New York

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Io e Luke eravamo seduti in giardino mentre facevamo gli ultimi tiri.

Quando rideva era davvero bellissimo. Aveva un sorriso grande e bianco. Sotto il lampione il piercing al labbro luccicava un po' e mostrava le sue labbra umide.

Il suo sguardo si spostava dalla canna alle mie labbra, il che mi provocava dentro un miscuglio di imbarazzo e eccitazione.

Non mi ero ancora accorta quanto gli donasse la camicia a quadri rossa che indossava.

-Joy mi ha detto che giochi a basket.- dissi facendo l'ennesimo tiro.

-Sì, da qualche anno ormai.- rispose guardando dritto davanti a lui mentre qualche ciuffo gli ricadeva sulla fronte.

-Sei cambiato davvero tanto.- dissi mentre entrambi finimmo la nostra canna.

-Prima ero uno sfigato cicciotto.- rise.

Risi anche io ripensando alla battuta fatta a pranzo da Calum.

-Adesso invece sei un gran figo.- dissi senza riuscire a controllarmi.

Si voltò a guardarmi.

-Anche tu non sei niente male.- sorrise.

In quell'istante odiai Dio per aver creato quel sorriso.

Restammo un po' in silenzio a guardaci. Il lampione illuminava a stento la sua faccia, ma abbastanza da vedere la barba che cominciava a crescergli sul suo mento.

-Hai freddo?- mi chiese notando la mia pelle d'oca sulle braccia.

Annuii e subito si tolse la sua camicia passandomela.

Sotto portava una maglia a maniche corte nera dei Green Day.

-Ti piacciono i Green Day?- che domanda stupida, Jen.

-Sì. Anche a te?-

-Sì, ma preferisco i Linkin Park.- dissi mentre mi infilavo la sua camicia.

Appena me la misi sentii subito più caldo e fui inondata da un profumo che conoscevo benissimo.

-New York.- bisbigliai.

-Cosa?- chiese lui perplesso.

-Usi il profumo della Playboy, New York.-

-Già. Sei appassionata di profumi?-

-No, è solo che questo è il mio profumo preferito e l'avevo comprato per Cal, ma a lui non piace mettersi il profumo.- dissi ricordandomi la sua faccia a Natale dell'anno scorso quando aprì il mio regalo.

-Tra te e Calum c'è qualcosa?- chiese Luke tutto d'un tratto lasciandomi spiazzata.

-Ehm, no. Perché?-

-Volevo sapere.- disse -Rientriamo?-

Mi porse la mano, la afferrai e ci avviammo dentro casa.

________________

Io e Luke eravamo rientrati da qualche ora quando mi arrivò un messaggio da mio padre.

'Ho avuto un problema a lavoro. Aspettami per domani sera. Resto a dormire da un collega vicino alla sede che mi è più comodo. Scusa Jen, a domani.'

Gli risposi con un semplice 'Ok.' e misi via il telefono.

Gli effetti erano svaniti già da un po' e io e Luke stavamo parlando vicino alla porta del salotto.

-È proprio una bella festa.- disse Luke poggiando la sua mano sul muro vicino al mio viso.

-Sì, non è male.-

-Stai bene coi miei vestiti.- ammiccò.

Abbassai lo sguardo sulla sua camicia e quando lo rialzai vidi che stava avvicinando il suo viso al mio. Sorrisi prima che le nostre labbra si toccarono.

Mi poggiò la mano sul fianco mentre io feci scivolare la mia tra i suo capelli e poi sulla guancia.

Mi stavo assaporando ogni singolo istante sulle sue calde e morbide labbra, quando mi sentii tirare di lato.

-Ma che diavolo... Agatha!- dissi riconoscendo la mia amica. -Pensavo non venissi.-

-È solo mezzanotte e mezza, sai che mi piace far aspettare. Ma dimmi, che stavi facendo con quel biondino?- sorrise maliziosa.

-Ci credi se ti dico che è il cugino di Cal?-

-Cosa?- spalancò i suoi occhioni neri -Ma sono praticamente diversi!-

Risi alla sua reazione.

-La famiglia di Calum mi sta iniziando a piacere molto.- disse la mia migliore amica.

Agatha era innamorata di Cal da quando glielo avevo presentato quattro anni fa.

Continuai a parlare con lei fino a quando qualcosa dall'altra stanza attirò la mia attenzione.

SPAZIO MEE

Finalmente ecco il quarto capitolo🎉

La storia sta iniziando a prendere forma e dal prossimo capitolo inizieranno i guai.

Mi raccomando, fate leggere la storia, lasciatemi un commento e un voto

al prossimo capitolo 😘

Chance or fate? || Calum HoodWhere stories live. Discover now