Primo volume della serie "A Dance of Light and Shadow".
Seguendo il consiglio della preside Faragonda, una Bloom adulta e segnata dagli eventi decide di scrivere un diario sui fatti accaduti cinque anni prima, una tragedia che l'ha cambiata per semp...
Non so davvero perché io lo stia facendo, non mi sembra una buona idea.
Comunque. Anche se la mia riluttanza e la mia perplessità mi spingono a lasciare perdere e mandare tutto a quel paese, beh, eccomi qui, con il naso chino su questo diario pronta a scoperchiare il vaso di Pandora.
Sono una professoressa di Alfea da molto tempo ormai ma, nonostante il clamore che quell'evento portò in tutto l'Universo Magico, molte delle mie allieve non conoscono la storia o, almeno, non nel dettaglio. Io, francamente parlando, ne sono molto contenta: non conoscendo nulla di questa faccenda nessuno fa domande e, qualche volta, mi dimentico perfino che quella tragedia sia avvenuta davvero. Spiegandolo in altri termini, è come quando ti svegli da un lungo sonno e non distingui più la realtà dal sogno che stavi facendo, ti chiedi 'ma è successo davvero?'.
La preside Faragonda, però, è di tutt'altro avviso: lei pensa fortemente che mi farebbe molto bene scrivere dell'accaduto su un diario e far conoscere la mia storia alle allieve, sia per liberare il dolore che ho nel cuore, sia perché questa è una storia che deve essere raccontata per il bene futuro.
Lo trovo un tantino esagerato ma, considerato lo stato fisico e mentale in cui mi trovo in questo momento e considerate le azioni che ho compiuto, sono l'ultima persona nell'Universo che può dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Inizialmente non volli nemmeno parlarne, era impensabile per me scrivere su qualcosa di così orribile e oscuro, qualcosa che dovrebbe essere sepolto per sempre e dimenticato.
Con il senno di poi, ho capito che, forse, potrei almeno provare a fare questa follia, dopotutto mi fido ciecamente della preside, non mi consiglierebbe mai di fare qualcosa che possa farmi del male... non dopo quella volta, almeno.
Quindi... va bene. Però, ci tengo a dire che non prometto nulla a chi leggerà questa storia: questo scritto non è pensato per essere accurato o perfetto dal punto di vista tecnico, seguirò unicamente i miei pensieri. Credo che, alla fine, sia questo l'obiettivo, no? Aprirmi e far fluire il dolore attraverso le parole.
Anche se è passato tanto tempo, l'orrore è sempre lì, in agguato nel mio cuore: mi tende imboscate, mi dà la caccia continuamente avvelenando la mia mente, non lasciandomi mai tregua.
Devo trovare una via di fuga da tutto questo, devo riuscire a scappare. Sono spezzata fuori e dentro senza possibilità di guarigione, non posso certo pretendere di trovare la pace che tanto desidero, ma... beh, questo è un inizio per costruire qualcosa. Spero di farcela, davvero.
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Questo inferno, solo così posso definirlo, accadde ormai cinque anni fa. Così pochi, eppure sembra un'altra vita. A pensarci bene, effettivamente, lo era: un altro mondo, un'altra me stessa. Comunque, era una giornata come tante altre su Domino, calda e soleggiata.
Io, Daphne e le Winx tornammo sui nostri pianeti per le vacanze estive, il nostro lavoro di insegnanti era momentaneamente finito. I giorni passavano sereni, e io avevo finalmente la possibilità di approfondire la conoscenza di mia sorella; non era passato poi molto tempo da quando spezzammo la sua maledizione permettendole di riottenere un corpo fisico, con tutti gli impegni ad Alfea, poi, e con la vicenda degli animali magici, non abbiamo avuto modo di stare insieme.