Capitolo 1

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Finalmente, Jungkook, si era deciso a dare una svolta alla sua vita.
Una vita che reputava noiosa, inutile.
Era determinato a liberarsi di tutte quelle persone inutili, in modo da rincominciare con una vita dignitosa, tranquilla, senza preoccupazioni.
Era stufo di essere mantenuto a malapena da sua madre ed il suo compagno; ora era pronto a farsi una vita propria.

Dopo aver prenotato quel biglietto aereo, si sentì subito più sollevato.
Finalmente, tutto il suo piano stava diventando concreto, reale.
Non vedeva l'ora di iniziare la sua nuova vita.
Il volo era fissato per il giorno successivo, ore sette del mattino.
Già non stava più nella pelle.
Doveva dedicarsi ai bagagli, ora.
La madre ed il patrigno non erano in casa; era meglio così, almeno avrebbe potuto fare con calma e tranquillità le valigie.
Valigie che aveva già preso dall'armadio per avere tutta la situazione sotto controllo.
Iniziò subito a riempirle con i propri vestiti, le scarpe, i cappotti, i suoi adorati cd, i suoi libri ed infine tutti i restanti effetti personali; non vedeva davvero l'ora di allontanarsi da quel posto.
Ora, tutte le sue cose erano finalmente nei bagagli, tranne i vestiti che avrebbe indossato il giorno successivo, per la partenza.
Gli faceva strano vedere la stanza così vuota, ma si consolò con il pensiero che finalmente, a breve, avrebbe avuto un'intera casa tutta per sé.
Si sentiva già più adulto, responsabile.

Era tardi, tardissimo. Quasi mezzanotte.
Forse per l'eccitazione della partenza del giorno successivo, il sonno tardava ad arrivare.
Decise di farsi una doccia veloce, in modo da non doversi svegliare troppo presto l'indomani. Sotto la doccia non fece altro che immaginare la sua nuova vita: desiderava trovare una bella casa, un lavoro decente, tanti amici e chissà, magari anche la propria dolce metà.
Scosse la testa ed uscì dalla doccia dopo parecchi minuti; non voleva avere delle aspettative troppo alte, in modo da non rimanere deluso in caso le cose fossero andate male.

E semplicemente, si mise a letto così, solamente in boxer e con i capelli ancora umidi.
Un sorriso era stampato sulle sue labbra carnose; era felice come non mai.
Impostò la sveglia per le sei del mattino successivo, in modo da stare tranquillo e non fare alcun ritardo; dopodiché mise il cellulare in carica, spense la luce e, pian piano, si addormentò.

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