Sono le 7:00, è da tanto tempo che non sento quella maledetta sveglia, mi alzo, vado a fare colazione ed esco di casa. Ahhh, il primo giorno di scuola dopo tre mesi di vacanza.
Appena entro dal cancello fresco di vernice bianca, vedo lei, quella brutta smorfiosa di Alexandra Conver con le sue amichette Gwen e Cassidy. Passo davanti a lei indifferente, la cosa peggiore che si può dare ad una persona per farle capire che non mi fa né caldo né freddo, invece lei sembra atteggiarsi da superiore. Entro nella mia aula; per fortuna non è nella mia stessa classe, è un anno più grande di me, tuttavia ci sono i miei due migliori amici: Lakisha e Timothy, subito mi metto a correre nella loro direzione per abbracciarli, anche se ho quasi rischiato di soffocare vista la loro altezza. Timothy è alto ma molto magro, occhi nocciola e capelli castani. Lakisha è anche lei alta, snella, occhi marroni e capelli castani talmente scuri da essere quasi neri. Io sono diciamo alta, ma rispetto a loro sono bassa, ho una corporatura un po' robusta ma non troppo, poiché faccio molto sport, occhi azzurri scuro e capelli castano chiaro che vanno quasi sul biondo.
Mi siedo nel banco in fondo attaccato al muro insieme a Lakisha, mentre Timothy si siede in seconda fila insieme al suo amico Adam. Personalmente non lo conosco, ma mi sembra un bravo ragazzo per essere amico di Timo.
Finita la lezione, anche se abbiamo fatto quattro ore di "non fare niente" essendo il primo giorno di scuola, Lakisha ed io ci avviamo verso gli armadietti. "Ehy str****!" Chi poteva chiamarmi così se non lei? Mi giro seccata verso la sua direzione chiedendomi cosa volesse. "Pensi di essere chi sa chi eh? Solo per una cosa pensi di essere figa? Pff, non farmi ridere." Afferma lei alzando la voce. Ma che problema ha? Il tempo di pensare a cosa risponderle e lei se n'era già andata. Meglio ignorarla. "Mary, che cosa voleva da te La Sciuparagazzi?" Mi chiede Lakisha preoccupata. "Non lo so, sarà impazzita."
Torno a casa e c'è il mio fratellone a darmi il benvenuto: "Bentornata Mary, com'è andata a scuola?" chiede Henry. "Mah, diciamo bene." "Perché?" mi chiede lui preoccupato. "No, niente, soltanto spiacevoli incontri." "Va bene, ho capito, non vuoi parlarne."
Salgo al secondo piano e vado in camera mia, mi butto sul letto ed inizio a rimuginare sulla scuola, i miei amici, tutto. Durante l'estate mi presi una cotta per un ragazzo e ci fidanzammo, ma non durò molto. I miei due migliori amici sono tali dalle elementari, sono due delle poche persone di cui mi fido ciecamente, non so cosa farei senza di loro. Per un periodo Timothy ed io ci fidanzammo ma non fu una relazione molto lunga, infatti alla fine decidemmo di rimanere migliori amici. Mio fratello è fantastico: è una persona dolce, gentile e molto comprensiva, un ragazzo da tenersi stretto al contrario di quella brutta- okay, meglio non pensarci, adesso non ho voglio di incazzarmi. Mamma e papà seppure sono sempre fuori per lavoro, sono bravi genitori, sono sempre stati presenti per me ed Henry.
Mi sono addormentata e quindi mi sveglio la sera per via del brontolìo che emette il mio stomaco, sto morendo di fame non avendo mangiato a pranzo. Affamata scendo le scale quando sento: "È pronto!" Comincio a correre all'impazzata rischiando quasi di cadere. Arrivata al piano terra trovo papà ed Henry seduti a tavola e mamma in piedi mentre poggia un vassoio pieno di cibarie sul tavolo. Tutto ciò mentre mi mostravano i loro migliori sorrisi. Una delle visioni più belle che possano esserci.
Di nuovo quella sveglia, oggi mi sarei dovuta preparare le valigie per trasferirmi in dormitorio, speriamo mi capiti una buona compagna di stanza.
Dopo le lezioni mi dirigo verso i dormitori, sono nella stanza 325. Apro la porta e non trovandoci nessuno inizio a disfare la valigia. Il pomeriggio sarei dovuta uscire insieme a Laky e Timo, perciò comincio a dirigermi verso l'uscita del dormitorio quando mi scontro con qualcuno di alto e robusto. "Oh, scusami, tutto apposto?" "Sì, sì, non ti preoccupare." Era Adam, ma cosa ci faceva nel dormitorio femminile? Meglio non farci caso e continuare nella mia direzione. Dovevamo incontrarci davanti al centro commerciale per fare diverse compere.
Appena entrati, Timo va a prendere di corsa l'ultimo carrello rimasto disponibile.
Sembriamo tre idioti che corrono per i negozi, ma non è solo questo, il problema è che io sono dentro il carrello. Ci stavamo divertendo fin quando una guardia non ci fermò e mi fece scendere. Quando siamo tutti e tre insieme diventiamo molto infantili. Ci divertiamo con poco.
Una volta finito di fare shopping saluto Timo e Laky e mi incammino verso il dormitorio. Come entro in stanza trovo un ragazzo mentre limona con una ragazza, è di nuovo Adam. "Che sta facendo un ragazzo qui? Fuori! Urlo indicandogli la porta. La ragazza scappa e Adam si mette a fissarmi: "Questa è anche la mia stanza." "Come puoi stare in stanza con una ragazza? Per giunta nel dormitorio femminile." Si avvicina e mi fa vedere la sua scheda studente, diceva: "Dormitorio A stanza n° 325." "Sarà stato un errore, ma non puoi restare qui." Dico con fermezza. "E dove dovrei andare allora? È troppo tardi per cercare un'altra stanza." Sono troppo stanca per fare discussioni, meglio finirla qui per oggi. "Va bene, solo per stanotte dormirai qui, domani cambierai stanza e risolverai tutto, l'importante è che stai nella tua parte." "Okay."
È passato qualche minuto e ho deciso di andarmi a cambiare in bagno. Esco e mi infilo subito nel letto, mi giro alla mia sinistra per auguragli buonanotte ma lui sta già dormendo.
La solita sveglia, il solito orario, ma non la solita stanza. Mi sveglio e trovo il letto del compagno di stanza temporaneo rifatto. Penso abbia già cambiato stanza.
Mentre mi sto mettendo i jeans qualcuno apre la porta e vedendo la persona che l'ha aperta mi blocco e divento rossa dall'imbarazzo. "Oddio scusami!" Sempre lui, Adam. Ancora non se n'era andato?
"Adesso puoi entrare." "C'è un problemino." mi dice con voce insicura e quasi tremolante. "Che succede?" "La preside mi ha detto che purtroppo..." "Dai, non farmi stare sulle spine!" "Che purtroppo dovrò rimanere in camera con te, non ci sono altre stanza disponibili e non ho altro posto dove andare, mi dispiace." "Stai scherzando, vero?" "No, assolutamente." Dice lui con sicurezza. "Uff, va bene, ne riparliamo dopo, adesso abbiamo lezione."
Adam come ho già detto è alto e da quanto ho visto sembra essere molto muscoloso, ha gli occhi verdi e capelli castani.
"Prof potrei andare al bagno?" "Certo."
Mi sto sciacquando la faccia, quando sento qualcuno prendermi da dietro e trascinarmi in bagno, cerco di urlare aiuto, ma ho la bocca tappata dalla sua mano. "Stai zitta, adesso te la farò pagare."
Quella voce, di chi poteva essere se non la sua?
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Warm Hate
RomanceLa tipica storia d'amore tra una ragazza e un ragazzo, ma sarà davvero così? ~Book Start~ 08/14/19
