Capitolo 1

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Il primo lunedì di Settembre: l'aria del mattino, già particolarmente fresca, spazzava via la brezza frizzante dell'estate, annunciando la fine della bella stagione e l'inizio delle pioggie autunnali.
Risa non odiava i lunedì, più ma che altro li temeva, perché ogni lunedì le capitava qualcosa di strano o bizzarro che le cambiava relativamente la giornata o persino la settimana intera. 
Questo buffo scherzo della sorte le dava la possibilità di immaginare uno scenario diverso per ogni inizio della settimana, rendendole il passare del tempo meno noioso e per il primo lunedì del mese, nonché il primo lunedì di scuola, si aspettava davvero qualcosa di speciale.
Così, la ragazza si strinse a sé nel suo giubbotto cercando di ignorare le morse del vento freddo che le entravano nelle ossa e si incamminò verso scuola pensando sul da farsi di quella nuova giornata.
Erano circa le 7:30 quando Risa varcò il cancello dell'istituto: il cortile era vuoto, mancava ancora una mezzoretta circa prima che gli studenti cominciassero ad arrivare e si riversassero nelle aule, così le venne un'idea: decise di sfruttare quel tempo che le rimaneva per entrare in classe prima di tutti così da evitare il caos generale che si sarebbe scatenato a breve. Sapeva in cuor suo che era un'idea sciocca e sconsiderata, ma la ricerca della tranquillità e il desiderio di vedere le facce stupite dei suoi compagni, quando una volta entrati tutti insieme, l'avrebbero trovata già seduta al primo banco, la spinsero a tentare questa folle impresa.
Non vedendo la presenza del custode, la ragazza si addentrò nei corridoi ancora vuoti e poco illuminati, addossandosi ai muri per escludere la possibilità di essere vista da qualcuno e raccomandandosi di non fare troppo rumore.
Stava pensando ad un modo per arrivare alla sua classe al primo piano senza essere vista, perciò sgattaiolò su per le scale e si rifugiò nel bagno più vicino, stando attenta a non incrociare qualche docente che sicuramente non avrebbe approvato la sua presenza in un orario preparatorio per il personale scolastico e non appena entrata nel bagno si chiuse immediatamente la porta alle spalle tirando un sospiro di sollievo.
Procedette verso i lavandini e si sciacquò la faccia per scaricare la tensione, poi si guardò allo specchio e si ravvivò i capelli biondi tagliati corti, e prese aria a pieni polmoni.
Stava per andarsene quando all'improvviso una porta dietro di lei si spalancò facendola sussultare e una figura cadde rovinosamente ai suoi piedi producendo un tonfo assurdo, accompagnato da un rumore bizzarro, come se tanti sassolini fossero caduti per terra .
Risa sbiancò di colpo pensando di ritrovarsi davanti a un'insegnante, ma poi guardando meglio si accorse che era una sua coetanea e la aiutò a rialzarsi.
《Oddio mi hai fatto prendere un colpo! Va tutto bene?》 Le chiese tendendole la mano.
《Merda mi sono cadute le pillole...》 mormorò la ragazza mentre si rialzava a fatica《che cosa ci fai qui?》 Chiese Risa nel panico più totale.
《Che cosa ci fai tu qui. Gli studenti non potrebbero entrare prima dell'orario prestabilito. Io ho un permesso per stare qui, qual è la tua scusante?》 Domandò beffarda l'altra mentre si aggiustava i vestiti. Risa era più che spaventata e non sapeva più come rispondere: se quella ragazza avesse deciso di fare una soffiata a qualche docente, le sarebbe toccata una bella punizione. Per un momento si maledisse per aver avuto la malsana idea di intrufolarsi a scuola prima del suono della campanella,ma ormai si era cacciata in questa situazione e doveva uscirne in qualche modo. 
《S-senti c-cambiamo argomento, stai bene? Ti sei fatta male?》 Chiese Risa  a questo punto più imbarazzata che impaurita.
《Tutto apposto grazie, in fondo non è successo niente, ti sono solo quasi caduta addosso mentre ti  nascondevi nel bagno per evitare i professori e allo stesso tempo la calca degli studenti che a breve si scatenerà per i corridoi.》Rispose lei. Nel suo tono di voce pacato non si percepiva nemmeno una leggerissima punta di sarcasmo.《Cosa? Come hai-》
《Semplice.》La ragazza sorrise maliziosamente toccandosi la fronte con l'indice destro;《Ho avuto la tua stessa idea. Ci si vede.》 Disse per poi schizzare fuori dalla porta del bagno senza dare il tempo a Risa di realizzare cosa era appena successo:《Ehy a-aspetta! Non mi hai nemmeno detto come ti chiami! Torna qui! Ma che diavolo...》 esclamò quest'ultima nel tentativo di richiamare la ragazza ma invano. Poi però si accorse che in quel trambusto mattutino si erano fatte già le 7:57 perciò uscì anche lei dal bagno, per completare l'impresa che aveva in mente fin dall'inizio: trovò la sua aula e ci si infilò a razzo buttando lo zaino sul primo banco, poi riprese fiato e si sedette con un sorriso soddisfatto stampato sul volto, cercando di mettere da parte gli avvenimenti che erano accaduti poco prima.
La campanella suonò di lì a poco e, come Risa aveva previsto, studenti di tutte le età iniziarono ad entrare e a sparpagliarsi per le aule  accompagnati da un fracasso infernale, che avrebbe svegliato anche i morti. I suoi compagni non ci misero molto ad arrivare in classe e rimasero stupiti quando videro la ragazza, già seduta e sistemata al suo posto tanto che si diressero verso di lei e iniziarono ad abbracciarla, salutarla e a riempirla di domande su come fosse già in classe prima di tutti e su come avesse fatto ad evitare la folla. Il suo momento di popolarità tanto agognato durò fino all'entrata in classe del professore, dopodiché tutti i ragazzi si accomodarono velocemente ai propri posti.
《Buongiorno ragazzi e bentornati, spero abbiate passato delle buone vacanze.》 Esordì il docente《prima di iniziare la lezione, però, vorrei presentarvi una vostra nuova compagna che si unirà alla vostra classe per seguire il programma didattico. Vi prego di trattarla con estremo riguardo, è una studentessa molto speciale. Per favore date il benvenuto alla signorina Lilith Hopkins.》
Gli studenti dapprima iniziarono a confabulare fra di loro cercando di capire che cosa intendesse il professore con quelle parole  ma poi si zittirono all'istante quando la nuova arrivata entrò in classe.
Risa dal canto suo non si aspettava niente di speciale, pensava fosse un'alunna con un nonsoché di disabilità o una figlia di qualche tizio particolarmente ricco, ma quando alzò gli occhi e vide la ragazza nuova sentì il cuore perdere un battito: Lilith  Hopkins era niente di meno che la ragazza che aveva incontrato in bagno pochi minuti fa.
Lilith si guardò intorno un po' spaesata ed esaminò le facce ammutolite dei suoi compagni, poi decise di presentarsi:《Ciao a tutti! Io sono Lilith e sarò la vostra nuova compagna di classe! Spero di passare dei bei momenti qui con voi!》
Poi si girò verso il professore:《Allora prof dove mi fa sedere?》 Chiese pacatamente con un sorriso a trentadue denti.
《E-ehm dunque vediamo... al primo banco accanto a Nize.》 Rispose lui imbarazzato indicando il banco vuoto accanto a Risa che sussultò dalla sorpresa.
La ragazza si condusse verso il posto che le era stato indicato e si accomodò con nonchalance, sedendosi a gambe incrociate sulla sedia senza che il professore le dicesse niente. Poi iniziò a tirare fuori il materiale necessario per la lezione quando si voltò verso la compagna ormai bianca come un cencio dalla paura. 《Aspetta ma io ti conosco, ci siamo viste in bagno una ventina di minuti fa!》 Esclamò Lilith attirando l'attenzione dell'insegnante che si voltò verso le due ragazze con uno sguardo inquisitorio.
《Nize? Cosa ci faceva in bagno con la signorina Hopkins venti minuti fa, se l'orario di entrata per gli studenti è scattato solo da cinque minuti?》 Domandò lui aggrottando le sopracciglia.
Risa si voltò verso Lilith e poi di nuovo verso il professore sorridendo languidamente, cercando di trovare una scusa plausibile:《N-no professore v-vede... ecco... avevo visto... Lilith cioé volevo dire- la signorina Hopkins salire il piano di sopra e mi sono c-chiesta se stesse bene, così l'ho seguita... 》
Il professore, la guardò ancora più intensamente per poi sbuffare e cambiare discorso.《Va bene, per questa volta è andata, ora non ho voglia di discutere, iniziamo la lezione. Ah e un ultima cosa signorina.》 Sì girò di nuovo verso Lilith 《Se avesse mai bisogno di qualcosa non esiti a riferirmelo, io e tutto il personale scolastico saremo ben felici di poterla aiutare.》 Poi senza lasciare il tempo alla ragazza di rispondere si avviò alla lavagna e iniziò con una lezione di ripasso.
Mentre l'insegnante spiegava, Risa calmò i suoi nervi e riprese un colorito normale, poi si dedicò ad esaminare meglio la sua nuova compagna dato che nella penombra del bagno dove si erano incontrate prima non era riuscita a vederla bene: la ragazza era molto più alta di lei, indossava una camicia a mezze maniche gialla a pois rossi e dei pantaloni grandi il doppio della sua taglia. Aveva la pelle pallida e candida, spruzzata di lentiggini e portava un paio di occhiali dalla montatura leggermente storta, ma il particolare che la sorprese di più fu il taglio di capelli che aveva: dal lato destro i capelli erano tagliati cortissimi quasi come un taglio maschile, mentre dal lato sinistro scendevano lunghi fino al collo come un carré molto femminile.
Risa più la guardava, più le si confondevano le idee, da dove era uscita una ragazza così pacata quanto stravagante e misteriosa e soprattutto,  chi era per esercitare così tanto potere su un docente?
"Oh wow" pensò Risa, "questo è sicuramente il lunedì più strano della mia vita."








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