilò con delicatezza il messaggio e si costrinse a mantenere un certo contegno, tentando invano di fermare il tremore alle mani e il suo cuore impazzito.
"Sono a casa"
Presa dall' agitazione, si lasciò cadere sulle ginocchia nivee, cercando di recuperare il respiro,cercando di digerire quelle parole, incredula del fatto che tra tutti ,il messaggio fosse stato fatto recapitare proprio a lei, che non aveva mai avuto il piacere di leggere la sua calligrafia stretta e ordinata se non tra le mani di Naruto.
Corse come un razzo oltre le porte dell' ospedale non curandosi della neve soffice che le cadeva sul viso , non accorgendosi del freddo che le entrava nel camice di cotone leggero o del fatto che una mascherina solitaria volteggiava sul suo collo a ritmo di corsa.
Il falco era uscito dalla finestra e ora vibrava in alto nel cielo, segnandole la strada che l'avrebbe portata dal suo stoico e bellissimo padrone.
Solo una volta raggiunta l'immensa porta del villaggio si rese conto dello stato pietoso in cui versava, sconvolta e col viso arrossato dal freddo, il fiato mozzo e la neve tra i capelli.
Si fermò di colpo, scivolando sulla strada invernale ,si rialzò subito e rimase qualche secondo a prendere fiato e ragionando sul fatto che da un occhio esterno doveva sembrare una pazza disperata.
Pensò quindi di tornare sui suoi passi, di tornare nel suo appartamento e di conservare la dignità che le era rimasta, ma proprio in quel momento una figura alta di uomo comparve in fondo alla strada, coi capelli color pece che contrastavano col candore del paesaggio, avanzando a passo di marcia nella sua direzione.
L'uomo si fermò un momento sulla soglia delle mura, ignorando la piccola rosa , scrutando gli edifici dietro di lei, come se stesse decidendo se fare un passo e entrare o fare retro front e sparire nella bufera da cuoi era comparso.
Dopo un secondo che parve un' eternità compì un'ampia falcata,comparendo in tutta la sua selvaggia bellezza dinanzi alla bella rosa.
La squadrò attentamente, guardandola in quegli occhi così diversi dai suoi fino a farle perdere il respiro.
"sono a casa, Sakura".
ANGOLO AUTRICE
ho deciso di riscrivere da capo la vecchia long "in viaggio", revisionandola e adattandola il meglio possibile al mio attuale stile di scrittura.
non vuole essere una copia della mia vecchia storia ma bensì un'opera ispirata alla precedente.
non sono presenti ninja o super poteri mistici , ci sarà la presenza degli dei così come un pò di magica superstizione.
la vostra Sassy
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Ti regalo le stelle (sasusaku)
FanfictionAmmirò ancora un pò lo splendore di quella notte, chiuse gli occhi e con una mano cercò di sfiorare le stelle, ma con disappunto non le raggiunse. "però sembrano così vicine" vecchissima long scritta coi piedi nel pieno della mia adolescenza riscri...
