Era una notte come tante a Gracefield, le luci dei palazzi si riflettevano sulle gocce della pioggia battente creando un'atmosfera quasi magica. Le strade erano deserte, fatta eccezione per alcuni cani randagi, che andavano in giro cercando un luogo dove potersi riparare dalla pioggia. Il suono dei loro artigli che battevano sul marciapiede ad ogni passo da loro compiuto rieccheggiava per le strade.
E quella stessa notte proprio sulla via per la stazione dei treni, si sentì il passo energico di un bambino che correva con una tale decisione da far schizzare l'acqua fuori dalle pozzanghere; sembrava quasi che stesse scappando da qualcosa o da qualcuno, ma la sua corsa fu interrotta quando notò una sagoma distesa a terra. Il giovinetto si avvicinò per indagare e vide un bimbo privo di sensi coi vestiti logori, che non poteva avere più di 6/7 anni, i suoi capelli bianchi come la neve si muovevano seguendo il vento, aveva uno strano simbolo che partiva dalla parte destra della fronte ed arrivava alla base dell'occhio del medesimo lato. Cosa ci faceva steso lì sotto la pioggia? Il giovane corridore si guardò intorno cercando di capire se quel piccoletto fosse cercato da qualcuno, ma non vide nessuno, perciò decise di tornare sui suoi passi portando il poveretto con sé.
Inconsciamente il bimbo, mentre era privo di sensi, sentiva una voce che diceva "scappa, Kenny!", questa frase era detta con un tono così autoritario e forte che gli fece riprendere conoscienza.
- (Di chi era quella voce...? Chi è Kenny...? C-chi sono...io...? Dove mi trovo...?)- furono queste le domande che il nostro piccolo amico si pose al suo risveglio. Egli si tolse le coperte che lo avvolgevano e si sedette sul letto dov'era disteso un attimo prima e vide una grande stanza piena di letti come il suo.
-(Che sia un infermeria?)- pensò. Si alzò e si avvicinò all'unica finestra della stanza e vide un grande giardino con un lago, su cui era riflesso un cielo azzurro e privo di nuvole, ed una quercia su cui era appoggiato un bambino dai capelli castani rasati ai lati con un ciuffo che gli scendeva coprendo l'occhio sinistro, che contava mentre altri come lui si andavano a nascondere in giro.
Ad un certo punto il bimbo sentì una porta aprirsi dietro di sé e vide una robusta donna anziana vestita con un abito lilla, indossava degli occhiali da vista con una montatura a lente rotonda, aveva dei capelli così bianchi e ricci che sembravano nuvole. Il suo viso non aveva alcun segno particolare, fatta eccezione per un piccolo neo nella parte sinistra del labbro inferiore. La signora entrò nella stanza e chiuse la porta dietro sé.
-Oh! Guarda un po' chi si è svegliato. Ciao piccolino, io sono Gretel, la direttrice di quest'orfanotrofio, ti va di dirmi il tuo nome?- disse rivolgendo al bambino un dolce sorriso.
Sentendo la domanda gli occhi del pargolo si inumidirono.
-Io...io...io non me lo ricordo!- disse scoppiando in un pianto sconsolato.
-Suvvia, non piangere- disse la donna avvicinandosi a lui ed avvolgendolo in un caldo abbraccio.
-Cos'è l'ultima cosa che ricordi?- chiese con voce calma chinandosi con fatica sulle ginocchia per essere alla stessa altezza del bimbo. Kenny esitò nel dare la sua risposta, dato che non ricordava bene.
-Una voce...-
-E cosa diceva questa voce?-
-Un nome...-
-Qual era il nome?-
-Kenny...-
-È il tuo nome?-
-N-non lo so...- disse Kenny arrossendo per l'imbarazzo.
-Beh, allora faremo finta che lo sia. D'accordo?-
-D'accordo...-
-Bene Kenny, finché non recupererai la memoria sarai il benvenuto qui alla Gingerbread House!-
Sentendo quelle parole Kenny si sentì più tranquillo ed abbracciò Gretel con tutte le sue forze e le sue lacrime stavolta furono di sollievo.
-Che ne diresti di andare fuori a conoscere gli altri?- disse Gretel volgendo al piccolo un sorriso rassicurante.
-D'accordo!- disse Kenny sorridendo. La donna lo prese per mano e lo condusse nel giardino che il bimbo aveva visto poco prima attraverso la finestra.
Giunti all'esterno della casa Gretel disse:
-Va' da Vincent. Lui ti presenterà agli altri.- l'anziana signora rientrò in casa a preparare la cena. Kenny andò dall'unico bambino lì presente salutandolo:
-Ehilà! Io sono Kenny, molto piacere!- disse interrompendo il gioco.
-Vincent, piacere mio. Da dove vieni?-
-Beh, io veramente...non lo so...- disse Kenny sorridendo mentre le sue guance cominciarono ad avere un po' di rossore in più.
-Cos'è quello strano disegno che hai in faccia?- disse il bambino con un espressione disgustata.
-Eh? Quale disegno? Io non ho nulla in faccia!-
-Sei strano.-
-Non sono strano!- disse Kenny indispettito.
-EHI RAGAZZI! VENITE A VEDERE QUESTO TIPO STRANO!- urlò Vincent facendo uscire tutti quanti dal loro nascondiglio.
-Ti ho detto che non sono strano!- disse Kenny mentre una quarantina di bambini circondava lui e Vincent.
-Sta' zitto! Non ti vogliamo qui, perché non te ne vai?- disse Vincent tirando al poveretto un sassolino. Il piccolo Kenny cercava di trattenere le lacrime.
-Basta così, Vincent.- disse un giovinetto dai capelli castani lunghi fino a coprire il collo, frapponendosi tra i due.
-Jack, si può sapere perché hai portato questo stramboide qui?-
-Ho detto basta così!- disse Jack con tono deciso.
-E perché mai? Non sarà mica un tuo amico.-
-Tsk, ma fammi il piacere.-
-Allora perché lo difendi?-
-Non sto difendendo lui...- disse avvicinandosi a Vincent e guardandolo coi suoi grandi e profondi occhi verde smeraldo. -...sto attaccando te.- disse con tono minaccioso e con un sorriso beffardo.
-Brutto...-
-Sparite.-
-Andiamo ragazzi. Torniamo a giocare.- disse Vincent andandosene insieme agli altri bambini.
-Grazie per avermi...- prima che Kenny potesse finire la frase Jack se ne andò lasciandolo da solo. -...aiutato...-
-(Che bel posto....se solo potessi ricordare qualcosa...magari potrei tornare dai miei genitori.)- pensò volgendo lo sguardo al tramonto.
-BAMBINIIII! LA CENA È PRONTA!- urlò Gretel facendo correre tutti quanti dentro casa.
Mentre Kenny stava entrando Gretel lo fermò.
-Allora? Com'è andata?-
Il bimbo abbracciò l'anziana donna e scoppiò a piangere, quest'ultima lo abbracciò a sua volta e disse:
-È andata male, eh? Dai, andiamo a mangiare.- e prendendolo per mano lo condusse alla mensa, era una grande stanza con delle pareti bianche ed il pavimento in mattonelle arancioni, era piena di tavoli ed su ognuno di essi c'era una porzione di zuppa calda pronta per essere gustata dai bambini.
Gretel fece sedere Kenny ad un tavolo sperando che qualcuno si andasse a sedere accanto a lui, cosa che purtroppo non accadde.
Finita la cena la donna andò da Kenny, il quale era visibilmente triste, e lo consolò dicendogli:
-Domani andrà meglio.-. Lo prese per mano e lo portò nella sua stanza, dopo averlo messo a letto disse:
-Buonanotte, Kenny.-
-Gretel...-
-Sì?-
-Secondo te...sono strano?- chiese Kenny con le lacrime agli occhi.
-Oh no tesoro, tu sei perfetto.- disse dandogli un bacio sulla fronte. -Adesso dormi, la notte porta consiglio.- spense la luce e chiuse la porta dietro sé.
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Rise OF Z: Identity
Mystery / ThrillerUn bambino di nome Kenny si sveglia in un orfanotrofio senza aver memoria di chi sia o di cosa ci faccia lì. In seguito, deciderà di incominciare una ricerca per capire dove siano i suoi genitori, che lo porterà però a conoscere un inquietante perso...
