Capitolo 1

671 33 5
                                        

Il non troppo costoso i-phone, si fa per dire, della ragazza iniziò a squillare sul davanzale della finestra mentre lei stava cercando di fare una riga non del tutto perfetta con l'eye-liner. Era negata nel truccarsi, in realtà non ne sentiva quasi mai la necessità, ma qualcosa l'aveva spinta a cambiare la routine quella mattina. Si sporse sul lavandino per controllarsi allo specchio quando non si rese conto che quell'ultimo era leggermente umido. Si macchiò la camicia gialla che tanto odiava all'altezza dello stomaco e quando lo notò imprecò in tutte le lingue che conosceva. Si affrettò a raggiungere la sua stanza, cercando in tutti i modi di far andare via la macchia di acqua ma l'unica cosa era aspettare che si asciugasse. Odiava veramente tanto dover indossare sulla camicia quell'orrendo gilet scuro, anche perché faceva caldo, e soprattutto pensava che frequentare una scuola privata non le avrebbe dato un'istruzione migliore. Dopo vari altri squilli, recuperò il cellulare, rispondendo alla chiamata dell'amica. Si chiuse la porta alle sue spalle e si sedette sul letto per allacciarsi le scarpe, mettendo il telefono nell'incavo tra il collo e la spalla.

-Katieee- urló la ragazza dall'altro lato. Era Cassie, la sua migliore amica, che conosceva da quando era praticamente ancora in fasce.

-Dai, forza, scendi, è tardi- disse la bionda dopo un pò. Dovrebbero essere illegali le telefonate in prima mattina. Poi per una come lei, che si svegliava sempre con la luna storta, era ancora peggio.
-Conta 30 secondi e sono da te- affermò quindi, massaggiandosi l'orecchio a causa della voce stridula della ragazza.

-Si come no, ti ci vogliono almeno 10 minuti quando dici così... sbrigati!- commentò Cassie, per poi riattaccare velocemente.
Quindi conservò il cellulare nello zaino di scuola e mettendolo in spalla, si incamminò verso la porta, quando questa venne aperta brutalmente da una figura maschile. Si scosse dai suoi pensieri ed urlò al ragazzo alto e magro che aveva fatto capolino nella sua stanza.

-Te bussare mai eh?- disse, dopo avergli dato una spallata per uscire dalla stanza. Controllò che nella borsa ci fosse tutto, poi si fiondò a prendere qualcosa da mangiare in cucina. La casa non era poi così grande, quindi lui la seguì e si ritrovò dopo qualche secondo dietro di lei.
-La mamma ha detto che ti devo accompagnare, sei pronta?- continuò lui, tirandosi la ciocca di capelli marroni sulla fronte.

Quindi lei si girò e, stizzita, rispose: -da quando la mamma si preoccupa di me?-

-Si è sempre preoccupata, stai zitta- continuò lui, girando tra le mani una bottiglia d'acqua appena presa dal frigo.

-C'è Cassie sotto, vedi di sbrigarti tu piuttosto- disse la ragazza. Lo squadrò e notò che era ancora in pigiama. Insieme sembravano l'articolo il: uno alto, l'altra una nana. E dire che erano anche gemelli, nati lo stesso giorno, alla stessa ora, dalla stessa persona.

-Dammi il tempo di mettermi una maglia e dei jeans, la mamma ha fatto una torta- terminò, indicando il tavolo dietro di loro.
Da quando Evelyn cucina? pensò la ragazza, alzando un sopracciglio.

-Amore! No, la torta ancora non è cotta, vuoi dello yogurt?- chiese la donna di mezza età alla vista della ragazza sulla soglia della porta della cucina. Era vestita come al solito per la giornata lavorativa in ufficio, tranne per il fatto che i lunghi capelli bruni erano disordinati e incastrati in una crocchia e soprattutto era struccata, stranamente.

La ragazza fece cenno di no con la testa, sedendosi lo stesso al piccolo tavolino di vetro nel mezzo della stanza. Quindi notò la madre fissarla e precisò:
-Aspetto solo Cole-

-Emozionata per il primo giorno?- chiese dopo un pò la donna, guardandola dritta negli occhi. Lasciò il bicchiere che aveva portato con sé nel lavandino e, dopo aver preso e ingoiato una delle sue mille pillole, si sedette proprio di fronte la figlia.

Un incontro inaspettato // in REVISIONEStories to obsess over. Discover now