Lunedì, oggi comincia un'altra pesante settimana scolastica, altre due e potrò starmene tranquilla sul divano a mangiare e a vedere serie tv per tutta l'estate.
Mi alzo pesantemente dal letto e mi dirigo in bagno a lavarmi la faccia e a darmi una sistemata, pettino i miei lunghi capelli castani e sciacquo accuratamente il viso con dell'acqua fredda, ora mi sento decisamente più sveglia.
Attenta a non cadere dalle scale, le scendo velocemente e mi dirigo in cucina, "Buongiorno" saluto mia madre e mi siedo al capotavola, comincio a intingere i biscotti nel latte e li divoro in dieci minuti, odio parlare la mattina e penso di essere anche scontrosa.
Risalgo nuovamente le scale a chiocciola e mi dirigo in camera, mi butto pesantemente sul letto cercando di non pensare a quanto saranno pesanti queste ultime settimane.
In un momento di lucidità mi rendo conto dell'ora e mi vesto in fretta e furia, indosso un paio di jeans e una semplice camicetta bianca, allaccio le sneakers dello stesso colore e corro in macchina.
Una volta a scuola corro in classe arrivando in ritardo come sempre, chiedo scusa per il ritardo e il professore mi invita ad accomodarmi, dopo avermi guardato male ovviamente.
<<Signorina Morrison stavo giusto dando un avviso per la giornata di domani, sarete portati al centro analisi di Brooklyn per effettuare un controllo di salute, cerchiate di essere presenti perché sarà un controllo importante, ad ogni modo torniamo alla nostra lezione su Amleto, qualcuno sa dirmi di cosa parla questa tragedia?>> come al solito alzo la mano, il professore mi sorride e mi dà il consenso per rispondere <<Amleto é una tragedia di Shakespeare dove il protagonista, Amleto appunto, é profondamente colpito dalla morte del padre, ucciso a sua volta dal fratello che ha poi sposato la madre, il quale gli appare in sogno rivelandogli tutto il complotto, di conseguenza Amleto non sa più cosa dire e cosa fare e l'unica soluzione gli sembra appunto quella di uccidersi, non so se ho spiegato bene in concetto>> sono sempre stata imbranata con le parole e spero che il professore, essendo nuovo, non lo prenda come un problema, <<Molto bene, molto bene>> dopodiché appunta qualcosa sulla sua agenda. La lezione prosegue velocemente così come il resto della giornata scolastica, vedo Isabelle, una mia compagna di classe, venirmi in contro con un sorriso a trentasei denti, cattivo segno, <<Ellie! Non so se lo sai ma William mi ha invitato a uscire! Spero che non sia un problema per te, lo é per caso?>> cinguetta con una voce piuttosto stridula, io sfodero il mio sorriso più falso rispondendole con un tono di voce più ironico del previsto, <<Ma no certo che no, puoi uscire con chi ti pare>>, quella ragazza sa della mia ex-cotta per William Parker e cerca di rinfacciarmelo in tutti i modi e penso che non me ne libererò mai.
Dopo la mia risposta, evidentemente inaspettata, gira sui tacchi e si allontana ancheggiando verso l'ingresso della scuola.
***
<<Elle, come è andata a scuola?>> la domanda di mia madre mi ha colta un po' alla sprovvista, di solito parliamo poco e non mi chiede mai nulla riguardo la scuola, mi giro virso di lei e le rispondo un po' incerta, <<Ehm..bene, l'ora di letteratura inglese é stata bellissima e..>> non riesco neanche a finire la frase che lei già mi interrompe <<Vi hanno detto qualcosa di particolare riguardo l'ospedale di Brooklyn? >> la vedo preoccupata e non ne capisco bene il motivo, <<Si stavo per dirtelo o meglio ci stavo arrivando, domani abbiamo una visita medica e non possiamo assolutamente saltarla>> il suo sguardo si incupisce e torna a guardarmi in modo freddo, <<Tu non ci andrai, non sai neanche di che tipo di visita si tratta..e..e se ti facessero esperimenti? Elle non andarci per favore>> mia mamma é uscita veramente fuori di testa, come può anche solo pensare che faranno degli esperimenti su di noi, a me sembra solo una scusa per nascondermi qualcosa e so già che se le dicessi di voler andarci mi rinchiuderebbe in casa, addolcisco il mio sguardo e la rassicuro dicendole che non ci andrò, anche se è una bugia.
La giornata prosegue normalmente, tra compiti, studio e zapping in televisione fino a quando non arriva la sera, come al solito scendo di sotto a cenare e cerco di capire come mai mia madre non vuole che vada a quella visita, <<Mamma, come mai vuoi che non vada alla visita? È successo qualcosa in quell'ospedale?>> lei smette di mangiare e alterna lo sguardo tra me e le sue unghia, <<Si, li ci lavora tuo padre, non te ne ho mai parlato perché non volevo che lo incontrassi, é un uomo subdolo Elle, non parlarci per favore>> se è così che stanno le cose allora devo parlarci per forza, devo capire come mai ci ha lasciate, se è successo qualcosa tra lui e mia madre, se lo ha fatto per il mio bene o perché non gliene importava nulla, io devo sapere.
<<D'accordo mamma, non ci andrò, ma devo comunque andare a scuola, non posso saltare neanche un giorno in questo periodo>> per convincerla ancora di più della mia falsa decisione poso la mia mano sulla sua e non appena la vedo sorridere e rilassarsi capisco che ci sono riuscita.
Domani scoprirò una parte importante del mio passato, qualcosa a cui non posso voltare le spalle e che potrebbe cambiarmi la vita così come potrebbe non avere nessuna importanza, ma adesso è tardi per pensarci.
***
La mattina arriva più in fretta di quanto mi aspettassi, stanotte non ho dormito per niente ed oggi è il grande giorno, come al solito mi alzo, mi lavo e mi vesto, butto giù una tazza di latte e un biscotto al cioccolato dopodiché mi dirigo nuovamente a scuola.
Noto una macchia di persone riunite davanti l'ingresso principale, il preside agita le mani su e giù spiegando i che ci recheremo in ospedale con i pulmini della scuola, annuisco e seguo il gregge fino a un alto pullman giallo, non appena dentro cerco un posto accanto al finestrino e subito dopo un ragazzo biondo platino dagli occhi azzurro ghiaccio si siede al mio fianco, <<È occupato?>> mi chiede con gentilezza e ancora intento a togliersi il giubbotto, io scuoto la testa e lo invito a stare comodo, speravo di poter parlare con lui e conoscerlo meglio ma a quanto pare per lui non era lo stesso visto le cuffie che si è messo alle orecchie un attimo dopo la mia risposta.
In circa dieci minuti siamo già allo spiazzale di una grande struttura ospedaliera, ci dirigiamo al suo interno e subito si presenta a noi una bionda in camice bianco che ci invita a seguirla senza però spiegarci a che tipo di controlli saremo sottoposti, una ventina di minuti più tardi cominciano già a chiamare per nome i primi pazienti, a due a due entrano un ragazzo e una ragazza fino a quando non è il mio turno e quello di un ragazzo dai capelli e occhi neri, seguiamo l'infermiera e ne approfitto per chiederle di un certo Josh Morrison, lei aggrotta le sopracciglia e mi risponde con tono gentile e comprensivo <<Mi dispiace cara, ma non c'è nessun Josh Morrison in questo ospedale>>
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ELEMENTS - Dark Soul
AdventureLa vita di due ragazzi potrebbe essere sconvolta completamente se il destino del mondo dipendesse da loro? Elle non pensava di poter essere catapultata in un mondo che non le appartiene. Will credeva che i miti fossero solo delle leggende, ma si s...
