Rientrò in casa, si tolse le scarpe, camminò fino al corridoio, salì le scale con fatica entrando in camera e buttandosi poi sul letto. Era da tre giorni che non smetteva di lavorare, non si staccava un secondo. Ed era stata una sua scelta. Quando lavorava si distraeva, non pensava al vuoto che aveva dentro, non pensava al fatto di essere lontana dalla persona che amava. Lo schermo del suo telefono posto sul comodino si illuminò e con fatica lo prese, vedendo che Stephan la stava chiamando. Non aveva voglia di parlargli in quel momento, sarebbe stata ancora più male. Il modello era tornato prima rispetto alla sorella di almeno venti giorni in quanto Andersson aveva finito con lui e doveva solo finire di occuparsi di Andrea. Si erano sentite certo, ma poco. Un paio di video chiamate, notti a chattare e qualche telefonata. Ma non era la stessa cosa, non era vicino a lei, non aveva affianco il suo calore, le sue mani che le accarezzavano la pelle, che giocherellavano con i suoi capelli. Prese dal fondo del letto la felpa che c'era, quella di Andrea che le aveva lasciato e la indossò. Aveva ancora addosso il suo profumo inconfondibile di menta e rimase lì in quel silenzio, cadendo poco dopo tra le braccia di Morfeo.
- Hèlen?-
Sentì bussare alla porta per un paio di volte e si mise il cuscino sulla testa. La porta si aprì poco dopo.
- Dai Hèlen alzati!-
- Lasciami dormire Melanie.- mugugnò con voce roca.
- Eddai, non fai altro che lavorare e dormire.-
- Oggi vieni con noi che dobbiamo comprare molte cose per domani.- sentì dire da Irene.
- Perché?-
- Seriamente? Sveglia, è il tuo compleanno!-
- Sul serio?-
- Certo cogliona. Vent'anni sono tanti ormai eh.-
- Già, dobbiamo festeggiare.- aggiunse la colombiana.
- Non posso, devo studiare le canzoni per domani e poi devo anche fare il turno di una cameriera.-
- E no, oggi è il tuo giorno libero e vieni con noi, non se ne parla. Per domani ti abbiamo fatto guadagnare un giorno di permesso.-
- Cosa!?-
Hèlen scattò subito a sedere incredula.
- Ditemi che state mentendo e che non l'avete fatto.-
- Mh, può essere, chissà.-
- Dai ragazze, mi servono soldi e...-
- Hèlen devi staccarti un pò. Guardati. Sembri tornata indietro nel tempo. Pur di non pensare a quello che ti fa male fuggi.-
Irene le si sedette affianco prendendola per mano.
- Ti stai solo illudendo tesoro. Lavori e ti distrai, ma i tuoi pensieri vengono solo rimandati a più tardi.-
- Sappiamo che è difficile stare lontana da Andrea ma non puoi continuare così. Manchi anche a noi, non ci vediamo molto se continui a lavorare.-
Hèlen sbuffò e si sdraiò di muovo, stropicciandosi gli occhi.
- Che dobbiamo fare?-
Le altre due ragazze sorrisero.
- Prima di tutto vai a farti una bella doccia, noi apriamo un pò le finestre per far entrare la luce che sembra un mortorio e poi usciamo a fare compere.-
- Ok.-
L'indiana ascoltò la sua amica Irene e andò in bagno.
- Basta che non ci metti cent'anni.-
- Bhe potrei farlo.-
- Sbrigati.-
- Va bene va bene.-
Hèlen scomparì e le due amiche si guardarono, facendosi l'occhiolino e trattenendosi dal ridacchiare. Una decina di minuti dopo l'indiana era pronta e finalmente poterono andare al centro commerciale.
- Cosa avete in mente di fare esattamente?- chiese Hèlen continuando a guardare per terra mentre camminavano.
- Di sicuro qualche alcolico. Magari birra, qualche vodka, robe così.-
- Non è un pò troppo Melanie?-
- Nha, siamo in sette, ci sta.-
- Sette?-
- Noi tre, Ste e sua madre, Julio, Anne. Uh anche tua nonna.-
- Lei non beve.-
- Eh va bhe, ne abbiamo più per noi.-
- E poi anche la lista che ci ha dato Anne che sembra infinita.-
Hèlen sbuffò, non sarebbero tornate a casa presto, per niente. E io che volevo starmene tranquilla... Passò un lungo tempo interminabile prima che finissero di fare compere e era ora di pranzo, o meglio, era già passata e anche da un pò.
- Avevo una fame!-
- Tu hai sempre fame Irene.- disse la colombiana.
- E tu sempre sete, mi finisci sempre la bottiglia d'acqua.-
- Devo idratarmi no?-
- Si si, tutte scuse, lo fai apposta.-
Hèlen ridacchiò ma il suo sorriso si spense subito quando vide Rachel e gli altri due ragazzi. Cercò di ignorarli ma loro le avevano già viste e si stavano avvicinando.
- Ma chi si rivede!-
Rachel salutò tutte con un bacio prima di ritornare tra le braccia di Red. A quanto pare erano ancora fidanzati dal primo anno del liceo.
- Che ha Hèlen?- chiese Red notando che stava guardando da tutt'altra parte completamente persa, come se non sentisse più niente, in un altro mondo. Melanie sospirò.
- Andrea. Abbiamo provato a distrarla ma non c'è verso, si continua a perdere. Quella ragazza le fa un effetto pazzesco.-
- Bhe non credo che tu saresti da meno dopo due mesi così sola.- disse Irene.
- Bho.-
Daniel guardò Hèlen, alla mano sinistra aveva ancora l'anello d'argento che aveva notato mesi prima, i suoi occhi però erano spenti. Molto spenti. Come quando stava con lui. Le mancava averla accanto e gli dispiaceva davvero per tutto quello che era successo.
- Mi dispiace. Bhe ora andiamo, ci vediamo in giro.- disse Rachel e i tre se ne andarono.
- Che impiccioni.- borbottò a bassa voce Melanie.
- A chi lo dici. Hai visto Daniel come la guardava?-
- La vuole ancora, non l'ha dimenticata.-
- Lei nemmeno ma in senso negativo.-
Irene guardò la sua amica indiana prima di toccarle in braccio.
- Eh, si cosa?-
- Ti sei persa di nuovo Hèlen.-
- Scusate ragazze.-
- Non fa niente dai. Andiamo?-
- Dove?-
- Mancano gli alcolici.-
Melanie si alzò e prese a braccetto l'indiana cominciando a saltellare di qua e di là.
- Viva l'alcol!- diceva di tanto in tanti mentre saltavano.
- Ehm, io non la conosco, per niente. Mi ha rapita, aiuto.-
- Ehi!-
La colombiana le diede un pizzicotto amichevole.
- Ahi!-
- Dai che non ti ho fatto niente.-
- Non è vero!-
- Dai ragazze...- cominciò Irene avvicinandosi a loro.
- Ma mi ha fatto male!-
- Melanie, non toccarla che poi ti tiro un calcio in culo.-
- Brava mammina.- disse Hèlen prendendola a braccetto facendo la voce da bambina e facendo ridacchiare le altre. Almeno in quel momento non pensava a niente.
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In our eyes
RomanceSequel di "In your eyes" Non è una storia a sé pertanto consiglio vivamente la lettura della storia precedente. "Rivide quegli occhi, così luminosi che gli davano ancora l'aspetto di bambino nonostante il ragazzo che era diventato"
