Premessa
One piece non è mio, l'anime e i suoi personaggi appartengono ad Eiichiro Oda, solo la storia in questo capitolo appartiene a me.
Buona lettura :)
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Erano ormai tre giorni che mi avevano portato via dalla mia isola natale, ero rinchiusa in una cella non molto grande con delle sbarre in ferro.
Stavo rannicchiata in un angolo con i miei capelli (c/c) che mi coprivano il viso, pensando se sarei morta, e soprattutto come. Improvvisamente inquadrai con i miei occhi (c/o) un grande uomo con i capelli scuri che puzzava di rum e sudore, si avvicinò prendendomi per un braccio trascinandomi fuori dalla prigione in un corridoio sino ad arrivare a una porta più grande della altre busso ed entrammo. L'uomo mi trascinò con forza nel centro della stanza rischiando di farmi cadere, alzando gli occhi vedo dietro ad una scrivania enorme per i miei gusti quello che presumo sia il capitano, una stazza 3 volte la mia se non più, occhi cattivi e capelli rosso fuoco, in più aveva cicatrici ovunque, ma quella che mi colpì di più partiva dal viso e finiva a contatto con un braccio robotico anche esso mastodontico, alla sua destra aveva un uomo altrettanto possente con capelli biondi, portava una maschere su tutto il viso, non potevo vedere i suoi occhi, ma li sentivo, un brivido mi percorse la schiena quando si posiziona verso di me per guardarmi meglio e un groppo in gola si forma.
L'uomo accanto a me parla: "Capitano questa è la donna che abbiamo rapito nella scorsa isola", "Come diavolo ti chiami donna" dentro di me la rabbia comincia a salire per le parole del capitano, nessuno mi chiama donna non sono un fottuto oggetto, ignoro i miei pensieri "(t/n)" rispondo al capitano con voce leggermente strafottente "(t/n) sai fare qualcosa di utile?" lo dice con uno sguardo e un sorrisetto provocatorio "Ero un apprendista medico nella mia isola" rispondo guardandolo negli occhi, quando scoppia a ridere: "perfetto ben venuta nei pirati di Kidd ci voleva proprio una bella infermiera qui" guardandomi mentre ride alla mia faccia sconvolta, poi si gira verso l'uomo sconosciuto "lui è killer il mio primo in comando e sarà lui ad addestrarti, e ora Grent portala nella cabina" con quello uscimmo dalla stanza, così iniziò la mia vita su questa barca, un pò contro voglia, non che io abbia avuto molta scelta.
___________________ SALTO TEMPORALE.
Ormai è passato circa un anno da quando sto sulla nave, sono felice, ho amici e sono trattata molto bene, a mia grande sorpresa nessuna molestia solo commenti coloriti che metto a tacere velocemente e facilmente.
Il sole tramonta all'orizzonte ed io cerco di godermelo ignorando le grida della ciurma, ma qualcuno mi batte la spalla," I festeggiamenti stanno per iniziare" era killer l'uomo con cui più di tutti avevo legato e di qui mi ero innamorata, un sentimento forte che non ti fa respirare ma è così bello.
Mi giro e ci dirigiamo sotto coperta dove tutti stavano già mangiando e festeggiando per la vittoria contro la marina.
Mangiamo e beviamo e verso l'una decido che sia ora di andare a dormire, saluto tutti e vado, "(t/n) aspetta ti accompagno, anche io vado a dormire perché domani ho il turno di prima mattina" mi giro e vedo Heat che mi guarda con lo sguardo triste "certo vieni pure, andiamo" rispondo sorridendo, annuisce e cammina verso di me, durante il percorso dal Tavolo alla porta sento uno guardo penetrante su di me, ma quando chiudo la porta la sensazione si interrompe, scrollo la resta e cominciamo a camminare verso le nostre camere dandoci la buonanotte.
Mi sveglio di soprassalto con una voce che grida alla mia porta, la apro e mi ritrovo davanti un killer abbastanza ubriaco "brutta stronza dov'è? Dov'è quel figlio di puttana di Heat?, te lo sei scopato e rimandato in camera sua o viceversa? Troia! Come hai potuto?"
Sconvolta dalle parole che pronuncia mentre cerca nella mia camera, chiudo la porta e mi avvicino "che stai dicendo killer?" dico cercando di accarezzargli la spalla ma mi afferra la mano "non mi toccare sei una stronza te lo sei scopato, è uno dei miei migliori amici porco cane (t/n) lo sapevi che ti amo imbecille? ti potevi trombare qualsiasi persona ma non lui cazzo" dice e mi guarda con dolore e rabbia "chi? chi sarà il prossimo? Kidd? o wire?"con questo si avvicina al mio letto e si siede rannicchiandosi, lì la consapevolezza prende piede, mi amava ed era ferito per colpa mia e di un equivoco, piano piano mi metto dietro di lui con la testa appoggiata al suo elmetto "no io e Heat non abbiamo fatto niente, l'ho solo accompagnato in stanza e non sono neppure entrata, perché io ho già qualcuno con cui voglio stare, ti amo killer" dopo le mie parole si rilassa e si gira leggermente, ci sdraiamo e dormiamo abbracciati.
