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Ottobre.

''Megan sbrigati!'' Sentii urlare il mio capo dall'altro lato del bancone su cui ero poggiata con i gomiti, intenta a parlare con la mia amica Emma. ''Il tuo turno finisce tra cinque minuti, ma vorrei che li utilizzassi al meglio'' roteò gli occhi al cielo riempiendo l'ennesimo bicchiere di birra ed io mi misi immediatamente con la schiena dritta.
''Mi aspetti fuori?'' Chiesi alla ragazza dai capelli corvini ora azzurri a causa delle luci all'interno del bar in cui lavoravo ormai da un anno.
''Certo tesoro'' si allungò verso il bancone, rubò un mucchietto di patatine e mi sorrise dirigendosi poi fuori. Trattenni una risata, Emma era la persona più strana e con un grande cuore che avessi mai conosciuto, se non fosse stato per i suoi capelli neri, i suoi piercing, tatuaggi e la sua voglia di prendere a parolacce chiunque, tutti si sarebbero accorti della persona che era.
''Non sai che ha organizzato una festa?'' Sentii dire da una ragazza bionda con un vestito striminzito a poca distanza da me. Presi una pezza, iniziai a pulire il bancone e alzai lo sguardo sull'entrata, che si era appena aperta, senza però smettere di ascoltare la ragazza parlare con un'altra.
''Aspetta.. aspetta ti va di ripetere?'' Chiese quest'ultima prendendo poi un sorso di cocktail. ''È tornato in città?'' Proseguì quasi urlando.
''Zitta cretina'' rise la bionda dando una pacca sulla coscia dell'altra, poi si guardò attorno e fece scorrere lo sguardo su di me.
''Ci stavi ascoltando?'' Mi chiese facendomi alzare le sopracciglia.
''Prego?'' Scostai lo sguardo puntandolo sull'orologio in fondo alla sala.
''Potresti farti gli affari tuoi?'' Mi chiese per poi strofinare le labbra tra di loro, per spalmare bene il lucida labbra glitterato che mi faceva venire il mal di stomaco.
''Non voglio sapere quanti peli hai nel naso..'' iniziai togliendomi il grembiule bordeaux. ''Non ti sto ascoltando, cosa vuoi?'' La guardai con aria di sfida e la vidi guardare la sua amica per poi dirle di andarsene. ''Stronze'' mormorai lasciando il grembiule sull'attacca panni all'entrata dello spogliatoio e prendendo la mia roba nell'armadietto. Avevo sempre odiato quella città, era grande, difficilmente incontravo persone che frequentavano la mia stessa università, ma per scelta. Eppure ogni volta mi schifavo degli sguardi altezzosi delle persone, soprattutto quelle spocchiose che provenivano dagli alti ranghi e che trattavano chiunque come la merda sotto le loro scarpe.
''Ce l'hai fatta'' mi disse Megan con una sigaretta tra le labbra. Mi strinsi nel cappotto color beige e roteai gli occhi al cielo, la presi sotto braccio e camminammo per le strade fredde di New York.
''Sono passati solo dieci minuti'' le diedi un pizzicotto sulla spalla e lei sbuffo una risata, facendo poi uscire il fumo dal naso.
''Pensi di esserci alla festa di domani?'' Mi chiese senza ribattere alla mia risposta precedente.
''Non credo, sto indietro con il programma di psicologia..'' mormorai. Non era del tutto vero, da qualche tempo le feste non mi divertivano più di tanto, c'erano sempre le stesse facce, le stesse persone, gli stessi mormorii fastidiosi.
''Non sei seria'' rispose guardandomi e alzando le sopracciglia.
''Lo sono eccome, siamo a novembre e non ho quasi aperto libro'' mi lamentai stringendomi la borsetta al fianco.
''E dai Meg, ci sarà anche Ashton'' mise il broncio.
''Punto in più per non esserci'' pressai le labbra.
''Non significa che..'' la bloccai.
''Non apriamo questo discorso'' la bloccai con il gesto della mano e tirai fuori le chiavi dalla mia borsa. ''Dormi da me?'' Le chiesi.
''Se non ti dispiace'' alzò le spalle ed io scossi la testa facendola entrare nel portone, una volta entrate nel mio monolocale ci liberammo dagli stivali in cuoio e ci buttammo sul divano con un pacchetto di patatine in grembo.
''Pensi che io gli piaccia?'' Mi chiese Emma poggiando le mani sul grembo.
''Ad Ashton?'' Le chiesi aggrottando le sopracciglia per poi riportare l'attenzione su un documentario televisivo sugli animali. Lei annuì. ''Ti ha baciata'' alzai le spalle.
''Ma non mi ha richiamata'' si morse il labbro ed io sospirai.
''Tipico del suo gruppo di amici'' sbuffai una risata amara.
''Ho sentito che è tornato in città'' mi disse successivamente voltando lentamente lo sguardo su di me, io feci lo stesso ed alzai le sopracciglia. Allora era di lui che stavano parlando le due ragazze al bar?
''Non l'ho visto rientrare in casa'' scossi la testa. ''Lo avevano detto anche cinque mesi fa, eppure..'' mormorai.
''Se fosse così significa che voi avrete modo di chiarire ciò che è successo'' si tirò le gambe al petto e poggiò il mento sulle ginocchia.
''Non voglio chiarire un bel niente, dal momento in cui ha mostrato il suo totale disinteresse nei miei confronti'' scossi la testa mangiando una manciata di patatine.
''Sì, ma prima non eravate vicini di casa e quindi non ci sono stati tanti momenti in cui avrebbe potuto farlo'' puntualizzò.
''E non mi ha più rivolto la parola'' l'ammonii con lo sguardo.
''Quindi non ti interessa chiarire..'' constatò.
''No'' scossi la testa. ''Sto bene così e sto bene con Ethan'' annuii più a me stessa che a lei, era realmente così? Sì, doveva esserlo.
''Se lo dici tu..'' pressò le labbra e poi sentimmo delle voci proprio sul corridoio del nostro piano, entrambe ci guardammo e poi Emma scattò in piedi correndo verso la porta.
''Emma ferma, sembri una stalker'' la ripresi e lei alzò le spalle indicandomi la porta. Voleva farmi intendere che nessuno poteva vederla, infatti era così quindi rimasi zitta.
''Oddio'' sussurrò. ''Ashton!'' gridò sussurrando.
''Ok..'' roteai gli occhi al cielo. L'appartamento di fronte al mio era di Louis e quell'anno, a quanto pareva sarebbe stato anche di Luke, il mio ex migliore amico- fidanzato.
''Non ti piacerà, non ti piacerà per niente..'' disse girandosi ancora verso di me, io sbuffai, mi alzai e la scostai dalla porta avvicinandomi allo spioncino; e lì riuscii a mettere a fuoco la sua figura slanciata, capelli più lunghi del solito, leggera barba sul viso, occhi magnetici da stronzo e un sorrisetto a farsi largo sulle sue labbra carnose. Luke.
''Dannazione'' borbottai allontanandomi dalla porta e avvicinandomi al divano. ''Devo cambiare appartamento'' presi le patatine e ne mangiai una manciata con tutta la rabbia che aleggiava in me.
''Non dire cazzate, poi Ashton chi lo stalkera più?'' Mi chiese per poi mettere le mani avanti, dopo aver notato il mio sguardo. ''Scherzavo, comunque non ci sono più appartamenti liberi nel campus'' pressò le labbra ed io mi lasciai cadere sui cuscini, ne presi uno, lo strinsi al petto e lasciai cadere la testa indietro per poi reprimere un grugnito.
''E dai Meg, non sarà così male'' mi si sedette vicino.
''Oh lo è eccome, sai che tipo è, no?'' Mormorai. ''Feste ogni sera, ragazze che escono dal suo appartamento a non finire, chiasso, lui e Ashton sempre in mezzo ai piedi..'' gesticolai.
''Siamo a novembre, il tempo passa in fretta e non te ne accorgerai nemmeno'' mi prese una mano ed io la guardai. ''E poi ci sono io, ti difenderò dalle occhiatacce di quello stronzo'' alzò un pugno ed io dovetti scostare la testa per non riceverlo sotto al mento.
''Ok John Cena, penso sia ora di andare a dormire'' ridacchiai per poi abbracciarla e dopo aver controllato l'orario: erano le due di notte e la mattina dopo avrei avuto lezione presto.

Want you back (Luke Hemmings)Stories to obsess over. Discover now