"-Perché mi odi? Perché non mi accetti cosí come sono? Cosa ti ho fatto?
Io non sono diverso! Io sono un essere umano!-
Sarebbe bello pensare ancora queste cose.
..."
La sua mano scorreva sul foglio, le lacrime solcavano il suo viso.
Piangeva per lei.
Piangeva per amore.
Ricordava quando lei lo prendeva in giro...quando lui era ancora in grado di rispondere...quando ancora domandava perché lo odiasse...quando pensava di essere umano.
"...
Ho fatto qualcosa di sbagliato?
Ah, si, é vero. Sono nato. Sono nato come sono.
Sono nato, é questo il problema, vero?
..."
Si odiava. Si odiava perché non riusciva ad essere all'altezza del Mondo.
Perché la sua nascita era sbagliata.
Anche solo vivere era un problema.
"...
Scusami, scusami se oggi mi piace una ragazza, e domani potrebbe piacermi un ragazzo.
Scusami se non sono come voi.
Scusami se sono imperfetto.
Scusami se sono vivo.
..."
Il ragazzo poggiò il foglio sul pavimento freddo, respirando più profondamente l'aria inquinata della città. Era umida, lo smog la rendeva grigia. Gli occhi, rossi di pianto, scrutavano severi il panorama che si godeva dal sesto piano.
Non sarebbe stato vivo ancora a lungo.
"...
Grazie per avermi giudicato.
Grazie per avermi fatto capire quanto io sia sbagliato.
Senza di te, principessa mia, non avrei mai capito che dovevo morire. Avrei continuato a pensare, anche se bisex e transgender, di essere una persona normale.
Non avrei mai capito quanto mi sbagliavo
..."
Aveva ripreso a scrivere.
Sapeva già cosa avrebbero detto tutti.
"Peccato, era una brava ragazza".
Ragazza, appunto.
Nessuno l'avrebbe mai considerata un maschio.
"Maschiaccio", forse, ma nessuno avrebbe mai capito che lei era nel corpo sbagliato.
Lei era un uomo, ma a nessuno importava.
Aveva sempre sbagliato.
Nel pianto, sorrise.
La sua principessa voleva aiutarlo!
Lui non si meritava di ricevere amore.
Ma fra un poco nessuno avrebbe potuto amarlo.
Continuava a sorridere.
"...
Ti starai chiedendo allora perché ti scrivo.
Hai ragione, uno come me non dovrebbe neanche respirare la tua stessa aria, principessa.
Tranquilla, fra un po' potrai solo dire che ERO strano.
Fra un po' non ci sarà nessuno a romperti le scatole perché ti ama.
Sei felice, principessa?
Se tu sei felice, io sono felice.
..."
Un altra boccata d'aria.
Non voleva morire.
Era nato, teneva alla sua vita.
Ma doveva.
Che senso aveva rimanere in vita?
Era diverso.
La sua principessa glielo aveva detto chiaramente, lui non era come gli altri.
Era semplicemente un errore.
Un bruttissimo errore.
Uno di quelli che ti rovinano la giornata anche solo a passarti davanti.
Mentre si muoveva la per mettersi comodo sul pavimento, a gambe incrociate, il lembo della felpa si scostò leggermente, lasciando intravedere una "T" cicatrizata sul suo polso.
Tirò su la manica, lasciando scoperta la scritta "IMPERFECT" che si era incisa sul polso.
Le dita pallide e magre scorrevano avanti ed indietro sulla sua pelle, ricordava ancora il momento in qui l'aveva scritto.Era rannicchiato a terra, a piangere dopo essere stato picchiato dal ragazzo della sua principessa. Era estate, aveva appena smesso di mangiare. Certo, lui mangiava solo per sopravvivere, non di più, per sbloccare lo sviluppo.
Era in bilico fra la crescita e la morte.
Il sorriso tornò sul suo volto.
Avrebbe scelto la morte.
Perché la morte era la sua perfezione.
"...
Magari mi sbaglio.
Ma forse meritavo di vivere.
Forse hai fatto un errore.
Ma mi dispiace giudicarti, perché un errore può capitare.
Io ne sono la prova!
Fa niente, tanto quando troverai questa lettera, io sarò già morto.
..."
Morto.
Stava sbagliando?
C'era qualcuno che teneva a lui?
No.
I suoi genitori si erano separati a causa sua.
Nessuno dei due voleva tenerlo.
Ricominciò a piangere.
Doveva solo morire.
Morire, per raggiungere gli altri errori, gli altri condannati per aver gettato via la propria vita.
"...
Avrai capito ormai, che sto per suicidarmi.
Gioisci!
L'errore se ne va dal Mondo!
Cosa vuoi di piú dalla vita?
Niente, tu sei perfetta, principessa.
..."
Se la immaginava già, a trovare quella lettera e a festeggiare.
A postare la foto su qualche social, per far capire agli altri errori che ad uno ad uno dovevano andarsene.
Che nessuno poteva competere con lei, perché lei era la principessa, e poteva comandare tutti gli errori a bacchetta.
Perché per comandare dei mostri, ci vuole un demone più crudele di loro.
E la sua principessa non aveva cuore.
Ma non era sbagliata lei, in questo Mondo per vivere non bisogna avere compassione di nessuno.
Pensare solo a se stessi.
"...
Sei felice?
Si, sei felice.
Penso di aver detto tutto.
Buona notte, principessa.
Questa per me, sarà l'ultima volta che chiuderò gli occhi.
Per sempre tuo,
Zoe"
Il ragazzo chiuse gli occhi, e si arrampicò sulla ringhiera che lo separava dal vuoto sopra la strada.
Gli girava la testa.
Si chiedeva cosa sarebbe successo dopo.
Sarebbe morto di certo?
Quanti avrebbero ripreso la sua morte, per poi metterla sui social e scrivere "cosa stiamo diventando? Un altra povera vita se ne va per colpa nostra. Un like = un supporto."
Sfruttare situazioni del genere per diventare popolari.
Scrivere "omofoba? No, io no di certo."
Poi bullizzare chiunque anche osa scrivere "felice di amarti, tesoro" rivolto a qualcuno del proprio stesso sesso.
Baciarsi in strada va bene, ma solo per le coppie etero, perché gli altri sono errori.
Lamentarsi di una ragazzo che si bacia con un altro ragazzo, ma poi scrivere "Love is Love".
Lamentarsi di due ragazze che si baciano, chiamarle "prostitute", ma non rendersi conto che di questi tempi ci sono coppie etero genitori ad undici anni.
Non accettare che una persona si consideri un ragazzo, anche se la sua anatomia dice il contrario, ma poi indossare vestiti maschili perché é la moda.
Dire "siamo tutti uguali", ma poi usare come insulto "frocio" o "lesbica" o "trans". Perché come insulto nessuno usava "etero"? Perché gli etero sono normali.
Era questo il Mondo in cui voleva vivere?
No.
Non voleva vivere cosí.
Meglio L'inferno.
Ispirò per la terza ed ultima volta, poi buttò fuori l'aria troppo inquinata.
Lasciò la lettera a terra, non prima di scrivere sopra il nome della ragazza che amava.
L'ultimo pensiero della sua vita, fu rivolto alla sua principessa.
Alla persona che amava, e che l'aveva indotto al suicidio.
-Buonanotte, principessa.- disse semplicemente.
Poi saltò.
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Prιɴcιpeѕѕα
Storie breviQuesta storia parla del suicidio di una ragazza bisex e transgender. Le parti in corsivo fanno parte di una lettera. Quelle normali narrano cosa succede. Tratta argomenti delicati. Spero di essere riuscito a riprenderli bene.
