Capitolo I

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Il remix della canzone diventata sigla di una famosa serie televisiva parte dal grande impianto stereo che è stato allestito in vista del matrimonio.
Sono tutti lì. La mia migliore amica, Angie, bellissima nel suo sfarzoso, ma allo stesso tempo elegante abito bianco, suo marito, Francesco, per tutti Tonno, visibilmente imbarazzato dalle mosse di ballo della nuova moglie. E poi la schiera di amici e amiche, estremamente felici per la coppia e anche un po' su di giri per il forse troppo alcol in corpo. D'altra parte, si sa che i matrimoni sono fatti per mangiare e bere.
Guardo il mio bicchiere quasi vuoto e faccio roteare un po' il rimanente vino bianco, riflettendo. Quante cose potevano cambiare in pochi, pochissimi mesi?
Distolgo per un attimo lo sguardo dalla pista da ballo e vedo Daniel, il cugino di Angie, che è seduto qualche tavolo più avanti. Mi vede. Sorride. Per gentilezza ricambio il sorriso. Dio speriamo non venga qui. Sta per alzarsi ma mi faccio distrarre da una voce familiare, ma vagamente ubriaca.
«Beth! Dai Beth! Che ci fai qui seduta? Vieni a ballare. Sono stufo di ballare da solo!»
Guardo Cesare e rido. La faccia rossa per l'alcol va a cozzare con la bianchissima camicia bianca indossata per l'occasione, il matrimonio del suo migliore amico. Assurdo pensare come tutti noi, fino a pochi mesi fa, fossimo solamente degli estranei.
Non faccio in tempo a replicare che Cesare ha già cambiato idea. Si avvicina, arrivando a pochi centimetri dal mio viso.
«Prima, andando a cercare altre bottiglie di vino con Nicolas, mi sono imbattuto in questo fienile abbastanza isolato», dice, accennando un sorriso strano.
«Vai avanti, sto ascoltando», mi avvicino leggermente al suo viso.
«Pensavo di riprendermi una bottiglia di vino e andare a sorseggiarmela lì, con te».
Sorrido. Quanto mi faceva stare bene.
Cesare non ha nemmeno bisogno di una risposta che inizia già ad avviarsi verso il fienile. Lo seguo con la coda dell'occhio, per non attirare l'attenzione e capire la strada da seguire.

Lancio un ultimo sguardo ai nostri amici, troppo impegnati a ballare. Angie si stava scatenando a ritmo della sua canzone preferita, urlando a squarciagola le parole.
Mi incammino verso dove si era diretto Cesare poco prima, sperando di non perdermi. Il mio senso dell'orientamento aveva sempre fatto schifo, ma ho sempre vantato un buon intuito. Sapevo dove tenevano i vini di scorta, quindi mi dirigo verso quella stradina semi-sterrata, sperando di imbattermi nel fienile, come aveva detto Cesare. Circa cinque minuti dopo, comincio a vedere in lontananza una struttura simile ad un fienile. Sono arrivata?
Il mio cuore comincia a battere fortissimo, ma si ferma non appena sento uno sparo provenire proprio da quel fienile.

Finché morte non ci separi Stories to obsess over. Discover now