"Did you ever feel
We're falling as we grow
No I would not believe
The light could ever go
But the golden age is over"
The Golden Age, Woodkid
La chiamavano Cenere.
Non era il nome che le avevano dato i suoi genitori, quello non lo usava più. Era il lascito di un'età dorata da tempo finita e troppo dolorosa da ricordare. No, Cenere era il nome che le avevano dato gli uomini che l'avevano trovata. Per via della cenere che le avevano trovato addosso per mesi, le dicevano, ma la storia che raccontavano quando credevano che lei dormisse era diversa. Cenere era quello che pensavano sarebbe diventata nel giro di qualche mese. Cenere e polvere, e una memoria troppo sbiadita anche solo per poterne più parlare.
Per sua fortuna non si erano mai sbagliati così tanto.
▪▪▪
Gli uomini del villaggio la trovarono sulla Strada.
Non era un bello spettacolo.
La Banshee era scappata nel profondo della brughiera, cercando di nascondersi nelle paludi e tra la torba puzzolente. Cenere l'aveva dovuta inseguire per ore e ore, affondando nell'acqua stagnante fino al polpaccio e tormentata da quelli che sembravano essere tutti gli insetti del continente messi insieme. Ci aveva messo un'eternità a trovare il mostro e a ucciderlo, ragion per cui ora cavalcava sulla Strada sporca di fango secco fino alla testa e puzzando terribilmente di erba bagnata. Il corpo della Banshee era buttato di traverso sulla groppa del suo cavallo, la bocca ancora spalancata in un grido muto. Sfortunatamente per lei, non avrebbe urlato mai più.
La sua giumenta scura camminava piano sulla strada, alzando nuvolette di polvere chiara, calma nonostante l'orrore che portava in groppa. Il pallido sole invernale accarezzava tenue il viso della Cacciatrice, che chiuse gli occhi per godersi meglio il tiepido calore, le redini molli nelle mani. Un sorrisetto le increspò gli angoli della bocca: aveva ucciso la Banshee, il sole splendeva, era ancora viva.
Era una bella giornata.
▪▪▪
Era a poche miglia da Tula quando gli uomini del villaggio la raggiunsero, camminando abbastanza vicini al suo cavallo da infastidirla. I loro sguardi oscillavano tra lei e la Banshee, fissandole come si potrebbe guardare un uomo uscito dagli inferi, con orrore e incredulità. Uno si azzardò perfino ad allungare la mano per toccare la pelle della creatura, prima che Cenere lo incenerisse con il suo sguardo asimmetrico.
Erano pochi quelli che osavano avvicinarla così tanto. La Cacciatrice si prese qualche istante per studiarli meglio: era un gruppetto sparuto, quattro persone che camminavano infagottate nei loro tristi vestiti invernali. Non sembravano pericolosi, solo disperati. Solo uno la guardava apertamente in viso, come cercando il coraggio per dire qualcosa.
Cenere si era abituata a essere guardata con timore e disprezzo e aveva imparato a procedere per la sua via, ignorando i commenti malevoli delle persone che incontrava. Alcuni sputavano per terra quando passava, pensando che potesse allontanare il malaugurio di averla vicina. Alla fine, se li ignorava, quasi tutti la lasciavano in pace e Cenere sperava che quello fosse anche il caso dei contadini. Pensava che una volta soddisfatta la loro curiosità per la Banshee se ne sarebbero andati per la loro strada.
Passarono lunghi secondi e quando Cenere capì che non avevano intenzione di allontanarsi spronò la giumenta a un passo un po' più vivace: se volevano dirle qualcosa che parlassero, lei non aveva tempo da perdere. Ridacchiò dentro di sé quando il gruppetto accelerò il passo per starle dietro. Stava per passare al galoppo e lasciarsi dietro quegli uomini quando un grido la bloccò.
- Aspetta! -
Cenere fermò il cavallo in mezzo alla Strada, girandosi per fronteggiare il piccolo gruppo.
- Si può sapere cosa volete? -
- Sei... - l'uomo che sembrava a capo della combriccola si schiarì la voce. - Sei tu la Cacciatrice?-
Cenere sollevò un sopracciglio, dando una pacca al corpo della Banshee dietro di lei. - Tu che dici? -
L'uomo tacque, osservandola. I suoi compagni dietro di lui continuava a guardare allucinati il cadavere della creatura.
- Potresti averlo rubato - disse, titubante.
Cenere si sfilò il cappuccio scuro e lo fissò. I suoi occhi, uno azzurro e uno nero, brillarono minacciosi nella tenue luce invernale.
- Soddisfatto? -
L'uomo deglutì, visibilmente sconvolto. Non era la prima volta che Cenere vedeva una reazione del genere. Erano in molti a rimanere impressionati dai suoi occhi, retaggio di un tempo antico in cui gli Haris, la sua razza, erano dei protettori, non semplici assassini prezzolati. Quando il gruppetto continuò a tacere, Cenere decise che aveva aspettato abbastanza. Scosse la testa e spronò il cavallo, avanzando piano sulla strada.
L'uomo le corse dietro, affiancandola. - Abbiamo un lavoro per te. -
Cenere non si fermò.
- Che tipo di lavoro? -
- C'è qualcosa di malvagio, nel nostro villaggio. Crediamo sia un uomo lupo. Aiutaci! -
L'uomo si era infervorato parlando e aveva messo una mano sulla gamba della Cacciatrice, sopra allo stivale. Cenere lo fulminò con lo sguardo e lui rimosse la mano.
- Ti prego - l'uomo indietreggiò. - Possiamo pagare. -
La Cacciatrice lo squadrò dall'alto al basso. - Il prezzo per un uomo lupo è di trenta pezzi d'argento. -
Cenere poté leggere la disperazione negli occhi dell'uomo.
- Noi non abbiamo tanto denaro. Se tu... -
Cenere lo interruppe subito, guardandolo con un'espressione che non accettava obiezioni. - Niente soldi, niente lavoro. -
Tutta la paura scomparve dal volto dell'uomo, sostituita dalla rabbia crescente. Si allontanò dal cavallo di Cenere come se fosse stato scottato, con una smorfia amara sul viso.
- Non possiamo ucciderlo da soli. Tu devi aiutarci! -
Cenere sollevò le sopracciglia, fermando la giumenta in mezzo alla Strada e squadrando l'uomo con disprezzo. - Io non "devo" proprio niente. Voi non siete nessuno per me. Ve lo ripeterò, e spero che questa volta sia chiaro - scandì talmente tanto le parole che queste furono quasi visibili nell'aria fredda dell'inverno. - Niente soldi, niente lavoro. -
Cenere riuscì a vedere il momento in cui tutte le speranze si infransero sul volto dell'uomo. Scosse la testa e portò la cavalla al trotto e poi al galoppo, lasciando il piccolo gruppo a guardare la sua schiena che si allontanava sempre di più nella luce livida del pomeriggio.
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What Kind of Men
FantasyC'è qualcosa di oscuro all'opera nel villaggio di Briar, una bestia che sembra uscita dai peggiori incubi della popolazione. L'unica possibilità di salvezza è chiamare un Cacciatore, un membro di un'antica razza detestata e ormai quasi scomparsa, il...
