«Vuole davvero cancellare il meeting?»
«Sì.»
«Ma signore, è un meeting che aspettava da mesi..»
«Lo so.»
«E lei vuole cancellarlo, di punto in bianco?»
Alzò i suoi enormi occhi, ridotti a due fessure. Era nervoso, teso, e non sapeva bene perché, ma non riusciva ad ignorarla quella sensazione. Era tutto il giorno che ce l'aveva addosso, come qualcosa che fosse stata incollato al suo corpo e fosse rimasta lì. E lui lo odiava.
Sbuffò, portandosi le mani tra i capelli, lasciandole poi cadere sulla scrivania davanti a sé, mentre i suoi occhi scivolavano sul corpo morbido della ragazza davanti a lui, per poi incastrarsi nei suoi occhi scuri. La fece deglutire e un piccolo sorriso si aprì sul suo volto.
«Sì.»
La ragazza alzò gli occhi al cielo, stringendo il fascicolo più forte contro il suo corpo, mentre poi tornava a fissarlo. E lui era lì, in tutta la sua bellezza, e la sua strafottenza. E lei lo odiava, perché per quel meeting ci aveva messo l'anima e quel coglione non poteva cancellarlo da un momento all'altro.
«Ma non ha senso!» sbottò, la sua voce più alta di alcune ottave.
Il ragazzo scrollò le spalle e poi spostò lo sguardo verso l'unica foto che aveva sulla fotografia e il suo cuore si strinse. Suo padre gli mancava, ma sapeva che era fiero di lui, che lo sarebbe stato sempre. Il suo impero, adesso, era nelle sue mani.
«Mr. Payne, tutto questo non ha senso!» sbottò infine la ragazza e Liam tornò a fissarla, inarcando un sopracciglio, sorpreso che quella piccola ragazza davanti a lui avesse il coraggio di contraddirlo.
«Come, prego?» chiese, divertito, e quella sbuffò.
Poggiò il fascicolo, o meglio, sbatté il fascicolo sulla scrivania e poi appoggiò una mano sul fianco, lasciando che la sua cascata di riccioli biondi le coprisse la spalla.
«Signore, non per mancarle di rispetto, ma ho lavorato su questo meeting per mesi perché lei mi ci ha letteralmente svegliato nel cuore della notte per dirmi che sarebbe stata l'occasione di sempre, la punta di diamante dell'azienda.» iniziò, stringendo le labbra rosse tra loro.
Liam l'ascoltava impassibile, perché lo sapeva che tutto quello che diceva era tutto vero.
«E adesso, mi dice che vuole cancellarlo, così? Senza motivo?» chiese, alzando entrambe le sopracciglia. «Non ha senso, Liam.» aggiunse infine, la voce più morbida e dolce.
Liam si leccò le labbra e sospirò, annuendo, e poi portandosi le mani tra i capelli castani, sentendo di nuovo quella sensazione terribile pungerlo sulla pelle, farlo rabbrividire.
«Lo so, d'accordo? Ma non ho la forza di andare lì e sostenere un meeting che potrebbe essere il tutto o il niente di questo!» esclamò, allargando le braccia e indicando il suo ufficio.
Enormi vetrate si aprivano sul cuore di Londra, le pareti bianche erano spezzate da quadri di piccole dimensioni in bianco e nero, o da alcuni piccoli paesaggi al tramonto. Due poltrone in pelle nera si trovavano davanti a lui, mentre nell'altro angolo della stanza c'erano un divano a L, bianco, e un tavolino.
Sospirò e tornò a fissare il volto della sua segretaria, i suoi occhi erano confusi.
«La forza ce l'hai, Liam.» mormorò la ragazza e Liam scosse la testa, mentre andava a incastrare un dito nel collo della camicia, allargandola un poco. Sentiva l'aria mancargli.
«Ti prego, Chelsea. Fai come ti ho chiesto. Chiama tutti i partecipanti, i clienti e dì che il meeting è rimandato a data da destinarsi.» la supplicò un'ultima volta e Chelsea sospirò, fissandolo.
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Race
Детектив / ТриллерCosa succede quando in una corsa contro il tempo, contro tutti, contro se stessi.. si trova l'amore? [ATTUALMENTE SOTTO EDITING! La storia non subirà, dal POV della trama, alcuna modifica, ma solo a livello di correzioni grammaticali o battiture. ] ...
