<<Si sono divertiti con questo corpo.>>.
Queste furono le prime parole che Chase Borden disse a Tess Sunnivon appena arrivò sulla scena del crimine.
Erano solo le 11 del mattino e la giornata iniziava già in modo interessante a Dannysburg.
Chase era il braccio destro di Tess, detective del dipartimento di polizia. Si trovavano di fronte a un corpo mutilato: le mani erano mozzate, le budella erano fuori dall'intestino sebbene la vittima indossasse ancora il suo abito, ormai ridotto a brandelli, e gli occhi erano bruciati. La vittima era una donna con
un'età media tra i 35 e i 40 anni, capelli biondi, perle al collo, un tubino fucsia indosso e un decoltè beige ai piedi; con lei aveva una borsa
griffata.
<<Chi è la sfortunata?>> chiese Tess.
<<Dai documenti che aveva con sé, sappiamo che il suo nome è Eleanor Cunning.>> rispose Chase.
<<Sappiamo altro?>> chiese ancora Tess.
<<No.>> questa fu la risposta del collega.
<<Ok, vado a parlare con la scientifica>> lo incalzò Tess.
Non era stata una mattinata facile per lei: il suo ex marito, Logan, aveva dimenticato per l'ennesima volta di venire a prendere la loro unica figlia, Penelope, così era stata costretta a lasciarla a sua sorella minore, Nyla, tutt'altro che una persona affidabile. Era preoccupata per sua figlia, per la leggerezza di Nyla, per il menefreghismo di Logan e poi suo padre...
<<Tess, mi ascolti?>> le parole di Ruby, della scientifica, interruppero il flusso dei suoi pensieri.
<<Si, scusami>> rispose.
<<Allora, ti dicevo, la morte è avvenuta tra le 2 e 4 di stanotte. È stata causata da un avvelenamento, il resto delle ferite le sono state inflitte post mortem. Ti farò sapere di più dopo l'autopsia.>>
Una volta ringraziata Ruby, Tess tornò da Chase.
Era un uomo affascinante per chiunque se lo trovasse davanti: pelle scura, mascella pronunciata, muscoli definiti che si intravedevano attraverso la sua camicia celeste. Ma Tess non l'aveva mai guardato in quel modo, per lei era solo Chase, il suo amico più che collega. Al contrario, lui guardava Tess con
occhi diversi. Lei era alta, la pelle bianca come il latte, capelli corvini lunghi fino a fianchi rotondi, che la rendevano più che attraente. Chase ci aveva pensato più di una volta.
<<Torniamo in centrale e contattiamo i parenti più vicini. Il nostro caso parte adesso.>> disse Tess e neanche il tempo di pronunciare l'ultima parola che stava già camminando verso l'uscita. Voleva risolvere questo caso il prima possibile perché l'ultima cosa che voleva era che si diffondesse il panico, che la notizia di un killer in libertà girovagasse indisturbato per la piccola Dannysburg.
Ovviamente un omicidio così spietato non poteva passare così inosservato in una città tranquilla. All'uscita dall'appartamento dove era stata trovata la signora Cunning, c'erano già fotografi e giornalisti locali, che come sciacalli facevano a gara a chi avrebbe trapelato prima le indiscrezioni iniziali. Tess, sebbene avesse una presenza più che fotogenica, non era per niente il tipo di persona adatta per parlare con la stampa.
Chase prese la parola, come faceva sempre per distogliere l'attenzione da Tess, e disse:
<<Per adesso la polizia di Dannysburg non ha niente da dichiarare, se non che la vittima si chiamasse Eleanor Cunning.>>
E così salirono in macchina diretti alla centrale.
<<La conoscevi?>> chiese Chase a Tess, vedendola più silenziosa del solito.
<<No, sono cresciuta qui e penso di non aver mai incontrato questa donna. Non credo fosse di Dannysburg.>> rispose Tess.
<<C'è qualcosa che non va, vero? Riesco a percepirlo.>> Chase iniziava a preoccuparsi e non stava più parlando dell'omicidio.
<<No, Chase, sono solo i soliti casini a casa.>>.
<<Cosa ha combinato Logan adesso? Non capisco perchè continui a tenerlo nella tua vita seppure siate separati. Scommetto che anche Penelope starebbe meglio senza di lui!>> Chase si stava facendo largo in un'area minata: lui e Tess erano molto in confidenza e parlavano molto apertamente delle loro vite, perchè erano amici prima di essere colleghi. Ma quando si parlava delle sue scelte, Tess era più testarda di un mulo: non voleva sentire ragioni altrui.
<<Chase non è il momento di discutere la mia vita adesso.>>
In realtà, Chase si aspettava un tono più infastidito da parte di Tess.
<<Lo so, Tess, scusami ma non riesco a non dirti come la penso.>>
Normalmente lei avrebbe risposto che già sapeva anche questo, ma lui non ne avrebbe dovuto parlare lo stesso. E invece non disse niente e lasciò perdere.
Non era per niente un comportamento tipico di Tess: lei provava un certo piacere nel litigare, dalle discussioni futili a quelle più feroci.
Chase lo notò e non fece che preoccuparsi ancora di più.
Decise di lasciar perdere: avrebbe avuto altre occasioni durante la giornata per capire cosa stesse succedendo in quella testa sotto quel manto corvino.
<<Borden. Sunnivon. Finalmente siete qui, quanto ancora dovrei aspettarvi? Nel mio ufficio. Ora.>>
Era il loro capo, il comandante Jenna Flanders, che ogni qualvolta parlava finiva per urlare per tutto il distretto: provava uno strano bisogno di far sapere ad ogni agente cosa stesse succedendo.
Entrati nell'ufficio i due detective non ebbero neanche il tempo di sedersi che quella voce aveva già iniziato a parlare. Ovviamente, anche nel suo ufficio Jenna Flanders parlava con un tono molto alto, in modo che chi si trovasse a passare davanti la sua porta sentisse ciò che stava dicendo.
<<Borden come sempre non sai tenere la bocca chiusa proprio come non sai tenere il tuo uccello nei pantaloni, immagino.>> La Flanders era molto sfacciata e non c'era niente che avrebbe mai potuto fermarla nel dire qualsiasi cosa le passasse per la mente. Non aveva filtri, non le importava con chi stesse parlando, che fosse un suo agente o un suo superiore, Jenna Flanders ne aveva per tutti.
<<Comandante Flanders, non ho divulgato niente alla stampa, mi sono permesso di rispondere solo per toglierci quegli avvoltoi di dosso.>> Chase, al contrario, sapeva sempre essere diplomatico, in ogni situazione.
<<Beh, caro Borden, hai detto a tutta Dannysburg il nome della vittima, non mi sembra che tu abbia chiuso quella tua cazzo di bocca! Sono sicura che ora tutti i giornali e giornaletti della città stiano già indagando su Eleanor Cunning e sicuramente avranno già scoperto più di quanto sapete voi due! Oh, scommetto che tra un paio d'ore uscirà già un numero esclusivo del "The Snitch" con un bell'articolo di quella stronza di Molly Slipper con tutti i dettagli più sconci della vita di quella povera Cunning. A proposito, chi era? CHE AVETE SCOPERTO?>> E con l'ultimo grido, la voce di Jenna Flanders arrivò anche al di fuori della centrale.
Chase già si immaginava quello che stava per succedere: Tess avrebbe colto la palla al balzo, queste erano le situazioni che la facevano andare su di giri, con la Flanders che urlava e lei che rispondeva senza un attimo di esitazione, affrontandola di petto. Come sempre Flanders avrebbe gridato a Tess che sarebbe stata sospesa per due, tre, forse anche quattro giorni, per poi chiamarla la mattina dopo per chiederle: <<Sunnivon dove cazzo sei? Perchè non sei a fare il tuo fottutissimo lavoro?>>. E Tess adorava queste chiamate della Flanders, perché non facevano altro che dimostrare che aveva bisogno di lei, che il distretto aveva bisogno del detective Tess Sunnivon. In pratica un inferno, pensò Chase.
Era già pronto a intervenire, quando Tess prese la parola:
<<Comandante Flanders, ciò che sappiamo per il momento oltre il nome, è che la povera Eleanor è morta intorno alle 3 di notte, è stata avvelenata e poi le sono state inflitte quelle ferite. E sicuramente anche lei concorderà che non era di Dannysburg, perchè non l'abbiamo mai vista. Ora inizieremo a chiamare i parenti, a capire da dove proviene... L'aggiorneremo tra un paio d'ore. Ok?>> Tess era di una calma piatta e al contempo assurda, una calma che non era da lei.
Chase e Jenna si guardarono negli occhi, in silenzio e stupiti. Quella davanti a loro non sembrava per niente Tess Sunnivon.
<<Stai bene, Sunnivon?>> le chiese la Flanders, e questa volta il suo tono di voce era estremamente basso. Dimostrava così la sua preoccupazione.
<<Mai stata meglio, comandante Flanders. Ora mi scusi, ma devo mettermi subito a lavoro.>> E così Tess si alzò e uscì dall'ufficio del suo capo, diretta alla sua scrivania.
<<Borden, tienila d'occhio. Intesi? Vai, adesso!>> Tornò a urlare.
Chase si precipitò fuori, preso dalla preoccupazione della scena insolita a cui aveva appena assistito.
Andò da Tess alla sua scrivania e le intimò: <<Ferma tutto ciò che stai facendo. Non te la caverai così. Persino la Flanders si è preoccupata. Cosa ti sta succedendo?>> Chase sembrava sul punto di esplodere.
Tess scoppiò a ridere: <<Ma sto benissimo, piuttosto cosa sta succedendo a te? Mi sembri sul punto di avere una crisi isterica. Chase, ora dobbiamo davvero metterci a lavoro, smettila con queste sciocchezze.>>
Chase stava per ribattere, ma inconsciamente si fermò. Forse non sapeva neanche che dirle. Tess aveva costruito questo muro di calma per nascondere chissà cosa e Chase capì che non sarebbe stato così facile abbatterlo. Aveva bisogno di una strategia e se Chase era bravo, anzi eccellente, in qualcosa era proprio escogitare un piano.
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Il veleno scorre nel sangue
Mystery / ThrillerLa vita personale del detective Tess Sullivon non è per niente facile, ma almeno quella lavorativa non le ha mai dato problemi. Fin quando non le si presenta un macabro ed enigmatico assassinio da risolvere. Un intreccio di storie, amori, morti ed u...
