[SPOILER ALERT! Questa storia contiene spoiler per la serie di Puella Magi Madoka Magica: se non hai ancora finito l'anime, leggi a tuo rischio e pericolo!]
Mani dalle dita agili, seppur segnate da cicatrici, correvano lungo i suoi capelli carmini, intrecciandoli e disponendone la trama fino a formare una pratica ed elegante coda di cavallo: al termine, la ragazza li fissò con un gioiello impreziosito da un rubino simile ad un tizzone ardente.
Ardente come l'animo stesso della ragazza: Sakura Kyoko non era di certo conosciuta per la sua mansuetudine o per la tendenza ad appellarsi all'umanità dei suoi avversari, che queste fossero streghe o altre ragazze magiche.
Impugnò la lancia, minuziosamente affilata e celebre per come la rossa la usasse insieme al suo potere di clonazione; frugò nelle sue tasche fino a trovarvi un pacchetto di snack dolci, dei piccoli bastoncini ricoperti di cioccolato che amava sgranocchiare tra una battaglia e l'altra.
Le Mahou Shojo, le ragazze magiche, non soffrivano di certo la fame: finché la preziosa gemma, nota come Soul Gem, non veniva distrutta, esse continuavano ad esistere, giovani ed imperiture: ma dov'era il divertimento? Kyoko amava il cibo, amava mangiare persino mentre cercava di uccidere una strega, se la battaglia era abbastanza lenta da permetterglielo.
Kyoko aveva l'abitudine di masticare qualsiasi cosa fosse commestibile, specie quando era nervosa: quel giorno, la ragazza aveva fatto un incontro che la aveva disgustata per metà, mentre per l'altra la aveva quasi portata a scoppiare a ridere.
Sì, aveva conosciuto una certa...qual era il suo nome? Sayaka. Sì, Sayaka era una nuova arrivata nel mondo delle ragazze magiche: una povera anima spinta da sogni e desideri utopici piuttosto che da vera necessità.
"Esaudirò un qualsiasi tuo desiderio, non importa quanto sia impossibile. In cambio, però, attingerai la tua forza da una Soul Gem e passerai la vita a combattere le streghe": questo era ciò che recitava il patto di Kyubey, quello strano essere simile ad un gatto che viveva al fianco delle ragazze magiche. Ovviamente, Kyoko non era la sola ragazza magica in città, per cui Kyubey non era costantemente al suo fianco, ma ne avvertiva spesso la presenza mentre dava sfogo alla sua ira sulla strega appena formata, mentre ne attraversava il labirinto magico all'apparenza senza fine, mentre tirava fendenti con la sua lancia, cercando di individuarne il punto debole.
La vita da ragazza magica era dura: procacciare streghe, esseri maligni di ignota origine, per ottenere Grief Seed con i quali recuperare forze e potere dalla propria Soul Gem; Kyoko continuava a pensare che non avrebbe mai potuto essere più dura della sua infanzia.
Della sua vita prima di diventare una ragazza magica.
Che diavolo poteva saperne quella Sayaka di tutto questo? Come poteva pensare di cavarsela in un mondo dove combattere è l'unico modo per andare avanti? Pensava forse che la sua speranza avrebbe ferito più delle sue spade? Patetica.
Eppure, Kyoko aveva iniziato ad osservare la sua nemesi dall'alto degli imponenti palazzi della sua città, dove la rossa era solita muoversi per passare inosservata.
Non poteva più farne a meno: aveva iniziato a prendere di mira la ragazza dai capelli turchini per semplice svago personale, forse qualcosa che avrebbe potuto addirittura definirsi rivalità.
Per lei era diventata un'abitudine osservarne da lontano i progressi, i fallimenti, i momenti in cui era più vulnerabile.
Kyoko provava qualcosa, per lei, che la Soul Gem non riusciva ad intrappolare.
E si odiava per questo.
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La aveva affrontata in un vicolo, lontano da tutti: quella mocciosa stava cercando di procurarsi il bottino di caccia nel suo territorio, Kyoko odiava quando qualcuno si intrometteva nel suo quartiere. Tra le ragazze magiche esistevano semplici regole di convivenza: ognuna di loro aveva lottato per ottenere un quartiere da usare come propria risorsa per cacciare streghe e Grief Seeds. Se la propria Soul Gem brillava, indicando la presenza di una strega in una zona che era di un'altra ragazza magica, l'allarme veniva ignorato in segno di muto rispetto.
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Nel profondo del mare
Short StoryNon poteva più farne a meno: aveva iniziato a prendere di mira la ragazza dai capelli turchini per semplice svago personale, forse qualcosa che avrebbe potuto addirittura definirsi rivalità. Per Kyoko era diventata un'abitudine osservarne da lontano...
